L’Empoli ritrova il cinismo perduto. Troppi errori condannano l’Udinese

Come si dice in questi casi, buona la prima. La partita contro l’Udinese sanciva infatti l’esordio del nuovo tecnico dell’Empoli Iachini, chiamato a raccogliere l’eredità lasciata da Andreazzoli, esonerato dopo la sconfitta di Napoli. E i toscani ha compiuto la loro missione principale, ovvero superare una diretta concorrente per la salvezza. A dire il vero la prestazione dell’Empoli è stata tutt’altro che esaltante: paradossalmente, rispetto al recente passato, la squadra ha sofferto di più ma è uscita dal campo con i tre punti in tasca. Soprattutto nella prima mezzora l’Udinese ha schiacciato i padroni di casa, creando diverse palle-gol che non ha sfruttato a causa dell’improvvida imprecisione dei suoi attaccanti e della bravura di Provedel.

La sosta servirà probabilmente a Iachini per conoscere meglio i suoi giocatori. La vittoria odierna, come da lui stesso affermato in conferenza stampa – è stata un’aspirina, una medicina provvisoria per i malanni di un Empoli convalescente. Servirà ben altro, però, per guarire e portare a termine l’ennesima salvezza. Non sempre i toscani avranno di fronte una squadra così sprecona come l’Udinese. Interessante comunque la principale variante tattica di Iachini. La mossa è stata lo spostamento di Zajc in avanti, a far coppia con Caputo. Una posizione inedita per lo sloveno, abituato ad agire sulla trequarti. Ma che si è rivelata fruttuosa quando Zajc ha realizzato il provvisorio 1-0.

Per quanto riguarda invece l’Udinese, partiamo dal presupposto che non meritava di perdere. A tradire Velazquez sono stati soprattutto Lasagna e De Paul, i due giocatori più attesi. L’italiano è sembrato poco in partita e ha sbagliato molto davanti alla porta; l’argentino ha fatto benino ma ha fallito la grande occasione del calcio di rigore. Certo, non dipende solo da loro se l’Udinese non è riuscita a vincere. La difesa bianconera ha ballato in più di una circostanza e nelle due reti subite non è esente da colpe.

Nonostante il gioco espresso Velazquez è sempre più sulla graticola. Su di lui c’è l’ombra di un esonero sempre più probabile. La società, nella persona del responsabile dell’area tecnica Pradé, ha fatto sapere che si prenderà 24-48 ore per decidere il futuro del tecnico. “Il calcio è uno sport dove devi guardare i risultati, ma una società seria deve guardare anche al lavoro. E io faccio fortemente il tifo per Velazquez” ha detto il dirigente bianconero. Chissà che il destino dell’allenatore spagnolo non sia simile all’ex allenatore dell’Empoli Andreazzoli, fautore di un calcio propositivo ma alla lunga troppo improduttivo.

Condividi
Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.