Il punto sulla Serie A: giornata 9

Vince ancora la Juventus nella nostra Serie A, questa volta tra le polemiche del “Massimino” di Catania. Napoli, un po’ a fatica, e Inter tengono il passo, battendo rispettivamente il Chievo in casa e il Bologna in trasferta. Lo sfida tra le due squadre con ambizioni da “grande team” la vince la Fiorentina, che ha la meglio della Lazio. Si fa rimontare dall’Udinese e perde ancora la Roma all'”Olimpico”, mentre Allegri vede un po’ di sereno con il suo Milan, vittorioso contro il Genoa.

Non si può non partire dalla Juventus. Potremmo, come al solito, stare qui a snocciolare numeri su numeri, record battuti e record che a breve saranno superati. Potremmo anche parlare della forza e della bravura dei giocatori di questa squadra, incapaci di perdere. Potremmo, però, anche parlare dei fatti di Catania, delle decisioni quantomeno dubbie dell’assistente di linea che hanno, volenti o nolenti, deciso la gara. Potremmo scrivere fiumi di parole, davvero. Ma non lo faremo. La partita è finita 1 a 0 per la Juventus, gol di Vidal. Juventus prima in classifica con 25 punti su 27. Punto.

Tiene il passo, come detto, il Napoli di Mazzarri, che resta distante di 3 punti, quelli persi nello scontro diretto di Torino. Il suo Napoli, orfano di Cavani, soffre più del dovuto per avere la meglio del Chievo ben organizzato di Corini. Ci pensa Hamsik e battere Sorrentino e a risolvere i problemi. La sensazione che si ha, comunque, è che quando Inler è sui giri giusti, la squadra giochi nettamente meglio. Anche se può essere facile dire che la fase offensiva napoletana dipenda soprattutto da Cavani, Hamsik e Pandev, è importante notare come le buone prestazioni degli azzurri coincidano con le altrettanto buone partite del centrocampista svizzero, vero metronomo del gioco di Mazzarri. Anti-Juve? Ni.

Non perde più un colpo nemmeno l’Inter di Stramaccioni, che passeggia a Bologna. I punti di forza di questa squadra sembrano 3: 1) la solidità difensiva trovata con la difesa a 3, in cui evidentemente si trovano meglio anche i singoli interpreti (vedere prestazioni recenti di Juan Jesus e Ranocchia); 2) la fantasia del gioco offensivo che sia Cassano che Palacio riescono a dare, a prescindere da chi dei due giochi; 3) la colonna vertebrale argentina della squadra, che sta tirandosi dietro il gruppo in questa esperienza con un giovane e preparato allenatore. Anti-Juve? Forse no, forse è presto. Ma aspettiamo lo scontro diretto di sabato per dare una risposta definitiva.

Perde terreno, invece, dalle prime tre la Lazio di Petkovic, che ogni volta che sembra aver trovato la forma giusta, perde rovinosamente. E’ stato così contro il Napoli, è stato così ieri contro la Fiorentina. Anche qui l’arbitro può aver influito con una decisione sul risultato di 1 a 0 per la Viola, ma la reazione di quei giocatori che dovrebbero essere leader in campo (Ledesma e Hernanes) e che invece hanno lasciato la squadra in 9, non ha scusanti. Ci sta perdere a Firenze, ma perdere la testa complicando anche il prossimo turno a causa delle squalifiche no. La Fiorentina di Montella, dal canto suo, continua a percorrere la strada del “possesso a tutti i costi”, schierando due non-punte come Jovetic e Ljajic. I fatti, però, gli danno ragione perché proprio il giovane numero 22 sblocca il risultato, poi arrotondato nel finale da Luca Toni, che segna come ai bei tempi, servito dal redivivo Aquilani. Rimaniamo, in ogni caso, della nostra idea sulla Viola. Non è ancora una grande squadra, ma lo diventerà, specie se trova sul mercato un Berbatov qualsiasi.

Non abbiamo più parole per descrivere la pazza Roma di Zeman. Perde 2 a 0 dopo venti minuti contro il Genoa e alla fine vince 4 a 2. Vince 2 a 0 dopo venti minuti contro l’Udinese e va a finire che perde 3 a 2. Qual è la vera Roma? Quella che rimonta contro il Genoa e strapazza l’Udinese nei primi minuti o quella che prende imbarcate ogni volta che gli avversari attaccano? Probabilmente la verità sta nel mezzo, ma non ci sembra abbastanza per puntare ai primi tre posti della classifica. Zeman avrà anche ragione a dire che i suoi giocatori non hanno ancora appreso i suoi schemi e la sua tattica, ma se fosse lui a non sapersi spiegare bene?

Vive 72 ore di tranquillità Massimiliano Allegri, che, grazie alla vittoria per 1 a 0 del Milan sul Genoa a San Siro, almeno fino a martedì sera non sentirà né leggerà la parola “esonero”. I rossoneri sono lontanissimi dall’avere un gioco accettabile e devono ringraziare lo straordinario periodo di forma di Stephan El Shaarawy, che segna il suo sesto gol in campionato. L’altra notizia buona, oltre alla vittoria, è il ritorno in campo di Pato, dopo quasi un anno dall’ultima volta, da titolare. Le notizie non buone sarebbero tante, dall’incapacità dei centrocampisti di impostare alla poca incisività dei due esterni, all’inadeguatezza tecnica di alcuni difensori, ma, almeno per una volta, non ne parleremo. Buone 72 ore, Allegri.

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Twitter addicted, vive di calcio. In campo è convinto di essere Pirlo, ma in realtà è un Carrozzieri qualunque. Per lui il trequartista è una questione di principio. Email: fmariani@mondosportivo.it