I Pionieri del Calcio – Građanski Zagreb, la perla della Croazia

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Tutti conoscono la Dinamo Zagabria, uno delle formazioni calcistiche croate più prestigiose. Ma probabilmente non tutti sanno che questa squadra è nata formalmente solo nel 1945, per volere del regime socialista e sulle cenere di un vecchio club, il Građanski Zagreb. Quest’ultimo era stato fondato nel 1911 grazie all’intuizione di Andrija Mutafelija, un giovane calciatore che avrebbe influenzato il movimento calcistico croato negli anni a seguire. All’epoca la Croazia faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico e si era sviluppata una forte spinta nazionalista e indipendentista. Lo stesso Mutafelija, al pari di altri giovani croati, si sentiva imprigionato in una nazione che non riconosceva. La nuova società – che nacque come polisportiva – avrebbe avuto una distinta identità croata.

La fondazione del club e i primi successi

Il 26 aprile 1911 il promotore e alcuni suoi amici si ritrovarono al ristorante Matković e posero le base per la nascita del club. Quasi un mese dopo, il 21 maggio, il Građanski giocò la sua prima partita pubblica, perdendo 5-1 contro la squadra riserve dell’Hašk; il 25 giugno ottenne invece la prima vittoria della sua storia superando per 6-1 un’altra compagine cittadina, il Croatia. Soprattutto con l’Hašk si formò fin da subito una certa rivalità: il Građanski sembrava rappresentare le classi operaie, mentre l’Hašk era legata all’Università di Zagabria ed era quindi un punto di riferimento per le classi più abbienti.

Dopo un paio di comparsate nel Prvenstvo Hrvatske i Slavonije, una sorta di antenato del campionato croato, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale stoppò le attività del Građanski. Al termine del conflitto la situazione geopolitica sarebbe completamente mutata: con lo smembramento dell’Impero asburgico si sarebbe formato il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, preludio del Regno di Jugoslavia. Nel 1920 si tenne la prima edizione del Prvi razred, il campionato a cui partecipavano le squadre di tutti i regni che componevano il nuovo Stato. Nonostante i buoni propositi – il torneo avrebbe dovuto prevedere due fasi, una preliminare suddivisa in base alle zone, e una nazionale, in cui i vincitori dei vari gironi si sarebbero giocati il titolo – fino al ’22 rimase un campionato prettamente regionale, visto che la fase nazionale non fu mai disputata.

La ribalta nel primo campionato jugoslavo

Tuttavia nel 1923 venne finalmente organizzato il Državno prvenstvo, il tanto atteso campionato nazionale. Il Građanski, che ormai aveva maturato una certa esperienza, aveva dominato il torneo preliminare riservato alla squadre di Zagabria, vincendo tutti e quattro gli incontri (con l’invidiabile score di ventidue reti fatte e solo una subita). L’esordio nella fase nazionale non fu affatto facile e solo una rete di Pasinek a un minuto dal termine permise al Građanski di avere la meglio sugli sloveni del ND Ilirija per 2-1. La formula del torneo prevedeva a quel punto solo una semifinale: per sorteggio, una delle tre squadre vincitrici nei quarti si sarebbe qualificata direttamente per la finale. Questa sorte toccò proprio al Građanski.

La finale contrappose i croati al SAŠK, la rappresentante della Bosnia-Erzegovina che aveva avuto la meglio sui serbi dello Jugoslavija. Il primo atto si risolse con un nulla di fatto, l’1-1 costrinse le due squadre al replay match il giorno successivo. Probabilmente nella ripetizione prevalse la maggiore freschezza del Građanski, che aveva avuto un mese di tempo per prepararsi al meglio. Dopo l’iniziale vantaggio firmato da Mantler su rigore, il Građanski aveva subito il pareggio del SAŠK a opera di Felver; ma con tre reti in otto minuti (dal 40′ al 48′) aveva riportato saldamente il match dalla sua parte. La seconda marcatura di Felver servì solo per far segnare ai bosniaci il cosiddetto “gol della bandiera” e far terminare la partita sul 4-2.

Gli anni d’oro e la dissoluzione

Nei quattro anni a seguire il Građanski si mantenne al vertice del calcio croato, riuscendo a qualificarsi costantemente per la fase finale. Il secondo titolo nazionale arrivò nel 1926, allorché la compagine di Zagabria riuscì a sconfiggere il favoritissimo Jugoslavija – vincitore delle ultime due edizioni – per 2-1 grazie alle reti di Perška e Giller. Due anni più tardi, in un campionato non più a eliminazione diretta ma a girone unico, conquistò il terzo successo della sua storia restando imbattuto nelle cinque gare disputate (quattro vittorie e un pareggio).

Dopo un periodo decennale di mancanza di trofei il Građanski tornò al successo nella stagione 1936-37 prevalendo sui connazionali dell’Hajduk Spalato, e nella stagione 1939-40, primeggiando sul BSK Belgrado. Quello stesso anno partecipò per la seconda volta alla Mitropa Cup: dopo aver eliminato il blasonato Újpest, al Građanski toccò in sorte il Rapid Bucarest in semifinale, ma la monetina (le due partite di andata e ritorno e il match di spareggio erano terminati tutti in parità) pose fine ai sogni di gloria dei croati. Sarebbe stato l’ultimo lampo della squadra che aveva dominato il calcio croato prima della sua dissoluzione nel 1945.

Sitografia:
Povijest | Dinamo Zagreb (gnkdinamo.hr)
1. HŠK Građanski Zagreb – Hrvatska internetska enciklopedija
Građanski je bio europska nogometna avangarda | Povijest.hr

 

 

Simone Galli
Simone Galli
Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.

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