Prandelli: “La Juve non mollerà. Totti in Nazionale? Se continua così…”

“Campionato? Conoscendo lo spirito juventino, correranno comunque sino all’ultimo secondo. Non daranno vantaggi a nessuno ma hanno un vantaggio straordinario. Il blocco Juve? Abbiamo anche cinque milanisti, spero possano aumentare…” E’ un Prandelli a 360 gradi quello che si presenta in sala stampa, a Coverciano. Non solo Nazionale nei suoi discorsi, ma anche il campionato. “Mi piace l’idea di poter lavorare sui blocchi, non ho tanto tempo e arrivano giocatori con determinate conoscenze: lo spirito di squadra è avvantaggiato, ma le scelte sono dettate dal merito. Non vedo giocatori più forti rispetto a quelli che ho convocato” ha spiegato, commentando il gruppo a sua disposizione. “Non voglio accantonare il centrocampo di qualità – ha aggiunto – Immaginare uno schema futuro con le ali molto larghe deve essere un percorso fatto insieme, non si può improvvisare”.

SU BRASILE E MALTA – “Voglio affrontare due partite come se fossero sfide di qualificazione. Sono due partite importanti, quella più importante, per i tre punti, è Malta: quando giochi col Brasile non devi sprecare tempo nel preparare la partita, già il nome incute preoccupazione. Non dobbiamo fare quell’errore, non farò esperimenti ma saranno due delle partite importanti”.

TOTTI – “Adesso penso a lui come un ventenne per vedere se possa avere continuità. E’ la stessa cosa che penso per Pasquale. Per Francesco, però, il discorso è diverso: siamo obbligati a tenerlo in considerazione se continua a giocare come un ragazzino. Se ci qualificheremo per i Mondiali, valuteremo le condizioni di Totti. Cerci? Ha una grande opportunità, con lui abbiamo la possibilità di giocare con le tre punte. Di Natale e Cassano? Nessuno è escluso a priori dal giro. E così vale per Pazzini”.

STILE – “All’estero la partita è vissuta come un evento sportivo, come una forte emozione e finisce lì. In Italia non siamo capaci di trasmettere i giusti valori, ci stiamo provando, ma ci sono violenza e provocazione. Noi non le accettiamo e speriamo che le future generazioni capiscano che non è tanto importante l’esserci ma il capire perché ci sono. Futuro all’estero? A mente fredda potrei dire sì, potrei parlare di esperienza importante. Ci sarebbe la possibilità di fare il proprio lavoro senza rispondere a certi argomenti. Andare ogni volta in conferenza stampa a novanta domande che non c’entrano col calcio giocato, diventa imbarazzante” ha concluso Prandelli.

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it