Niente paura Claudio

Commuoversi a 60 anni, dopo quasi mezzo secolo passato tra i campi di calcio e dopo averne viste di tutti i colori, è un gesto insolito. Soprattutto in considerazione dell’evento: una semplice partita di campionato, fondamentale per il presente ma nulla di più. Versare lacrime a 60 anni per una rete di Milito sul campo del Chievo, è un atto in stile Ranieri. E lasciatecelo gridare: è bellissimo.

Spesso, talmente siamo calati nel gioco, ci dimentichiamo che sotto la maschera dell’allenatore si cela un uomo, fatto di carne e sentimenti come chiunque altro. Claudio Ranieri stasera ci ha ricordato quanto un lavoratore passionale riesca a gioire per i frutti della propria fatica, dimentico o forse incurante per un momento dei milioni di occhi pronti a captare o interpretare le sue emozioni. E’un pianto liberatorio oppure la felicità di scoprirsi ancora vivo, una sensazione che sicuramente avrà invaso anche gli animi di molti tifosi interisti; questi ultimi, da oggi, magari si identificheranno maggiormente con il loro allenatore. Capiranno di essere trascinati da un individuo rispettoso della storia di un club e dei suoi colori, un gentleman che probabilmente non si rivelerà il salvatore della patria. Ma di una cosa adesso gli interisti saranno sicuri: con Ranieri al timone, la maglia non verrà mai disonorata. Il resto, per fortuna o purtroppo, lo faranno i risultati.

Il testaccino lacrimò anche due anni or sono per una sfida tra l’Inter e il Chievo, quando si trovava sulla panchina della Roma e i clivensi insidiarono San Siro cercando di spostare lo scudetto nella Capitale. Passano gli anni, cambiano squadre e nazioni, ma la qualità del percorso umano di Ranieri, basato sulla voglia di spingersi sempre oltre l’ostacolo, resta invariata. Il calcio è un gioco, che male c’è ad abbandonare la freddezza e piangere per un gol? Niente paura Claudio: la vita ti sorride.

 

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.