Catania-Robur Siena, le dichiarazioni post partita

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dal nostro inviato allo stadio “Angelo Massimino” di Catania

Come di consueto, i protagonisti della gara odierna, valida per il ritorno delle semifinali dei playoff di Serie C, Catania-Robur Siena, terminata col risultato di 2-1 e il passaggio del turno dei toscani ai calci rigore, si sono presentati in sala stampa per le dichiarazioni di rito a commento dell’incontro.

Purtroppo, non è apparso nessuno della Robur Siena in conferenza stampa e non siamo riusciti a raccogliere alcuna dichiarazione.

Queste le parole del tecnico del Catania Cristiano Lucarelli: “Sicuramente non è andata come sognavamo potesse andare e come eravamo convinti dovesse andare. Tutti noi abbiamo dato quello che potevamo per questa causa; ci spiace enormemente che sia finita così e oggi la gara è stata un po’ lo specchio di tutta la stagione. Episodi che non sono mai stati favorevoli e che spesso ci hanno penalizzato. Abbiamo giocato benissimo tutti i 180 minuti, disputati col massimo rispetto per questa città e per i nostri tifosi. Evidentemente, qualcosa abbiamo sbagliato se questo è stato il verdetto finale. Ho fatto giocare Caccavallo perché questo tipo di partite non sono per tuttio e lui ha avuto la personalità di chiedermi di farlo giocare. Ha fatto di tutto per esserci e voleva esserci: si è allenato e stava bene, poteva essere una partita per lui e ci sembrava il partner ideale per Curiale. Non è venuta la giocata risolutiva sugli esterni e loro si sono difesi in maniera ordinata. Ho il rammarico della partita di andata, il Catania ha compromesso tutto col risultato di Siena ed è lì che ho un grosso rammarico. Per vincere le partite bisogna buttarla dentro e noi a Siena abbiamo fallito tante occasioni, oltre che averle fallite nell’arco della regular season. Resto a disposizione della società, ma bisogna essere tutti d’accordo sotto ogni aspetto. Questa squadra va solo corretta, non è necessario fare una rivoluzione. Questo biennio in Sicilia mi lascia tantissimo, non pensavo che si creasse un rapporto così profondo con Catania e, invece, ho instaurato rapporti di amicizia profondi e importanti. Mi lego moltissimo nelle delusioni e nelle sconfitte alle città nelle quali lavoro; molti mi consigliano di essere più freddo, ma io non riesco a fare questo lavoro senza appassionarmi. L’affetto che ho avuto durante tutto l’anno a Catania lo porterò con me a prescindere da ciò che succederà in futuro“.

 

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Appassionato di storia, letteratura, calcio e mediani: quegli “omini invisibili” che rendono imbattibile una squadra. Il numero 8 come fisolofia di vita: grinta, equilibrio, altruismo e licenza del gol.