Atalanta, a Leverkusen un incrocio tra Ovidio e Stevenson

Cosa hanno in comune Publio Ovidio Nasone, meglio noto ai più come Ovidio, e Robert Louis Stevenson? Fino a ieri, probabilmente un’unica cosa: quella di essere dei letterati. E poi, poco altro. Troppi i 19 secoli di distacco temporale tra i due, troppa la distanza geografica e socioculturale tra i due per poter sperare di trovare qualche forte analogia.

Questo, appunto, fino a ieri. Perché la vittoria dell’Atalanta per 1-0 in casa del Bayer Leverkusen grazie alla zampata di Boga al 91′ nella sfida valevole per il ritorno degli ottavi di Europa League 2021/2022 certifica come la Dea dell’ultimo periodo sia una valida intersezione tra il poeta di Sulmona e lo scrittore scozzese.

Pensi a un possibile collegamento tra l’Atalanta e Stevenson e non può non venirti in mente “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde“, romanzo gotico del 1886 e divenuto una sua pietra miliare, anche grazie alla splendida interpretazione cinematografica di Spencer Tracy del 1941. Il caposaldo della letteratura che spiega la duplice natura buona e cattiva intrinseca di ogni essere umano è metafora perfetta dell’attuale Atalanta. Ovvero, di una squadra che in Europa League si comporta come “Dottor Jekyll“, conquistando quattro vittorie su quattro partite disputate nei due turni con Olympiakos e Bayer Leverkusen, ma che in campionato si comporta come “Mister Hyde” con una media punti da zona salvezza o poco più.

Il perché di questa discrasia? Presto detto: l’assenza di Zapata. In Italia, gran parte delle squadre affrontano l’Atalanta chiudendosi con due linee difensive e la mancanza del colombiano come grimaldello “apri-spazi” si è fatta sentire eccome. In Europa, invece, tutte le squadre se la giocano e quindi pure un attacco formato da due punte larghe ma veloci e discrete qualitativamente (ossia due tra Muriel, Malinovskyi e Boga) può funzionare perché ha più spazi a sua disposizione.

Ma, dicevamo, non solo Stevenson ma anche Ovidio. E non si può non citare il capolavoro del poeta per eccellenza dell’antica Roma: le Metamorfosi. L’Atalanta vista in campo alla BayArena ha evidenziato due grandi cambiamenti. In primis, l’atteggiamento. Gasperini nella ripresa ha mandato al macero – metaforicamente parlando – il suo calcio e si è affidato a quello che per lui è una sorta di kriptonite per Superman: il catenaccio. Soprattutto nella ripresa, l’Atalanta ha sofferto il Bayer Leverkusen (in totale apnea nei primi 20 minuti), affidandosi solamente alle ripartenze.

Ma, oltre alle metamorfosi tecnica, vi è stata anche la metamorfosi dei giudizi concernenti i tre principali acquisti del mercato estivo/invernale di questa stagione: Demiral, Musso, Boga. Qualcuno li aveva già bollati troppo in fretta come “flop”, i tre hanno risposto con una prestazione straordinaria. Demiral di gran lunga il migliore in campo ieri, vera diga insuperabile; Musso che ha stoppato con due grandi parate le occasioni del Bayer firmate da Diaby; Boga ovviamente per la rete ma anche per un paio di ripartenze che hanno fatto ricordare i “tempi d’oro”.

Alla fine della fiera “letteraria”, quello che conta è che l’Atalanta abbia passato il turno. Sperando che la scia jekylliana possa influenzare anche la macchia “hydiana” in campionato.