Incredibile a Parigi: il Rennes rimane in nove e vince

Ancelotti ha mille problemi, tra infortuni e squalifiche, e deve mischiare le carte: Alex e Camara rilevano gli indisponibili Van der Wiel e Sakho in difesa, Chantome e Pastore rifanno capolino in campo per sostituire Verratti e Thiago Motta, mentre Nené prende il posto di Hoarau, posizionandosi dietro a Ménez e Lavezzi.
Antonetti, al contrario, conferma la formazione che ha vinto a Nancy: 4-2-3-1 classico con il trio Alessandrini, M’Vila e Pitroipa, dietro l’unica punta Mevlüt Erdinç, fresco ex della partita.

IL RENNES FA SUL SERIO. I bretoni sono in un periodo d’oro, in cui tutto riesce bene e i punti conquistati lo dimostrano: un motivo in più per credere che non chineranno il capo nemmeno a Parigi. Infatti, il Rennes si dimostra subito combattivo, mettendo pressione agli avversari (sia Matuidi che Thiago Silva perdono il pallone malamente) e ripartendo rapidamente, cercando di allagrare il gioco. Al 13′ sono già avanti: il sapiente Feret scodella un cross in verticale, che Camara respinge e che Alessandrini ribadisce successivamente in rete con un magnifico tiro al volo da fuori area. Il PSG si sveglia, ma Lavezzi e Ménez non sembrano nella loro migliore giornata e Nené è l’unico che si fa pericoloso, colpendo anche un palo, ma, al 21′, pareggia i conti raccogliendo un perfetto filtrante di Pastore e sfoderando un pallonetto sul portiere in uscita.  Un tallone d’Achille di entrambe le squadre è che le difese risultano troppo alte, ogniqualvolta si attacchi e il Rennes ne fa le spese al 25′ quando Ménez fugge in solitaria e viene steso da Costil, che si prende un ineccepibile rosso. Al 35′ la punizione di Feret (che punisce Sirigu millimetricamente sul palo che la barriera avrebbe dovuto coprire) rimette la gara in salita per un PSG che ci prova, ma che trova nella retroguardia in maglia bianco-nera la precisione che manca al suo attacco.

TUTTI IN TRINCEA: ASSEDIO TOTALE. Appena le squadre rientrano in campo, un’azione convinta di Blaise Matuidi (tiro di poco fuori) mette nero su bianco il copione del secondo tempo: PSG alla carica e Rennes a innalzare le barricate. Al 52′ il patatrac: Makoun entra in ritardo su Nené, doppia ammonizione e ospiti in nove uomini per più di mezz’ora. Le occasioni non si possono enumerare, tante sono (da ricordare il doppio legno colpito consecutivamente da Hoarau e Pastore), ma l’esito è sempre lo stesso: difesa rocciosa e schierata diligentemente che bracca chiunque sconfini, grandi rilanci e, quando qualcosa va storto, ci mette sempre la mano N’Diaye, eroe di giornata entrato al posto di Costil. Il senegalese ha sempre visto il campo comodamente seduto e, nonostante la chiamata improvvisa in uno stadio che peggio non si poteva, ha risposto presente e ha tenuto in piedi la sua squadra. Con lui, tutta la retroguardia: impeccabile e ordinata, nonostante la frenesia dei continui attacchi parigini. Cade la capitale e il tonfo è assordante, date le modalità. Parigi trema, aspettando le concorrenti.

 

PARIS SAINT GERMAIN – RENNES: 1-2 (1-2).
Paris Saint Germain (4-3-3): Sirigu; Maxwell, Alex, Camara (63′ Gameiro), Thiago Motta; Matuidi, Chantome (46′ Rabiot), Pastore; Lavezzi, Nené, Ménez (39′ Hoarau). A disp.: Douchez, Sissoko, Lugano, Armand. All.: Ancelotti.
Rennes (4-2-3-1): Costil; Mavinga, Boye, Kana Biyik, Theophile Catherine; Makoun, Feret; Alessandrini (54′ Danzé), M’Vila (46′ Pajot), Pitroipa; Erdinç (28′ N’Diaye). A disp.: Apam, Diallo, Diarra, Jebbour. All.: Antonetti.
Arbitro:  Fautrel.
Marcatori: 13′ Alessandrini (R), 21′ Nené (PSG), 35′ Feret (R).
Note: ammonizioni: Camara, Nené, Chantome (PSG), Makoun (R). Espulsioni: 25′ Costil, 52′ Makoun (R).

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Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey. Email: fpiacentini@mondosportivo.it