ESCLUSIVA MP – Cagni: “I miei risultati parlano da soli”

Gigi Cagni non ha ancora smaltito la delusione per il traumatico spareggio contro l’Empoli. Il suo Vicenza sembrava aver la salvezza in cassaforte e invece, ripescaggi permettendo, dovrà ripartire dalla Lega Pro. Nonostante questo, il tecnico bresciano rimarca con forza la bontà del suo lavoro e lancia un messaggio: oltre la serie B lui non scende, perché convinto di meritare ben altro.

Mister, questi giorni hanno affievolito un po’ la delusione?

Temo ci vorrà molto tempo per assorbire questa mazzata. E’ stata una retrocessione incredibile, ancora fatico a crederci.

Lei, specialmente per l’ultima parte di stagione, ha comunque poco da rimproverarsi…

I miei risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma questo calcio dimentica troppo in fretta e cancella quanto di buono un allenatore riesce a fare. Prima di arrivare allo spareggio abbiamo compiuto una rimonta strepitosa: ci davano già per spacciati e invece ci siamo giocati la salvezza fino alla fine.

Premettendo che la posta in palio era troppo alta per cedere alle emozioni, tornare al Castellani che sensazione è stata?

Ci ho pensato più che altro alla fine, prima ero troppo concentrato sul Vicenza. A Empoli ho trascorso anni bellissimi: al novantesimo minuto il pensiero mi ha sfiorato, ma ero talmente triste che non ho vissuto la sensazione fino in fondo.

Ha detto che per la Lega Pro non resta a Vicenza: e se arrivasse un ripescaggio?

Non lo so, è un discorso prematuro. Al massimo potremo affrontarlo a tempo debito. Però ci tengo a precisare che io non ho nulla contro il Vicenza e l’obiettivo delle mie parole era un altro: volevo far capire che io la Lega Pro non la disputerei su nessuna panchina, perché penso di meritare le due categorie maggiori.

Per caso ha avuto contatti con qualche società?

Attualmente no, forse i segni della retrocessione sono troppo recenti perché il mio nome sia gettonato.

Tre anni senza panchina prima di Vicenza: hanno inciso anche fattori extra campo?

In realtà sono due: non ho allenato dal 2008 al 2011, è vero, però per un anno sono stato sotto contratto con il Parma e quindi non potevo far nulla. Francamente non conosco i motivi incidenti sul mio stop, quello attuale è un calcio oscuro, pieno di sotterfugi. Le dinamiche attraverso cui si sceglie un tecnico mi sono ignote. 

E’ stata una serie B importante sotto il profilo della qualità, concorda?

Concordo in pieno. Questa osservazione dovrebbe però far riflettere: c’erano molti squadroni sulla carta, ma solo il Toro ha rispettato i pronostici. Varie compagini hanno deluso, in primis Empoli e Vicenza.

Un tecnico che l’ha impressionata?

Pea è stato il più bravo di tutti. Senza dubbio.

Capitolo Italia: la Croazia ci costringerà ad un altro tipo di partita rispetto a quella vista domenica scorsa. L’attuale impostazione tattica sarà efficace anche contro gli slavi?

Io credo che Prandelli abbia scelto questo modulo per un semplice motivo: è lo stesso sistema di gioco adottato dalla Juventus, attualmente la migliore espressione del calcio italiano. Contro la Spagna ci siamo quasi esaltati, è giusto cambiare il meno possibile quando le cose funzionano. E poi mi fido del ct, è un allenatore bravo ed elastico. Saprà cosa fare.

Un grande De Rossi in un ruolo che gli è poco congeniale: ci dia un giudizio da ex difensore…

De Rossi è stato impeccabile, ha giocato con disinvoltura in una zona del campo molto delicata. Ma lui è un campione, poi ha anche alcune caratteristiche preziose per fare il difensore. Non è una grossa sorpresa.

 

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.