Premier League: United brutto ma concreto, Liverpool ko ad Anfield

Il calcio, si sa, a volte è strano. In quello che è considerato, pur non essendolo propriamente, un vero derby, Liverpool e Manchester United si sono sfidati a viso aperto. In ricordo dei 96 caduti di Hillsborough, l’incipit dell’incontro ha visto Ian Rush e Bobby Charlton, due autentiche leggende dei club, commemorare insieme quanto accaduto, a fronte delle ultime rilevazioni che hanno “scagionato” i tifosi Reds scomparsi quel tragico giorno a Sheffield.

CORSA E RITMO. Detto che, al netto delle tensioni che le ultime versioni di questa partita avevano subito (il caso Suàrez-Evra su tutte), s’è giocata una sfida agguerrita ma corretta, il Liverpool di Brendan Rodgers ha imposto un ritmo frenetico, provando con Suàrez a pressare i centrali difensivi dei Red Devils. Con Allen e Gerrard bravi anche nel sacrificio, Agger e compagni sono andati a un passo dal gol in diverse occasioni, perdendosi però sul più bello. Un problema, questo della sterilità offensiva, che sta diventando cronico. Per parte sua, Sir Alex non ha trovato contromosse al piano partita avversario. Certo, lo scozzese non era aiutato da un inutile quanto insipido Nani, ma anche Kagawa e Van Persie erano lontani dal vivo del gioco. Una svolta alla gara l’ha data Shelvey, ma non nella direzione che s’augurava: al 39′, l’ex Charlton veniva espulso per un’irruenta (e inopportuna) entrata su Evans, un bel vantaggio per il già attrezzato United.

UNITED DI RIGORE. Nella ripresa, una svolta inattesa: da un’azione sulla sinistra, capitan Gerrard stoppava di petto per calciare a rete di prima, mandando il pallone in rete e in visibilio la Kop. Il vantaggio durava poco: al 51′, Rafael batteva Reina con un tocco di pura tecnica, in una delle prime sortite offensive Red Devils. Dopo il pari, il Liverpool alla lunga calava, provato nel fisico e il match di cartello della quinta di Premier League sembrava indirizzarsi verso il più classico dei pareggi, dove la squadra più forte impattava grazie all’esperienza. Non era così: l’arbitro Halsey a 10′ dal termine concedeva allo United un rigore (dubbio), trasformato prontamente da Van Persie, a chiudere sostanzialmente i conti.

Gara di cuore, corsa e tecnica del Liverpool, certo azzoppato dalla mancanza di un finalizzatore in attacco; United balbettante – soprattutto in proiezione Champions League – e molto distante dalla sua versione migliore, eppure concreto e corsaro ad Anfield.

 

LIVERPOOL-MANCHESTER UNITED 1-2

Liverpool: Reina, Johnson, Agger (80′ Carragher), Skrtel, Shelvey, Allen, Gerrard, Sterling (66′ Henderson), Suàrez, Borini (46′ Suso). A disp.: Jones, Enrique, Sahin, Assaidi. All. Rodgers.

Manchester Utd: Lindegaard, Evra, Ferdinand, Evans, Rafael (89′ Welbeck), Carrick, Kagawa (82′ Hernandez), Giggs, Nani (46′ Scholes), Valencia, Van Persie. A disp.: De Gea, Buttner, Anderson, Cleverley. All. Ferguson

Arbitro: Halsey

Marcatori: 46′ Gerrard (L), 51′ Rafael e 81′ rig. Van Persie (M)

Note: Ammoniti Reina (L), Scholes e Van Persie (M). Espulso Shelvey (L) al 39′

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen. Email: mportoghese@mondosportivo.it