Grecia: il PAOK ferma in extremis l’Olympiakos

Al Toumbas non c’è un posto libero, i cori sono assordanti, così come il rumore di petardi e bombe carta, i fumogeni accendono alcuni settori. Tutto normale: siamo in Grecia, c’è un match che vale una stagione e si scontrano le squadre di due dei maggiori porti ellenici.

Dounis sa bene che, per ravvivare le speranze, bisogna vincere e schiera il suo classico 4-4-2 col rombo con i migliori interpreti possibili: Glykos sostituisce lo squalificato Jacobo tra i pali, spunta Matheus Vivian in difesa e si rivede Liam Lawrence a centrocampo. Leonardo Jardim concede del riposo a Kostas Mitroglou, sostituendolo con Djebbour e fa rientrare David Fuster sulla tre-quarti, confermando il resto della squadra.

 

TOH, DJEBBOUR! L’atmosfera è elettrica: ogni azione del PAOK viene incitata da un tifo caldissimo e chiassoso (altroché il dodicesimo uomo in campo…), che accompagna con rumorosissime urla ogni decisione arbitrale. Spinti dalla folla e dalla necessità di vincere, i padroni di casa si gettano all’attacco fin da subito, senza badare troppo ai tocchi di fino, ma concentrandosi sulla rapidità e cercando di cogliere alla sprovvista la difesa del Pireo. Dall’altra parte c’è un Olympiakos che risponde ragionando, ma senza risultare lento. Al 27′, Rafik Djebbour pone fine al momento d’oro dei bianco-neri di Salonicco: Glykos esce per respingere un cross a media altezza proveniente dalla sinistra, su cui si stava avventando Fuster, e l’algerino raccoglie il pallone, sparando una cannonata che si schianta sulla parte inferiore della traversa per poi entrare in rete. Lo stadio è ammutolito. La partita continua sulla falsa riga della prima mezz’ora, ma senza particolari emozioni. Donis deve assolutamente estrarre dal cilindro la mossa vincente, pena il -11 dalla vetta della classifica e la conseguente uccisione della lotta per il titolo.

 

IL GRAFFIO DI ATHANASIADIS. Dounis vuole più spinta: sostituisce uno spento Etto con Konstantinidis e alza tantissimo i terzini, una mossa coraggiosa, date le fameliche ali dell’Olympiakos. Nonostante la frenesia potesse portare a distrazioni eccessive, le due squadre fanno in modo di non ritrovarsi eccessivamente scoperte e il timore di prendere gol bilancia la voglia di recuperare e di chiudere l’incontro. Gli ospiti si fanno pericolosi con Djebbour e con un tiro a giro di Fuster che rade il palo, mentre il PAOK ci prova con Lino da fuori area e con un tocco sotto-misura di Athanasiadis respinto con il corpo da Roy Carroll. Il portiere nord-irlandese deve però cedere a un passo dalla vittoria: all’88‘, Lazar allarga per Salpingidis, che dipinge un cross perfetto per Stefanos Athanasiadis; l’attaccante greco brucia sul nascere il tentativo di chiusura in corsa di Torosidis e appoggia in rete da pochi passi. Tutto lo stadio impazzisce, ma la strada è ancora lunga: otto punti sono tanti e l’Olympiakos non si vuole fermare. Curioso, però, il fatto che i campioni in carica non abbiano vinto in sole due occasioni, quest’anno: ambedue a Salonicco.

 

PAOK SALONICCO – OLYMPIAKOS PIREO1-1 (0-1).
PAOK Salonicco (4-4-2): Glykos; Lino, Matheus, Katsikas, Etto (46′ Konstantinidis); Robert (74′ Stafylidis), Kace, Fotakis, Lawrence 67′ Lazar); Salpingidis, Athanasiadis. A disp.: Pelkas, Giakoumis, Khumalo, Popovic. All.: Donis.
Olympiakos Pireo (4-2-3-1): Carroll; Torosodis, Siovas, Manolas, Holebas; Modesto (77′ Fejsa), Maniatis; Machado, Fuster, Abdoun (87′ Greco); Djebbour (72′ Mitroglou). A disp.: Pantelic, Contreras, Vlachodimos, Megyeri. All.: Jardim.
Arbitro: Stavros Mandalos.
Marcatori: 27′ Djebbour (OP), 88′ Athanasiadis (PS).
Note: ammonizioni: Athanasiadis (PS).

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Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey. Email: fpiacentini@mondosportivo.it