Niente paura: siamo l’Italia

Siamo l’Italia, abbiamo vinto quattro mondiali, abbiamo insegnato la tattica all’universo intero. D’accordo, il passato non conta: in campo scendono i calciatori, mica la storia. Però intorno a questa nazionale aleggia un pessimismo insensato, una critica a volte totalmente illogica.Le scelte del buon Cesare concedono di fomentare il seme del dubbio, perché cambiamo improvvisamente modulo dopo due anni e perché alcuni giocatori saranno fuori ruolo. Ma il ct non è uno sprovveduto, credo sia chiaro.

Gli spagnoli, maestri del fraseggio e dominatori del pallone negli ultimi anni, ci temono assai. Basti rivedere le dichiarazioni di Del Bosque o di Casillas: non è pretattica, contro l’Italia è sempre così. Gli avversari sanno di andarsi a scontrare con una scuola mai banale e mai vecchia, per la sua capacità di adattarsi a qualsiasi situazione e reggere la sfida. Mentre loro giocano in un solo modo, noi abbiamo la fortuna di capire la partita fino in fondo e interpretarla di conseguenza.

La Spagna è diventata Spagna dopo una fortunosa vittoria ai calci di rigore, vittima fu la nazionale di Donadoni. A Bari, seppur fosse solo un’amichevole, abbiamo dimostrato di non nutrire complessi di inferiorità nei confronti di una generazione più unica che rara. La chiave della gara odierna sarà il centrocampo: bisogna frenare la loro intensità. Se ci riusciremo, le sorti dell’incontro si indirizzeranno in nostro favore. Se loro saranno lenti nel possesso palla, noi avremo il modo di posizionarci bene e chiudere tutti gli spazi. Poi li colpiremo in contropiede. Ed in questo, date almeno a Cesare quel che è di Cesare, i maestri siamo noi. In tale ottica, ma è una semplice idea personale, vedrei utilissima la velocità di Borini.

Si sfidano due ideologie differenti, due modi di vivere e di pensare non distanti anni luce ma neanche simili. Loro sono più belli da vedere (e chi lo mette in dubbio?), noi abbiamo invece spesso scritto la storia mentre gli amici della Roja restavano a guardare. La praticità italiana ci accompagnerà anche questa volta, sarà la degna compagna di un’avventura iniziata sotto il segno delle polemiche. Come sempre. In campo non scende il palmares, perciò giudicheremo la nazionale di Prandelli solo al termine degli Europei. Però, nell’attesa, è giusto partire con una sacrosanta consapevolezza: noi siamo l’Italia, aver paura è impossibile.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.