La costante zero del Rostov

Il centrale difensivo Mevija impegnato a difendere la propria porta nell'ultimo match con il CSKA. (Fonte pagina Facebook Fc Rostov)

Con l’ultimo pareggio ottenuto sul campo del CSKA il Rostov è entrato nella storia del calcio russo. Mai nessuno, prima d’ora, aveva conquistato cinque 0-0 consecutivi.

Se non prendi gol sei sicuro di non perdere. Un assunto sul quale Kurban Berdyev, probabilmente il miglior tecnico nella storia della Russian Premier League, ha basato molto delle sue idee e del suo stile di gioco, inanellando risultati strabilianti in provincia. La primavera del suo Rostov, per il quale ormai da qualche mese lavora come dirigente lasciando, fino a un certo punto, a Danilyants e Kirichenko la parte sul campo, ha però estremizzato ancor di più questo concetto, tant’è vero che nelle ultime cinque gare il Rostov non è mai riuscito a modificare il risultato di partenza. Nè in positivo, nè in negativo.

Il ruolino di marcia, come detto, anche nelle uscite precedenti non era tanto diverso: nelle ultime dieci partite la porta difesa da Djanaev prima e Medvedev poi è stata perforata soltanto una volta, da Chisamba Lungu dell’Ural. Per il resto tanti pareggi (altri due 0-0 con Zenit e Rubin) e un successo sul Tom Tomsk. Di misura? Tutt’altro, 6-0. Sei gol, ma mal distribuiti a posteriori. Certo, il Tom ha problemi societari pesanti, però questo largo punteggio, nel calendario del Rostov, appare quasi come una nota stonata rispetto all’andamento abituale.

La questione, oltre che nella sua atipicità, può essere considerata su due lati: apprezzare una difesa impenetrabile o constatare che l’attacco è sterile, quasi inadeguato? La storica organizzazione di gioco delle squadre di Berdyev e la scarsità di individualità importanti dal punto di vista realizzativo fa pendere la bilancia dalla parte positiva, considerando questi punti come qualcosa di guadagnato. D’altronde il Rostov quest’anno ha fatto qualcosa di incredibile, forse ancor di più di quanto raggiunto la stagione scorsa. Una campagna europea encomiabile, un triplo impegno gestito egregiamente con una rosa numericamente molto scarna e una classifica che non ha mai visto i gialloblu seriamente coinvolti nella lotta per non retrocedere: certo, con la lotta all’Europa League così serrata  e tante squadre che avanzano al rallentatore un po’ di rammarico c’è. Perchè sì, se non subisci reti hai un punto assicurato, ma alternare vittoria e sconfitta è un compromesso decisamente più fruttuoso che due segni X consecutivi.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.