I Pionieri del Calcio – Colin Veitch, genio e versatilità al servizio del Newcastle

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Alcuni calciatori sono lodati per la loro duttilità perché sanno giocare, con il medesimo profitto, in più parti del campo. Anche nel calcio di fine Ottocento la versatilità era considerata una dote. Ma nel caso di Colin Veitch, giocatore del Newcastle United, rappresentò anche un freno. Soprattutto in Nazionale. Adesso può sembrare un paradosso, ma all’epoca le posizioni in campo erano molto rigide e un calciatore doveva avere un ruolo ben definito. Così, al termine di una carriera di grande spessore, le presenze di Veitch con la maglia dell’Inghilterra furono solamente sei, tra il 1906 e il 1909.

Il calciatore perfetto per il Newcastle

Veitch giocò in qualsiasi posizione, a parte portiere e laterale sinistro. Era un calciatore riflessivo e accorto, che sapeva gestire il pallone con grande maestria. Oltre a una buona tecnica, era dotato di una calma e di una lucidità che gli permettevano di prendere la decisione giusta al momento giusto. Sembrava quasi che palla rimanesse attaccata al suo piede, tanta era la sua bravura nel controllo. Veitch scelse di legarsi solo al Newcastle: dal 1899 al 1914 giocò, spesso da capitano, 322 partite condite da 49 gol e chissà quanti assist per i compagni.

Fu un’epoca gloriosa per il Newcastle. Non era facile, perché gli avversari – in primis Aston Villa, Manchester United, Everton, Sunderland e Blackburn Rovers – erano agguerriti e molto competitivi. Ma i Magpies vinsero tre campionati d’Inghilterra, una FA Cup e una Charity Shield. Colin Veitch ne era il fiero e tenace condottiero. Il gioco offensivo del Newcastle metteva in risalto le sue doti, ma senza la tecnica sopraffine e l’acume tattico di Veitch quel gioco sarebbe stato probabilmente incompleto.

Maestro di tattica

Di lui, nell’aprile 1911, il Times scrisse: “Con Colin Veitch, suo capitano e ala destra, il Newcastle possiede un leader che non è solamente uno dei calciatori più intelligenti e versatili che il calcio abbia mai prodotto. La personalità di Veitch è l’anima della sua squadra“. Tutti erano d’accordo che Veitch fosse un giocatore geniale, come se ne vedono pochi, capace di dipingere calcio e di entusiasmare la folla dei tifosi.

Veitch ebbe la brillante idea di introdurre una lavagna nello spogliatoio del Newcastle. Gli serviva per mostrare le sue innovative idee tattiche ai propri compagni. La cosa funzionò, perché in questo modo riuscivano ad analizzare meglio sia la pianificazione che l’analisi posteriore della partita. Grazie alla lavagna i Magpies affinarono il loro modo di stare in campo e sperimentarono nuove tattiche come il “bogey offside”, una sorta di fuorigioco un po’ rudimentale.

Una storia d’amore finita male

La carriera di Veitch venne di fatto interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando si arruolò nella Royal Garrison Artillery (RGA). Al termine del conflitto tornò a St. James’ Park, ma come allenatore. Fondando i Newcastle Swifts fu uno dei pionieri del calcio giovanile del Newcastle United. La sua quasi trentennale storia d’amore con i Magpies si concluse nel 1926, quando lasciò l’incarico e si trasferì al Bradford City.

Il genio di Veitch non si limitò al rettangolo verde. Fu uno dei fondatori del Teatro del Popolo di Newcastle e si dilettò come attore, compositore musicale e produttore. Era molto amico del drammaturgo irlandese George Bernard Shaw, del quale interpretò opere come Candida e Uomo e Superuomo. Nel 1928 cominciò a svolgere l’attività di giornalista e, un anno dopo, alcune critiche nei confronti del Newcastle gli valsero la scomunica da parte del club, che gli vietò di entrare a St. James’ Park. Nonostante una carriera esemplare, la storia di Veitch e della sua squadra del cuore, quella per cui aveva dedicato la sua intera esistenza, finì molto amaramente.

Simone Galli
Simone Galli
Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.

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