Attacco viola sotto il mirino. I figli d’arte steccano a Bologna

Quando una squadra inizia a raccogliere una serie di pareggi di fila spesso ci si diverte ad affibbiare al proprio tecnico il soprannome di Mister X. Potrebbe essere così per Stefano Pioli e per la sua Fiorentina che domenica, nella trasferta di Bologna, ha raccolto il quinto pareggio consecutivo in campionato, il sesto totale in stagione. A differenza delle precedenti gare stavolta è mancato il gol, dall’1-1 con Torino, Cagliari, Roma e Frosinone allo 0-0 sotto la pioggia del Renato Dall’Ara.

Un risultato che non fa che peggiorare la situazione perché focalizza sui problemi di un attacco sempre di più al centro delle critiche della stampa e della tifoseria gigliata. Domenica Pioli ha dovuto fare a meno di Pjaca, fermato da una lombalgia; ci si aspettava in campo Mirallas o Eysseric per colmare il vuoto a sinistra, invece il tecnico ha voluto sorprendere non solo inserendo Gerson nel tridente offensivo, ma facendolo giocare a destra e dirottando Chiesa sulla corsia mancina. L’impiego dell’ex romanista non è stato malvagio, il giocatore ha dato grande vivacità nella sua zona trovandosi a proprio agio da fondo campo nel cercare di servire ghiotti palloni verso il centro dell’area. Tutto potrebbe far presagire una sua riconferma nel prossimo delicato incontro con la capolista Juventus, ma qui nascono proprio i problemi: Gerson ci ha abituato a prestazioni altalenanti e la sua mancanza di costanza lo distingue rendendolo un oggetto del mistero all’Artemio Franchi.

Dopo Bologna però si punta il dito sui due figli d’arte della Fiorentina: Chiesa e Simeone. Non c’è armonia tra loro due lì davanti e in tanti se ne stanno accorgendo, inoltre sempre più spesso si usa il termine “sopravvalutati” perché secondo alcuni i due giocatori sono stati giudicati in maniera troppo eccessiva rispetto al loro rispettivo potenziale. Il campo dice che questa squadra fa tanto lavoro lì davanti, si impegna e questo va tenuto da conto, ma poi all’atto pratico raccoglie meno di quanto vorrebbe. Nel calcio vince chi segna un gol più dell’avversario e la regola base è quella di mandare la palla oltre la linea di porta. A Firenze sono evidenti le difficoltà nel mandare la palla in rete eppure allo stato attuale non sembra esserci davanti soluzioni immediate per risolvere. Con la rosa a disposizione Pioli può sperimentare, mischiare le carte e, considerando che il calcio è anche dotato di emotività, sperare che il gol sblocchi qualcuno delle sue punte. Di cambi tattici e di un ritorno di Veretout da mezzala, invocato dal popolo viola, al momento non se ne parla, ma del resto è anche comprensibile. Pioli ha visto in questa scelta una base per la stagione che sta dando buoni risultati in fase difensiva; con una mutazione forse ha paura di rompere ciò che sta evitando alla Fiorentina passivi pesanti. Tra tante paure e dubbi la trasferta bolognese ci regala comunque un’osservazione positivo. Si temeva per l’assenza di Pezzella e per il debutto di Ceccherini, invece l’ex difensore del Crotone ha risposto in maniera positiva. Un dato di cui Pioli dovrà tener conto in futuro per permettere a Hugo e a Pezzella di rifiatare durante il corso del campionato.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.