Giro del Delfinato: Froome, doppio colpo
Il Giro del Delfinato affronta la quinta tappa, da Grésy-sur-Aix a Valmorel per 139 chilometri, con quattro Gran Premi della Montagna da affrontare: uno di terza categoria, la Côte de Trévignin (4,4 km al 6,6% di pendenza media), due di quarta categoria, il Col du Frêne (1,9 km al 6% di pendenza media) e la Côte de la Croix (2,3 km al 4,1% di pendenza media) e soprattutto la salita finale che porta al traguardo di Valmorel, catalogata “Hors catégorie“, lunga 12,7 km al 7% di pendenza media. Una tappa che dovrebbe vedere gli uomini di classifica in prima linea a darsi battaglia.
Sulla prima salita della giornata, la Côte de Trévignin, evadono in quindici dal gruppo. Tra i fuggitivi, spiccano i nomi del leader della classifica dei Gran Premi della Montagna, il francese Thomas Damuseau (Argos-Shimano), in caccia di punti per rafforzare ulteriormente il suo primato, e del nostro Francesco Gavazzi (Astana). Il gruppetto dei quindici, che arriva ad avere un massimo vantaggio di 4’20”, va d’amore e d’accordo fino alle pendici dell’erta finale, quando si avvantaggiano in tre: l’eritreo Daniel Teklehaimanot (Orica-GreenEdge), il polacco Bartosz Huzarski (Team Netapp) e il ceco Frantisek Rabon (Omega Pharma – Quick Step). I tre però vanno in difficoltà sulle prime rampe della salita di Valmorel e vengono ripresi e staccati da un loro ex compagno di fuga, il belga Tim Wellens (Lotto-Belisol), a 8 chilometri dall’arrivo. Ma poco dopo è lo stesso Wellens che subisce la stessa sorte, essendo anch’egli, a 5 chilometri dal traguardo, ripreso e staccato da un ex compagno di avventura, lo statunitense Matthew Busche (Radioshack). Alle spalle dei fuggitivi, il gruppo degli uomini di classifica non sta a guardare ed è condotto con passo sostenuto dagli uomini della Sky, per favorire Froome, e della Movistar, per guidare Valverde. Ed è proprio quest’ultimo il primo a rompere gli indugi attaccando prima a 8 chilometri dall’arrivo e poi a 6 chilometri dalla conclusione. Attacchi che però non vanno a buon fine grazie a un ottimo lavoro da parte dei gregari di Chris Froome. Mentre “saltano in aria” alcuni pezzi grossi come Van Den Broeck, Rodríguez e Sánchez, arriva da parte di Alberto Contador un sussulto d’orgoglio dopo la prova incolore della cronometro di ieri. Il madrileno della Saxo-Tinkoff sferra un attacco a 1,5 km dalla conclusione, ma non riesce a fare la differenza. Froome infatti va su di progressione, riprende Contador a 500 metri dall’arrivo e ai -350 m raggiunge anche Busche e si prende la vittoria di tappa. Contador arriva secondo a 4″, precedendo sul traguardo lo sfinito corridore della Radioshack che si lascia andare a un gesto di stizza per una vittoria sfumata proprio all’ultimo. Gli uomini di classifica, tra cui Valverde, Taaramae, Moreno, Fuglsang e Rogers arrivano sgranati sul traguardo, accusando un ritardo da Froome tra i 10 e i 30 secondi. Sánchez riesce a limitare i danni, chiudendo con un distacco di 1’31”, mentre escono definitivamente dalla classifica Rodríguez, giunto 51° a 5’29” da Froome, e Van Den Broeck, arrivato addirittura 73° con un ritardo di 9’58” dal britannico della Sky. Per Froome, oltre la vittoria di tappa, arriva la soddisfazione della maglia gialla di leader della generale. Una maglia gialla che l’australiano della Garmin-Sharp, Rohan Dennis, ha vestito per un solo giorno, provando comunque a difenderla fino all’ultimo. Dennis è riuscito, con grande grinta e caparbietà, a rimanere nel gruppo dei migliori fino ai 2,3 km dal traguardo ed è stato bravo a non andare alla deriva, giungendo 14° a 59″ da Froome, mantenendo in questa maniera almeno la maglia bianca di leader della classifica riservata agli under 25.
Domani gli uomini di classifica si prenderanno un turno di riposo. La sesta tappa, da La Léchère-les-Bains a Grenoble di 143 km, prevede sì quattro Gran Premi della Montagna, ma la vetta dell’ultimo, il Col des Mouilles (quarta categoria), è collocata a 45 km dall’arrivo, troppi per poter vedere battaglia tra i grandi. Prevedibile che andrà in porto una fuga di uomini fuori classifica o che una squadra regga la corsa per poter favorire il proprio uomo veloce in uno sprint ristretto, come potrebbe fare la Omega Pharma – Quick Step per Gianni Meersman.
