La giovane età della Fiorentina non piace più

Sabato la Fiorentina ha perso la propria imbattibilità casalinga. Risultato preventivabile visto che all’Artemio Franchi veniva a far visita la Juventus di Max Allegri e Cristiano Ronaldo. Storica odiata rivale ma soprattutto la squadra più forte del campionato italiano, oggettivamente uno o più gradini sopra le altre. Un passivo di tre reti comunque un po’ bugiardo o pesante se analizziamo la partita. La Juventus non ha dominato il match lungo l’arco dei novanta minuti e ha dovuto fronteggiare una Fiorentina gagliarda e combattiva. Un buon atteggiamento in campo dei ragazzi di Stefano Pioli partiti con l’intento di sorprendere i bianconeri e in grado di non abbattersi dopo il vantaggio avversario. Atteggiamento che si è spento però dopo il secondo gol bianconero; le speranze e l’umore viola a quel punto sono calate vertiginosamente. La Fiorentina ha creduto nelle possibilità di pareggiare, ma quando il divario è diventato di due gol allora la montagna da scalare è diventata insormontabile.

Fiorentina promossa sull’impegno ma bocciata totalmente sulle proprie capacità di concretizzare. Pioli ha confermato l’undici di Bologna con l’unica novità rappresentata dal ritorno in difesa di Pezzella, recuperato dopo l’infortunio patito in nazionale. La squadra fa fatica a segnare, lo dicono anche le statistiche, ma tutto si lega alle notevoli difficoltà nel trovare la porta avversaria in maniera incisiva. Il calcio è un gioco semplice, se non si tira in porta non si segna. Alla vigilia del match di sabato Pioli aveva avvisato i suoi ragazzi di stare attenti e di curare i dettagli. È stato profeta in patria perché la Juventus si è dimostrata ancora una volta brava a ottimizzare le distrazioni altrui. Graziati una prima volta dopo lo svarione difensivo tra Lafont e Hugo, i viola hanno subito il gol sull’inserimento di Bentancur, ma guardando l’azione nel complesso si può dire che una parte del merito è di Cristiano Ronaldo, perché il suo taglio ha aperto un varco letale nella difesa gigliata. Persa l’imbattibilità adesso la Fiorentina deve guardare avanti. Serve il ritorno alla vittoria perché l’Europa rischia di allontanarsi, ma serve soprattutto un primo successo esterno per rompere l’ultimo tabù stagionale. Incuriosiscono a fine partita le dichiarazioni di Stefano Pioli. In questo periodo di solito sono i giornalisti a provocare con il calciomercato mentre gli allenatori restano sulla difensiva. Nel caso viola invece Pioli lancia un messaggio, una necessità di rinforzare l’organico di questa squadra; il riferimento forse è proprio sul reparto offensivo dove la Fiorentina sta pagando la scelta coraggiosa di puntare su ragazzi giovani e su calciatori che hanno offerto meno di quanto si aspettasse la piazza. Insomma quella Fiorentina esaltata a inizio stagione per i suoi giovani adesso finisce sul banco degli imputati proprio per l’età media della rosa.
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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.