Home » Quando vincere non basta

Giornata molto movimentata quella di ieri per la Serie A: gli esoneri di Iachini e Zenga hanno scosso il nostro campionato, alle prese con la pausa per le nazionali, ma mentre per l’ex portiere di Inter e Sampdoria si è trattato di una scelta abbastanza preventivata, nessuno invece si aspettava l’esonero del tecnico del Palermo, che nell’ultimo incontro in casa col ChievoVerona era anche riuscito a strappare tre punti.

E’ evidente a tutti che esonerare un allenatore dopo una vittoria è quanto meno strano. Non se si tratta di Zamparini, questo ci tengo a sottolinearlo, ma le tempistiche di questa decisione ci aiutano a capire che non sono tanto i risultati ad aver messo nei guai Iachini, quanto una condotta tecnica forse in contraddizione con alcune direttive manageriali. E questa, per uno che è prima imprenditore e poi Presidente, è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

14 punti in 12 giornate sono una media che, tendenzialmente, porta a salvarsi con qualche giornata d’anticipo; certo, resta il fatto che la zona retrocessione al momento sia soltanto a tre punti (il Frosinone è a 11) ma, insieme alla formazione siciliana, ci sono moltissime squadre nella stessa identica situazione. Il Torino, per cui giornali e addetti ai lavori hanno speso parole importantissime in questo inizio di stagione, ha un solo punto in più del Palermo e occupa l’11° posto in classifica, esattamente un gradino sopra i rosanero.

Il carattere di Iachini, da sempre determinato a portare avanti le proprie idee senza guardare in faccia a nessuno, unito all’esuberanza del presidente ha portato quindi alla fatidica decisione; polemiche che, anche alla presentazione di Ballardini, non sono ovviamente mancate perché Zamparini ha pensato bene di ammettere, davanti alle telecamere e allo stesso tecnico, che Guidolin fosse la scelta numero uno.

Cosa dire di Zenga, invece? Una partenza shock legata all’eliminazione dall’Europa League per mano del Vojvodina – non esattamente il Barcellona – poi un inizio di campionato al di sopra delle aspettative che si erano create nell’ambiente blucerchiato. Dopo la vittoria casalinga contro la Roma, però, qualcosa si è rotto: 6 punti in 7 giornate grazie a tre pareggi rimediati contro Inter, Empoli e ChievoVerona, una vittoria contro il disastrato Hellas Verona e ben tre sconfitte per mano di Atalanta, Frosinone e Fiorentina. Numeri alla mano, un esonero giustificabile.

Un bottino che ha mandato su tutte le furie il presidente Ferrero che, però, ha già fatto intuire di avere nella testa un nome di tutto rispetto, uno di quelli che scaldano le tifoserie. Vincenzo Montella non è esattamente uno sconosciuto per la Genova blucerchiata, è un tecnico che ha dimostrato di far giocare un ottimo calcio alle proprie squadre e può essere il nome giusto per rilanciare una squadra che, con un attacco da 19 reti stagionali (3 più della Juventus, 4 del Milan e solo 3 in meno del Napoli), necessita di un sistema di gioco che vada a mascherare quelli che sono gli evidenti problemi difensivi. I pensieri dei tifosi sampdoriani, però, stanno già prendendo il volo: un po’ come faceva Montella dopo ogni gol segnato.