Pallavolo femminile: in Champions Busto terza, Italia prima

Quattro allenatori italiani sul tetto d’Europa. Alla fine nella Champions League di pallavolo femminile a vincere è la Vafikbank Istanbul, ma poco importa. Cioè, importa perché è il trofeo più prestigioso del continente e perché la Unendo Yamamay Busto Arsizio si è piazzata al terzo posto – dopo due partite giocate alla grande -, ma il verdetto che esce dalle urne della Final Four di Champions League di Istanbul è uno solo: l’Italia è una spanna sopra tutti.

Non sarà un caso che i quattro allenatori delle quattro squadre approdate alla fase finale della massima manifestazione europea della pallavolo femminile sono di nazionalità italiana. Giovanni Guidetti, Marcello Abbondanza, Carlo Parisi e Massimo Barbolini: questi sono i nomi dei moschettieri che hanno guidato rispettivamente Vafikbank Istanbul, Rabita Baku, Unendo Yamamay Busto Arsizio e Galatasaray fino alle fasi finali di Champions. E, a ben guardare, c’è un’altra curiosità che testimonia un’eccellenza tutta lombarda: Carlo Parisi e Marcello Abbondanza hanno dato vita a un vero derby, visto che il primo è l’allenatore della Unendo Yamamay Busto Arsizio e il secondo è stato fino alla scorsa stagione il tecnico della MC-Carnaghi Villa Cortese. Nella due giorni turca si è parlato italiano non solo in panchina, ma anche sul taraflex grazie ad atlete come Simona Gioli ed Eleonora Lo Bianco, quest’ultima vero monumento della pallavolo femminile mondiale.

Eccellenza azzurra non solo sul campo. Per sostenere le Farfalle biancorosse di coach Carlo Parisi sono arrivati a Istanbul circa 150 tifosi biancorossi. “Per noi sarà comunque una festa, queste ragazze hanno raggiunto un traguardo storico per Busto Arsizio” avevano dichiarato alla vigilia delle Final Four. E così è stato. Loro, i tifosi, non hanno mai smesso di incoraggiare Christina Bauer, Valentina Arrighetti, Valeria Caracuta, la rientrante Carli Lloyd, Giulia Leonardi, Francesca Marcon, Maggie Kozuch e tutte le altre Farfalle sul taraflex indipendentemente da come stavano andando le partite dimostrando di essere una tifoseria di dimensione davvero europea.

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Nata il 7 ottobre 1982 e laureata in Teorie e tecniche della comunicazione mediale, è giornalista professionista. Lavora al quotidiano Il Giorno. Musica, cinema e sport (tranne i motori) sono le sue droghe.