Dybala-Roma: inatteso, improvviso e incontenibile amore a prima vista

Roma, estate del 2022; se il proverbiale alieno precipitato sulla Terra si aggirasse per le strade della Capitale troverebbe assai particolari gli umani, o quantomeno molti di essi. Difficile biasimarlo: come non trovare strane migliaia di persone che camminano tenendo una mano altezza viso con il pollice e l’indice spiegati appena sotto gli occhi?

Dybala Mask: provate a spiegarla all’amico venuto dallo spazio. Tornando con entrambi i piedi sul nostro pianeta e nella nostra realtà, la sponda giallorosso del Tevere è, comprensibilmente, ebbra di gioia. Non sarà arrivato Cristiano Ronaldo, che radiomercato dava flebilmente in direzione Colosseo a fine giugno, ma sulla carta Paulo Dybala è per la Roma un colpo di assoluto spessore per più di una ragione.

Perché è l’ennesimo segnale di una proprietà che, per quanto possibile, vuole costruire una grande Roma: l’ingaggio di José Mourinho, il nuovo Stadio, gli investimenti sulla Roma Woman, la probabile partnership con Adidas. Senza dimenticare il successo in Conference League, determinante nell’incendiare ancor di più l’entusiasmo del popolo giallorosso contribuendo, al contempo, a rabboccare il ranking europeo di una squadra che oggi occupa l’11/o posto della graduatoria UEFA per club.

L’affare Dybala, da un punto di vista tecnico ed economico non può essere messo in discussione se la realtà la si osserva nell’ottica Capitolina. Sul versante economico vi è oggettivamente spazio moderato per eventuali dibattiti: a parametro zero a Trigoria si sono assicurati quello che, in valore assoluto, è riconosciuto dai più come uno dei migliori calciatori del Campionato.

Sul versante tecnico, spetterà a Mourinho il compito di incastonare la Joya negli ingranaggi della sua Roma; si può per ragionevolmente parlare, però, di quel tipo di problemi che tutti gli allenatori nella propria carriera vorrebbero dover gestire. Da un punto di vista qualitativo l’innesto dell’ex-Juve fa compiere un bel balzo in avanti al pacchetto offensivo dei giallorossi, sulla carta tra i migliori del Campionato. La coppia Abraham-Dybala ha tutte le carte in regola per regalare spettacolo, con l’inglese che può esaltare le caratteristiche di assist-man dell’argentino grazie alla propria capacità di attaccare la profondità, e chissà che al contempo grazie alla propria attitudine al sacrificio non possa riaccendere anche il Dybala punta/falso nueve che tanto bene fece con Sarri alla Juventus.

Le soluzioni a disposizione di Mou, sulla carta, sono molteplici: i più arditi ipotizzano un 4-2-3-1 con Ibañez sacrificato in favore di un pirotecnico trittico di trequartisti composto da Zaniolo, Dybala e Pellegrini alle spalle di Abraham. Soluzione affascinante ma poco realistica a parere di chi scrive: Mou sulla difesa a tre sta cercando di costruire una solidità di cui pare difficile si privi, senza contare che Pellegrini decentrato sulla sinistra sarebbe a dir poco sacrificato e la batteria di terzini in dote a Trigoria pare dare più garanzie se accompagnata da una difesa a tre.

Viene più facile ipotizzare che Zaniolo (il cui destino giallorosso è ancora tutto da scrivere) e Dybala partano per essere alternativamente il penultimo tassello di un 3-4-2-1, senza escludere nemmeno del tutto che nelle partite in cui i giallorossi partiranno con il netto favore del pronostico, o quando magari ci sarà da recuperare uno svantaggio, Dybala e Zaniolo trovino contemporaneamente spazio in campo con un Pellegrini magari più arretrato.

Quale che sia il vestito che Mou cucirà alla sua Roma, il potenziale apporto di Dybala alla causa giallorossa è da giocatore che dalle parti di Trigoria non si vedeva da anni. Potenziale, perché in chiusura arriviamo all’unico vero punto interrogativo dell’affare Dybala: l’integrità fisica. Perché, purtroppo, è un dato di fatto che la storia juventina di Paulo Dybala sia stata condita da qualche acciacco di troppo; in particolare, scorrendone la storia clinica, affaticamenti e problemi alla coscia hanno a più riprese frenato l’argentino negli ultimi tre anni.

Nella città che tra le altre cose ospita il Papa, Mourinho prega quindi di potersi godere un Dybala in salute augurandosi di dover gestire un “happy problem” come la convivenza di Zaniolo e Dybala. E mentre Mou progetta la sua nuova Roma, circa 40 mila romanisti promettono di accogliere la Joya all’Olimpico il prossimo 7 agosto nell’amichevole contro lo Shakthar (dopo il primo scampolo in campo dell’argentino nell’amichevole persa oggi dalla Roma contro l’Ascoli).

Ebbra di Joya, la sponda giallorossa del Tevere sogna ad occhi aperti; e, quasi inconsciamente, porta una mano al volto, tenendo spiegati il pollice e l’indice proprio sotto agli occhi.