Tessera del Tifoso illegittima: Una battaglia è vinta, ma c’è ancora molto da fare

Ieri il Consiglio di Stato ha certificato che la Tessera del Tifoso nella sua attuale forma è illegittima in quanto rappresenta una pratica commerciale scorretta. La Tessera, presentata come uno strumento per eliminare la violenza dagli stadi italiani e dare il certificato di bravo tifoso ai suoi possessori, non può e non deve essere abbinata in maniera inscindibile ad un partner bancario come avviene attualmente. Per il consiglio di Stato infatti: “l’abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo”

Per il movimento ultras che tanto ha contestato e contesta tuttora la Tessera del Tifoso come strumento repressivo e lesivo delle libertà personali è una vittoria, anche se solo parziale e non ancora definitiva, visto che in ultima istanza toccherà al TAR del Lazio sancire l’effettiva illegittimità dell’abbinamento Tessera-Carta ricaricabile. Sentenza che non arriverà prima della prossima primavera quando il campionato sarà ormai agli sgoccioli. Gli Ultras infatti hanno da sempre contestato il fatto che la Tessera del Tifoso fosse anche uno strumento finanziario legato agli istituti di credito visto che il tifoso non può essere trasformato in un consumatore da offrire alle banche come agnello sacrificale lucrando su una passione genuina come è seguire la propria squadra dai gradoni di uno stadio. La svendita della passione per meri interessi economici era infatti solo uno dei motivi d’opposizione alla Tessera del Tifoso che il movimento ultras fra mille difficoltà e divisioni ha portato avanti in questi ultimi anni.

Le società potrebbero essere così costrette a slegare gli abbonamenti dalle carte bancarie, magari sostituendole con carte di fidelizzazione di qualche Main Sponsor, lasciando però intatta l’architettura su cui si basa la Tessera del Tifoso che porta con se un articolo che è stato da sempre osteggiato dagli Ultras, che ne chiedono la cancellazione o al limite la modifica, e che puzza di incostituzionalità secondo molti avvocati esperti in materia di ‘reati da stadio’

Si tratta del famigerato articolo 9 della Legge Amato ( Legge 41/07) che recita: “È fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili dell’emissione, distribuzione, vendita e cessione del titolo di accesso (…) di mettere, vendere, o distribuire titoli d’accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti all’art. 6 della legge 13/12/89 n. 401 ovvero a soggetti che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.

In pratica secondo questo articolo, mai abrogato o modificato, chiunque abbia ricevuto un D.A.Spo. (Divieto d’accesso alle manifestazioni sportive) o sia stato condannato per reati da stadio anche solo in primo grado non potrebbe più richiedere la tessera del tifoso a vita e di conseguenza rischiare di non entrare mai più in uno stadio italiano. In pratica con questo articolo si trasforma il D.A.Spo. in un provvedimento a vita. L’articolo fino ad oggi non è stato applicato in maniera rigoroso, ma esiste e il rischio è che in futuro possa avvenire un’ulteriore giro di vite con l’applicazione dell’articolo 9 e la conseguente esclusione a vita di tutti coloro che nella loro vita hanno ricevuto, e scontato, la propria pena per reati da stadio. Senza contare l’iscrizione ad una speciale black-list a cui avranno accesso tutte le questure italiane, reintroducendo il concetto di ‘presunta pericolosità di un individuo’ abrogato da tempo dal nostro ordinamento giuridico. Una schedatura di massa che non avrebbe eguali nell’Italia degli ultimi 30-40 anni.

Finché anche questo articolo non verrà considerato illegittimo la battaglia non si potrà dire vinta. Un primo passo è stato fatto, ora bisogna che tutti (ultras, tifosi e simpatizzanti) si impegnino affinché un obbrobrio legislativo come la Tessera del Tifoso venga completamente abrogato restituendo a tutti i tifosi la libertà di andare allo stadio a sostenere la propria squadra sia in casa sia in trasferta senza doversi sottoporre a schedature di massa o veder svenduti alle banche ed ad altre organizzazioni commerciali i propri dati personali.

Condividi
Nato a La Spezia nel 1981, ha girovagato per l’Italia da sud a nord. Laureato in Scienze della Comunicazione a Bologna, è stato fra i primi collaboratori di MondoPallone.net. Attualmente vive a Padova, collaborando con diversi siti di informazione calcistica.