Bollettino viola: l’attacco della Fiorentina è sempre sotto processo. Il mercato di gennaio appare ancora lontano

L’anticipo di Frosinone ha rappresentato il quarto pareggio consecutivo per 1-1 per la Fiorentina: Cagliari, Torino, Roma, Frosinone, quattro volte in vantaggio e sempre raggiunti. La classifica vede i viola allontanarsi da quell’Europa inquadrata da inizio stagione come obiettivo primario. A pochi giorni di distanza dal match del Benito Stirpe e con la sosta nazionale alle porte a Firenze si è aperto il processo alla squadra, ai suoi interpreti e al tecnico Stefano Pioli.

Gli argomenti di discussione sono ovviamente sempre gli stessi. Il gioco poco brillante e poco champagne, anzi più sonnifero, poi la questione tattica da cambiare e infine le punte che latitano. Dicembre è alle porte e si possono prendere appunti per gennaio per cambiare rotta nel mercato di riparazione, ma intanto c’è ancora un mese e mezzo intenso di partite che la Fiorentina deve gestire in maniera ottimale per non sfilare lungo la graduatoria e affrontare un girone di ritorno di rincorsa. A Frosinone le occasioni da rete sono state carenti: una punizione di Biraghi ben respinta dall’ex Sportiello, un quasi autogol stampato sul palo e l’invenzione di Chiesa sul gol di Benassi sono state le principali; nel complesso la mole di gioco ha creato troppo poco rispetto a quanto ci si aspettava e agli obiettivi di classifica delle due squadre. Il problema è ormai noto, la squadra appare troppo Chiesa dipendente e il resto del tridente arranca. Problemi sottovalutati quando si vinceva, ma ora finiti sotto la lente quando è passato oltre un mese dall’ultimo trionfo gigliato.

Continuare a dire che i ragazzi stanno bene e si allenano bene sono frasi di contorno che raccontano verità, ma non bastano. Nel calcio vince sempre chi fa un gol più degli avversari e per farlo bisogna provarci. Alla Fiorentina si fa proprio fatica a vedere questa grinta e l’entusiasmo in prossimità della porta avversaria. Un vero peccato perché in questo modo si finisce per dilapidare l’ottimo comportamento degli interpreti di difesa una delle poche note positive dalle parti di Firenze. Servono i gol di Simeone e al momento due sole reti sono troppo poche per il ruolo che ricopre. Abbiamo già sottolineato l’impegno messo in campo dal giocatore, il suo continuo movimento in attacco non si discute. L’astinenza da gol sicuramente non lo aiuta e non fa che peggiorare la sua fiducia, per questo serve una rete che almeno possa provare a sbloccare la situazione. La mancanza di un’alternativa valida per mettergli anche pressione e creare stimoli manca, generando una situazione di stallo. L’argentino ha ottime doti di testa sul gioco aereo e quindi eppure dagli esterni sono pochi quasi nulli i cross invitanti. Servirebbe un Biraghi in versione Pasqual dei tempi migliori per svegliare qualcosa.

Su Pjaca invece i tifosi sembrano aver fatto ormai retromarcia rispetto all’eccitazione estiva seguita alla lunga attesa per vederlo indossare la maglia viola. All’inizio lo hanno atteso convinti da Pioli sul ritardo di condizione, ma arrivati a questo punto hanno terminato le speranze. Qualcuno inoltre sta iniziando a chiedersi che fine abbia fatto Thereau. Il francese viene osservato spesso mentre si allena con i compagni di panchina nell’intervallo tra i due tempi e, visto che quasi tutti hanno fatto il loro ingresso in campo durante la stagione, forse potrebbe esserci qualche occasione per lui prima di un’eventuale cessione a gennaio . Prima però bisognerà aspettare il suo ritorno dall’ultimo infortunio che lo ha costretto a saltare le ultime convocazioni.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.