Il Milan batte lo Zenit, Allegri respira

Zenit e Milan di fronte per cancellare un avvio balbettante tanto in campionato quanto in champions, con la consapevolezza che chi perde si complica decisamente la vita. Lo Zenit mette in campo un ambizioso tridente con Hulk, Kerzhakov e Bystrov, mentre Allegri conferma l’attacco leggero visto contro il Parma, con Bojan preferito a Pazzini. Bravo e fortunato il Milan a sfruttare al meglio un brutto inizio dello Zenit, ma soprattutto a trovare il lampo decisivo dopo l’impetuosa rimonta dei russi. Primi tre punti europei per i rossoneri, e la panchina di Allegri è un po’ più solida. Butta malissimo invece per la squadra di San Pietroburgo, ferma a zero punti dopo due partite e un mercato estivo da 80 milioni.

Subito doppio Milan, poi si scatena Hulk-Parte subito forte il Milan, che non si fa intimidire dalla coreografia e dal tifo incessante dei russi. Al 5′ Bojan si gira benissimo in area, ma il suo destro trova pronto Malafeev. Il vantaggio arriva al 13′, con una punizione di Emanuelson che trova una fortunosa e decisiva deviazione nella barriera azzurra. Passano circa tre minuti, e la squadra di Allegri trova il raddoppio con uno slalom incredibile di El Shaarawy. Spalletti cambia pelle al suo Zenit, troppo esposto agli attacchi avversari, passando al 4-4-2, e la partita cambia. I russi prendono in mano il pallino nel gioco e bloccano in partenza i tentativi di ripartenza dei rossoneri. Al 34′ si fa vedere Hulk, con un bolide mancino da fuori area deviato da Abbiati, pronto anche sul colpo di testa di Shirokov sul conseguente calcio d’angolo. Il Milan conferma la sua fragilità sui calci piazzati anche al 37′, quando Hubocan devia una punizione tesa di Hulk, trovando ancora la deviazione del capitano rossonero. Il duello tra Abbiati ed Hulk si rinnova al 40′, quando il portiere del Milan deve superarsi per parare un bolide del brasiliano su una punizione dal limite. Ma il portiere rossonero deve arrendersi a 20 secondi dalla fine del primo tempo, quando il brasiliano lo trafigge con un sinistro da distanza ravvicinata.

Rimonta Zenit, orgoglio Milan Lo Zenit parte forte e trova subito il pari da calcio d’angolo: il sinistro a rientrare di Hulk scavalca Abbiati, e Shirokov è libero di schiacciare di testa a porta sguarnita. Il Milan si rivede nell’area avversaria al 54′, con Boateng che mette a lato un colpo di testa su cross di Abate. Ma i padroni del campo restano i russi, mentre gli uomini di Allegri non riescono a rendersi pericolosi in contropiede. Dal 65′ il Milan passa al 4-3-3 con l’ingresso di Nocerino e riesce a contenere meglio gli avversari, grazie anche ad un calo fisico degli uomini di Spalletti. Al 75′ nuovo vantaggio dei rossoneri: cross basso di Montolivo da destra su cui si avventa Pazzini, ma la deviazione decisiva è del difensore Hubocan. L’ultima parte di incontro vede lo Zenit attaccare a quattro e il Milan difendere a cinque: all’83’ altro miracolo di Abbiati su destro volante di Anyukov.

ZENIT-MILAN 2-3                          

Zenit (4-3-3): Malafeev; Anyukov, Hubocan, Lombaerts (Bukharov), Criscito; Fayzulin (79′ Kanunnikov), Shirokov, Witsel; Bystrov (72′ Zirianov), Kerzhakov, Hulk. A disp.: Baburin, Bruno Alves, Lukovic, Lumb. All.: Spalletti
Milan (4-2-3-1): Abbiati; Abate, Bonera, Zapata, Antonini; De Jong, Montolivo; Emanuelson (64′ Nocerino), Boateng (80′ Yepes), El Shaarawy; Bojan (52′ Pazzini). A disp.: Amelia, Mexes, Flamini, Robinho. All.: Allegri
Arbitro: Brych
Marcatori: 13′ Emanuelson (M), 17′ El Sharaawy (M), 45’+2 Hulk (Z), 49′ Shirokov (Z), 75′ aut. Hubocan (M) 
Note: Ammoniti
:
Anyukov, Fayzulin, Hubocan (Z), Bonera, El Shaarawy (M)

 

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Nato negli anni della grande Samp, appena un anno dopo lo scudetto targato Vialli&Mancini. Laureato in Scienze politiche all'università di Genova, ama scrivere di calcio e di politica. Email: llottero@mondosportivo.it