Pedrosa, l’onestà del grande pilota

Che Daniel Pedrosa fosse un grande pilota era una cosa nota a tutti, ma con ieri si è dimostrato anche di una grande umanità. Una caratteristica che forse già da un po’ non era più presente nei Moto Gp, ma che l’altro pomeriggio è andata palesandosi in modo evidentissimo. Infatti, non è stato bello vedere il tandem Lorenzo-Márquez difendere un risultato scontato, togliendo la spettacolarità della gara in nome di vecchi screzi e ruggini con Valentino Rossi. The Doctor, notevolmente penalizzato dall’ultimo posto, ha provato a chiudere la gara nel migliore dei modi (quarto posto miracoloso), ma come lui anche Torero Camomillo ha tentato di opporsi a questa messa in scena.

Rossi può stare simpatico o meno al pubblico, ma è palese come la gara del duo spagnolo abbia visto l’ombra dell’antisportività. Fa piacere vedere come l’unica pedina che poteva contrastare questo gioco sia venuta dalla Spagna, con la gara accattivante di Pedrosa. Se il suo attacco a Márquez e Lorenzo non fosse partito a sei giri dal termine, potremmo dire tranquillamente che il pilota sulla sua Repsol Honda ha corso come un indemoniato. Quando è entrato nel vivo della gara, ha cominciato a racimolare millesimi a ogni curva, ponendosi come vero antagonista ai due davanti. Una corsa a manetta, dove in pochi giri disponibili è riuscito a colmare più di un secondo di distacco ai due piloti al comando. Un peccato vedere come l’assalto agli spagnoli sia fallito dopo un errore personale e con la complicità del compagno di team Márquez, soprattutto dopo la bella rimonta messa in piedi. Il Torero chiude con un amaro terzo posto, con noi italiani che avremmo preferito andasse più in là per riaprire le sorti del Motomondiale.

Una gara viziata quella di Dani, sia dalla tensione di ieri che da qualche errore durante l’attacco ai due piloti in testa. Il pilota spagnolo così ha commentato i fatti: “A un certo punto, alla fine della corsa, ho pensato di passare sia Marc, sia Jorge. All’inizio della gara ho faticato, perché avevo problemi all’avantreno. La forcella affondava troppo con il serbatoio pieno, così ho risparmiato le gomme, sono rimasto concentrato e mi sono anche divertito, soprattutto quando nel serbatoio c’era rimasta poca benzina. Con meno peso, le gomme lavoravano bene alle elevate inclinazioni e ho potuto spingere al massimo. Ho fatto un’ottima rimonta, nonostante non avessi un buona messa a punto. Ho capito che dovevo guidare pulito, senza esagerare. Ho trovato il mio ritmo, ho raggiunto Márquez , ho provato a passarlo ma gli ho lasciato la porta aperta e lui non ha esitato ad attaccarmi. Avrei potuto tornare in lotta per la vittoria, però ho sbagliato una cambiata e mi sono dovuto accontentare del terzo gradino del podio, che vale il quarto posto in campionato”.

In tutta questa situazione troviamo un Jorge Lorenzo che gongola alla vittoria, nonostante una gara condotta in modo sfrontato. Non contento del sospetto di favoritismi nel suo trionfo, ammette esplicitamente come essi ci siano stati e abbiano avuto un ruolo decisivo: “A un certo punto temevo di arrivare terzo e perdere il Mondiale, ma Márquez e Pedrosa sono stati rispettosi, perché il titolo restasse in Spagna”.

Pedrosa, non nuovo a gesti di correttezza sportiva, replica alla versione del Por Fuera: “Tutti quanti sanno le difficoltà che ho a guidare una moto così grande, senza dimenticare tutti i problemi fisici che ho avuto all’inizio dell’anno, che mi hanno anche costretto a fermarmi. Per questo credo che sia abbastanza scontato che quando vado in pista provo sempre a dare il massimo. Stare davanti in MotoGp è sempre molto difficile, ma dare alla stagione la svolta che ho trovato in questa parte conclusiva non era un obiettivo semplice da raggiungere, quindi posso solo essere felice di aver fatto una gara come quella di oggi”.

Il Mondiale 2015 si chiude con grandi scenari (emotivi e sportivi), che siamo certi andranno a influenzare lo sviluppo della prossima stagione. Sarà interessante capire se tali presupposti continueranno a caratterizzare e rendere più spettacolare la competizione.

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Nato a Ostia (RM), laureato in Scienze della Comunicazione; ha lavorato per giornali online e la radio. Collabora nell'associazionismo e tifa Lazio. Aspira a diventare giornalista.