Nelle prime otto giornate di Serie A si è segnato molto meno rispetto alla passata stagione

Quest’anno, nelle prime otto giornate di Serie A, sono stati realizzati molti meno gol rispetto alla passata stagione. Ben 52 in meno, per la precisione. Un dato incontrovertibile, che non può far altro che porre interrogativi sull’efficacia e sulla spettacolarità del calcio italiano. Solo tre squadre hanno migliorato la loro confidenza con il gol: Udinese, Sassuolo e Salernitana. In tal senso abbiamo una doppia chiave di lettura.

I numeri in testa: tutte le grandi segnano di meno, ma la grande delusione è l’Inter

Alcune grandi del nostro calcio stanno indubbiamente deludendo. Juventus e soprattutto Inter hanno un deficit importante di classifica. Ma mentre i bianconeri sono in linea con lo scorso anno (12 marcature sia nel 2021 che nel 2022), i nerazzurri fanno segnare un sorprendente -9 in termini realizzativi. Può darsi che l’infortunio patito da Lukaku abbia frenato gli uomini di Inzaghi, ma il calo non è giustificabile. Non bene nemmeno la Roma (-6), ma i giallorossi hanno migliorato la loro graduatoria di un punto. Particolare la situazione in casa Lazio: sono stati messi a segno 17 gol (contro i 18 della passata stagione) ma il rovescio positivo della medaglia è il netto miglioramento in difesa (5 vs 13 reti subite).

Atalanta e Milan pagano un -2, il Napoli un tutto sommato soddisfacente -1. Nelle squadre di testa c’è la novità Udinese, reduce da sei vittorie consecutive. Con Sottil alla guida sono state migliorate fase offensiva e difensiva e i risultati si vedono (rispettivamente +7 e -4). Da un anonimo dodicesimo posto i bianconeri sono balzati in terza posizione, a un solo punto dalla coppia di testa composta da Napoli e Atalanta.

I numeri in coda: squadre più attendiste, 35 reti in meno, 7 il numero ricorrente

Nella seconda parte della classifica il calo di reti realizzate è ancora più marcato. Basti pensare che le squadre dal decimo posto in giù hanno totalizzato solo 76 reti. Niente a che vedere con le 111 della passata stagione. Un dato riconducibile a più fattori, certo, ma che probabilmente è dovuto anche alla fisionomia delle squadre in lotta per non retrocedere. Meno spettacolo, meno gol subiti, ma tanta fatica in zona realizzativa. L’esempio più lampante è l’Hellas Verona: sotto la gestione Tudor la situazione era di 17 gol fatti e 17 subiti, adesso è 7 contro 15. Anche l’Empoli è sulla stessa linea, anche se in misura minore: rispetto ad Andreazzoli Zanetti ha registrato la difesa ma ha molte più difficoltà a segnare.

È particolare, anche se certamente fortuito, che il numero 7 leghi molte squadre. Sono infatti ben otto le squadre che hanno realizzato questo numero di marcature (Torino, Fiorentina, Spezia, Lecce, Empoli, Bologna, Monza, Hellas Verona), mentre Cremonese (6) e Sampdoria (4) rappresentano i fanalini di coda di questa particolare classifica. In quest’ultimo caso, però, c’è una netta differenza tra grigiorossi e blucerchiati. Storicamente le squadre di Alvini sono più abili in fase difensiva e interditiva, lasciando qualcosina in termini offensivi; la Sampdoria, invece, paga un inizio di stagione disastroso che ha portato all’esonero del tecnico Giampaolo.

La differenza reti segnate rispetto allo scorso anno

Napoli -1
Atalanta -2
Udinese +7
Lazio -1
Milan -2
Roma -6
Juventus =
Sassuolo +1
Inter -9
Torino -2
Fiorentina -3
Spezia -3
Lecce (non era in Serie A)
Salernitana +4
Empoli -3
Monza (non era in Serie A)
Bologna -6
Hellas Verona -10
Cremonese (non era in Serie A)
Sampdoria -7