Juve, alla scoperta del Parken di Copenaghen

C’era una volta… L’inizio è in onore di Hans Christian Andersen, celebre poeta e scrittore danese. Ma è coerente con la realtà. C’era una volta, infatti, lo stadio Idrætsparken, inaugurato nel 1911, teatro delle partite di calcio della Nazionale della Danimarca e del KB (Kjøbenhavns Boldklub), club della capitale oggi in 2a divisione. Un impianto che, a inizio anni ’90, nonostante la capienza di 52.377 spettatori e i vari ammodernamenti (nella foto in basso, lo stadio nel 1920 circa), aveva chiaramente fatto il suo tempo.

Si decise dunque per la demolizione e la costruzione, nello stesso luogo, di un nuovo stadio, più moderno ma simile nell’impronta architettonica. Il 14 novembre 1990 si giocò l’ultima partita nel vecchio Parken, una sconfitta 0-2 contro la Jugoslavia, nelle qualificazioni a Euro92. Il 9 settembre 1992 si disputava, invece, la gara inaugurale nel nuovo Parken: Danimarca – Germania 1-2.

Iniziava quindi l’epoca del nuovo impianto, poco più di 38.000 posti tutti a sedere, pochi anni dopo ceduto definitivamente in proprietà al FC Copenaghen e, in parallelo, utilizzato per le gare internazionali della Danimarca.

Il nuovo Parken si presenta con una struttura a 4 tribune a due livelli, un vero e proprio “catino” a ridosso del campo, dall’atmosfera perfetta per le gare europee. Solo la D-tribunen (successivamente nota come Coca-Cola stand per evidenti ragioni di sponsorizzazione) era rimasta inalterata dal precedente impianto. L’unica differenza era che il nuovo progetto “ruotava” l’inserimento del campo di gioco di 90° rispetto alla vecchia situazione, quindi la tribuna-D era diventata una delle due curve. Oggi questa tribuna ha però subìto ampi lavori di ammodernamento ed è molto difficile scorgere i riferimenti al vecchio Idrætsparken.

Le tribune non hanno nomi particolari, ma semplici lettere di riferimento (con l’aggiunta di uno sponsor per ogni settore). B-tribunen e D-tribunen dietro le porte, A-tribunen e C-tribunen le due principali.

La più importante “trasferta” italiana in questo impianto resta forse la finale di Coppa delle Coppe nel 1994, quando il Parma fu sconfitto 0-1 dall’Arsenal, gol decisivo di Alan Smith.

Lo stadio è anche utilizzato per concerti di musica pop e, ad oggi, i 60.000 spettatori del concerto di Michael Jackson nel 1997, sono la folla più grande registrata in questo impianto.

Il Nordsjælland gioca qui le partite di Champions League, non potendo utilizzare il suo stadio “di casa”, il Farum Park,  10.100 posti, situato nell’omonima località sull’isola Sjælland (la più grande delle due isole danesi), che non soddisfa completamente le norme UEFA sugli impianti ammessi.

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.