È successo in Europa: Super League greca

QUANDO L’INCREDIBILE CONVIVE CON L’ABITUDINE – “Puntuale come le tasse”, direbbe il nostro vicedirettore. Ecco la frase perfetta per celebrare lo scudetto dell’Olympiakos Pireo. Una vittoria mai messa in discussione: troppo il divario tecnico con le altre e troppo diversa la situazione economica. L’unica rivale che poteva mettere il sale sulla coda alla truppa del Pireo era un PAOK rivelatosi troppo discontinuo, che, anzi, si è dovuto guardare le spalle più volte. A minacciarlo c’erano Asteras Tripolis e Atromitos, golose d’Europa: la prima, fantasiosa e brillante, ma con un lato oscuro di banalità e lentezza che ogni tanto faceva capolino; il secondo, a corrente alternata olympiakosfino alla fine (ultime giornate da incubo), per dare il meglio nei playoff, senza centrare la Champions. Primi quattro posti spiegati… ma il Panathinaikos dov’è? Non si è abituati a vederlo più in giù, eppure è seduto al sesto posto, conquistato in un turno extra contro lo Skoda Xanthi, poiché nessun valore numerico differiva dalla regina di Tracia. La stagione dei trifogli meriterebbe un articolo intero, stringendo: cooperativa di tifosi al timone, presunti salvatori della patria i cui soldi non arrivano mai nelle casse societarie, quattro allenatori in un anno, tagli alle spese, ai contratti e compagnia bella. Sorridiamo però vedendo la favola della stagione: il PAS Giannina. Quinto classificato, ha conquistato l’Europa per la prima volta nella sua storia, anche se dalla finestra, nemmeno dalla porta di servizio (secondo turno preliminare di Europa League). E ora, le storie tristi. Ha fatto male per un’intera stagione vedere l’Aris Salonicco lottare per stare a galla, ma alla fine la salvezza è arrivata. Il Vikelidis era sempre un catino bollente, con i suoi tifosi matti, i pyro-show e le urla che soverchiavano pure le voci tremule dei telecronisti, molto attenti ai toni ogniqualvolta segnavano gli avversari. Una squadra, però, che era sempre un piacere guardare, per l’energia che aveva in campo. Stessa energia che ha mostrato solo saltuariamente l’AEK Atene. Nonostante il buon lavoro di Ewald Lienen, poi cacciato a due giornate dalla fine, la bicefala di Atene si è vista retrocessa per la prima volta nella storia. Anche qui, ci si può scrivere un libro, non solo a proposito della spaventosa crisi economica che la affliggeva, ma soprattutto sulle cause, da ricercarsi nel tempo. Fatto sta, che ora la vedremo lottare in Football League 2, poiché l’unico modo di restare in vita era fallire e ricominciare sotto l’egida del magnate di turno.

LA SQUADRA RIVELAZIONE: PAS Giannina Tomas De Vincenti, PAS Giannina
Se prendiamo come metro i risultati ottenuti, non c’è dubbio: il PAS Giannina ha sorpreso tutti. Dire che fosse un piacere vederlo giocare sarebbe troppo, ma va notato quanto fosse bilanciato in campo: un buon mix di solidità, qualche piede ricamatore e un bomber degno di questo nome. Tomas De Vincenti è il Giotto della squadra, che traccia linee precise a tutto campo, rese oro dall’unica punta Brana Ilić. Senza dimenticarsi dell’indispensabile apporto di Stavros Tsoukalas, Fotis Georgiou, Andi Lila, dei giovani, ma già affermati Korovesis, Kolovetsios e Ikonomou, fino al marocchino Fegrouche, fiero guardiano dei pali. Tutti bravissimi, tutti uniti verso l’obiettivo e diretti da un Christopoulos eccellente. Se chi vi scrive non avesse limiti di spazio (e nemmeno la consapevolezza di annoiarvi a morte), si metterebbe a elencare pregi e difetti di tutte le sedici greche, ma pudore e buon costume lo trattengono dal farlo. Insomma, sotto coi commenti e le domande, se siete bramosi di informazioni (o se sono riuscito a suscitarvi un minimo di tenerezza).

AEK Panthrakikos 5LA DELUSIONE: AEK Atene – Pur odiando la banalità, non ci si può esimere dall’etichettare l’AEK Atene come delusione stagionale. Le vicende ateniesi ve le abbiamo raccontate: dall’arrivo di Lienen, all’occupazione degli uffici da parte dei tifosi; dagli inviestimenti promessi e mai arrivati, al braccio teso di Katidis e via discorrendo. Una stagione maledetta, conclusasi nel modo peggiore. Per carità, salvarsi dopo la diaspora estiva e il reclutamento in prima squadra di tutti i giovani che si trovavano in giro per le serie minori non era facile. Assemblare una squadra degna di questo nome, nemmeno. Forse, per dei ragazzi privi pure della garanzia dello stipendio non era semplice neanche mordere le caviglie agli avversari. Ewald Lienen stava riuscendo a compiere l’impresa: AEK subito spavaldo, senza fronzoli, palla a terra e pedalare. Quei 20/25 minuti iniziali erano le chiavi di volta di intere gare. Il tedesco l’aveva capito (non che ci volesse il genio della lampada): in Grecia molte partite iniziano a scaldarsi solo dopo un quarto d’ora e, in quel lasso di tempo, i suoi ragazzi dovevano già essere in vantaggio. Il momento in cui i gialloneri si trovarono fuori dalla zona rossa arrivò pure e, anzi, qualcuno dell’ambiente iniziò a delirare sull’Europa. Lienen rispose con un pacato e diplomatico: “Ditemi chi è, che lo ammazzo”. Da lì in poi ancora crisi, fino alla terzultima giornata, l’esonero del tedesco e la chiamata di Dellas. Poi l’invasione contro il Panthrakikos, la penalizzazione, il ricorso, la retrocessione e il fallimento. Un climax che ha colto di sorpresa tutti i tifosi greci e non solo.

LA PARTITA PIU’ BELLA: PAOK – Aris, 4-1 – Non è stata una scelta semplice. Ho deciso di premiare il derby di Salonicco al Toumbas per lo spettacolo offerto, per il colpo d’occhio e per il tifo indiavolato. Due gol magnifici: l’1-0 di Liam Lawrence e il sensazionale 4-1 di Stefanos Athanasiadis, sicuramente sul podio delle mercature più belle di questa stagione. Godetevi le reti, correggete con la penna rossa la difesa dell’Aris, ma, soprattutto, guardate sugli spalti.

 

IL GOL PIU’ BELLO – E qui il gioco si fa duro. Se non avessi capacità scimmiesche di armeggiare con la tecnologia, avrei già completato una Top 30 e l’avrei caricata sul nostro sito. Anzi, più probabilmente una Top 50, poiché di reti spettacolari ce ne sono state tantissime, nonostante in Grecia non si contino gol a fiumi. Athanasiadis ve lo potete godere nella sintesi della gara qui sopra, ora spazio al devastante destro al volo di Tomas De Vincenti in Panathinaikos – PAS Giannina, conclusasi 1-1.

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Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey.