Next gen: esperimenti, talento ma meno spettatori del 2017

Alla fine ha vinto Tsitsipas. Il più solido ed elegante. Il favorito alla vigilia, il tennista con il miglior ranking, diciannove anni e solo 5 posizioni che lo separano dalla top ten. Imbattuto in tutto il torneo, anche dopo aver affrontato in finale un buon De Minaur. In semifinale contro Rublev il greco non aveva brillato, molle col rovescio e a tratti nervoso. Qualche risposta devastante sulla seconda da rivedere del russo, un warning ed una fasciatura per aver rotto le cuffie del coaching. Questo il sunto di un incontro non proprio esaltante se si esclude un tie-break finale di ritmo alto. L’ultimo atto è stato invece ben altra storia.

L’impressione è che i due finalisti si faranno. L’australiano ha qualità tattiche e fisiche interessanti. Una prima potente e tanta voglia di correre. A volte troppa, quando con il diritto frettoloso salta sugli appoggi e non trova gli angoli. Se una rondine fa primavera lo si vedrà nel circuito dei grandi dove entrambi si ritufferanno con una bella dose di fiducia in vista del prossimo anno. Lì si osserverà anche la tenuta anche del semifinalista Jaume Munar, delfino di Rafa Nadal ed in cerca di consacrazione. Stesso discorso per gli altri, ognuno con un’asticella diversa da superare: vale per i talentuosi statunitensi Fritz e Tiafoe, per Rublev ma anche per Liam Caruana. L’azzurro si è confrontato con un livello molto più alto del suo e l’assaggio di questo tennis potrebbe fornirgli nuove consapevolezze.

Nel circuito le regole saranno chiaramente diverse. Non si vedranno così spesso scorrere game in 30 secondi. Giocarsi killer point sul quaranta pari, perdere un servizio e vedere già il set compromesso. Quello delle Next Gen è un altro tennis. Uno sport che però piace, anche se un pochino meno rispetto all’anno scorso. Sono 3.300 i biglietti venduti in meno. Un cifra calata insieme al fattore curiosità, molto forte nella prima edizione. Un’affluenza diminuita anche per i prezzi abbastanza alti e forse per il forfait di Shapovalov, molto amato dalla platea, oltre che prospetto pieno di talento.
Lo spettacolo c’è stato comunque, sperando che le Finals vere, si potranno vedere a Torino nel 2021.

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Giornalista appassionato di sport, calcio e tennis su tutti. La passione quindi, poi la voglia di raccontare le storie, le emozioni, sempre protagoniste accanto ai numeri e ai grandi risultati sportivi