Catania e la B, il sogno è a un passo

Il Catania (insieme al Novara) potrebbe tornare in Serie B dopo tre anni: è il comunicato della Corte Federale d’Appello a sancirlo virtualmente ieri con i “respinto” ai controricorsi di Ternana, Pro Vercelli e Robur Siena, dopo l’accoglimento da parte del Tribunale Federale Nazionale della richiesta dei piemontesi di annullare la norma che escludeva dalla corsa ai posti vacanti le società che avevano scontato una penalizzazione per irregolarità amministrative nelle ultime tre stagioni. Insomma, una storia fatta di cavilli, carte bollate e un lavorio interminabile da parte degli uffici legali sui quali, però, non desideriamo soffermarci più di tanto.

Vero, manca l’ufficialità e, a dire il vero, potrebbe slittare dal momento che la Corte Federale d’Appello ha rispedito al Tribunale Federale Nazionale il ricorso della Lega B contro le seconde squadre. In realtà, la vicenda riguarda solo la Serie C, ma questo potrebbe ritardare la comunicazione ufficiale di tutte le ripescate, a meno che la FIGC non voglia, intanto, procedere con la graduatoria della B. Nel momento in cui scriviamo la situazione è questa e, quindi, speriamo vogliate perdonarci eventuali cambiamenti, considerata la variabilità e imprevedibilità delle decisioni che verranno prese.

La prima pagina la merita la festa che si è scatenata a Catania con i giocatori, prima ad attendere il verdetto a Torre del Grifo e poi mischiati ai tifosi, a celebrare il ritorno in Serie B dopo una lunga ed estenuante attesa fatta di sacrificio, dedizione, amore per la maglia e per la città, sconfitte, delusioni e speranze che abbiamo seguito passo passo in queste lunghe stagioni di purgatorio, se non di inferno.

E il primo pensiero, considerato che abbiamo avuto l’onore di raccontare le ultime annate del Calcio Catania dall’interno del “Massimino”, va principalmente ai tifosi che compongono i “muridelle due curve, e a tutti i 22000 che, poco meno di due mesi fa, uscirono in lacrime dopo la sconfitta in semifinale dei Playoff di Serie C contro la Robur Siena. Una gara che, senza nulla togliere alla forza e al pragmatismo dei toscani, non rese giustizia alla splendida stagione dei Rossazzurri: 70 punti, 21 vittorie, 65 gol fatti non bastarono a conquistare la Serie B sul campo.

Il secondo pensiero va, ovviamente, alla dirigenza, che ha creduto fin da sùbito nella concreta possibilità di un legittimo ripescaggio: un calciomercato lampo con gli immediati acquisti, uno dietro l’altro, di Llama, Silvestri, Brodić, Mujkić, Angiulli, Calapai, Vassallo e quell’Alessandro Marotta che tanto aveva fatto penare contro i Bianconeri di Siena. Innesti di spessore e di grande personalità validi sia per conquistare a mani basse il primo posto nel Girone C di Serie C quanto per disputare una Serie B a buoni, se non ottimi, livelli.

La dedizione di tutto uno staff che non si è né arreso né tantomeno demotivato e che ha svolto il proprio lavoro con grande professionalità, passione, tenacia e dedizione anche nei momenti più bui che non vogliamo elencare, ma che sono stati innumerevoli.

E, infine, ma certamente non per ordine di importanza, ai giocatori chiave: su tutti, Biagianti e Lodi, veri e propri gonfalonieri che con maturità, senso di appartenenza e grande caparbietà hanno dismesso i panni da Serie A e si sono calati tra le paludi fangose e polverose dei campi di Serie C. A volte, beccandosi anche qualche insufficienza, ma speriamo ce lo perdonino perché spesso è difficile far emergere la classe sui terreni ostici della C e noi abbiamo il dovere di raccontare le cose che vediamo, anche se, magari, spesso sbagliamo e, in fondo, non siamo noi a essere sempre da sufficienza o più.

A ogni modo, questo non è e non deve essere il punto d’arrivo, ma solo quello di partenza: domenica il Catania è chiamato alla prima vera e propria sfida da B, quella contro il Foggia valida per il secondo turno di Coppa Italia. Una trasferta che storicamente ha sempre acceso gli animi e che per il Catania non è sinonimo di felicità, avendo vinto una sola volta nel lontanissimo 1981.

Intanto, che la festa continui e che tutta la città abbracci i propri beniamini: lo merita Catania, lo meritano i catanesi e lo merita il Calcio Catania.

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Giornalista, appassionato di storia, letteratura, calcio e mediani: quegli “omini invisibili” che rendono imbattibile una squadra. Il numero 8 come fisolofia di vita: grinta, equilibrio, altruismo e licenza del gol.