Genny racconta la verità: “Tutte sciocchezze dei giornalisti. Nessun patto con Hamsik e Digos”
A distanza di due giorni dai fatti di Roma nel pre partita della finale di Coppa Italia, ecco le dichiarazioni rilasciate al “Mattino” dall’ultras del momento, Genny ‘a Carogna, al secolo Gennaro De Tommaso, che ha raccontato la verità su quanto accaduto sabato sera all’Olimpico.
“Quelle che sono state scritte sono tutte sciocchezze – ha affermato – Hamsik è venuto da noi solo per rassicurarci sulle condizioni del nostro amico, per dirci che stava meglio, che poteva farcela. Lo stesso messaggio che ci hanno dato le forze dell’ordine. Noi abbiamo parlato con tutti con calma e rispetto, senza minacce o provocazioni. Non c’è stata alcuna trattativa tra la Digos e la curva partenopea sull’opportunità di giocare o meno la partita. Il resto sono invenzioni dei giornalisti. “Ovviamente, quindi, quello che è successo sabato è inaudito, non era mai accaduto che qualcuno sparasse ai tifosi. Di tutto questo sembra non importare niente a nessuno. Ma a noi sì, a noi interessa. Ed è per questo che abbiamo deciso di rinunciare alla coreografia che avevamo organizzato e che ci era costata quindicimila euro. E la stessa cosa hanno fatto anche i supporter della Fiorentina. Come avremmo potuto srotolare gli striscioni, e cantare, e ballare quando uno di noi era in fin di vita? Ci siamo rifiutati di farlo. Ma non abbiamo minacciato nessuno e non abbiamo detto di non giocare. Né avremmo avuto il potere per farlo. Noi non possiamo decidere nulla”.
Poi la ricostruzione di quanto accaduto fuori dallo stadio: “Ci stavamo dirigendo verso la curva Nord dell’Olimpico scortati dalle forze dell’ordine poi è successo l’inferno, abbiano sentito i colpi e ci siamo accorti che tre di noi erano rimasti a terra. Una cosa del genere non si era mai vista, pure quando uccisero quel tifoso all’Olimpico, Paparelli: allora non spararono un colpo di pistola, ma un razzo che purtroppo gli finì in un occhio. Perciò i fatti di Roma sono gravissimi”. Infine il ‘chiarimento’ sulla maglia che lo ha reso ‘famoso’ inneggiante all’uccisore dell’ispettore Raciti: “Non è un gesto di sfida, – ha concluso De Tommaso – L’unica cosa importante di questa storia ormai è diventata la maglietta che io e gli altri tifosi indossiamo. ‘Speziale libero’ c’è scritto. Ma attenti: la maglietta è in onore di una città dove abbiamo tanti amici e nei confronti di un ragazzo che sta chiedendo attraverso i suoi legali la revisione del processo. È una richiesta di giustizia, non un’offesa contro una persona deceduta o contro i suoi familiari”.
