L’Italia ha un problema di atteggiamento

L’Italia che va per la seconda edizione consecutiva agli spareggi delle qualificazioni ai mondiali non è colpa di Jorginho. Il centrocampista ha sbagliato un rigore decisivo contro la Svizzera nella penultima giornata del gruppo di qualificazione, ma la responsabilità non può e non deve cadere tutta su di lui.

Il girone è composto da otto giornate, durante le quali l’Italia di Roberto Mancini ha vinto solo la metà delle partite, pareggiando le restanti quattro. L’ultima 0-0 contro la modesta Irlanda del Nord. Per questo motivo la colpa non è del singolo calciatore che non converte un calcio di rigore nei minuti finali di un incontro molto importante. Certamente è da rimproverare, ma non da trattare come capro espiatorio. Il problema degli Azzurri sta nel clima creatosi dopo la vittoria di EURO 2020.

Quello che siamo stati lo siamo stati perché dentro di noi, nel gruppo, avevamo qualcosa di diverso. Non so se dopo la vittoria dell’Europeo questo spirito si è andato un po’ a perdere inconsciamente ma domani sera dobbiamo un po’ ritrovarlo“, lo stesso Leonardo Bonucci ha, in un certo senso, ammesso questo cambio di mentalità dalla finale di Wembley alla disfatta di Belfast. Durante il grande evento la squadra era molto unita fuori dal campo e dentro il legame stretto si rifletteva nel gioco. Adesso ciò sta venendo a mancare.

La rosa è la stessa, o quasi, quindi problemi di ieri persistono ancora oggi, come per esempio in attacco, dove non c’è una punta di riferimento all’altezza. Mancini però a EURO 2020 era riuscito a mascherare le falle con una tattica solida, nel complesso non cambiata, solo evoluta in base alle esigenze. In questo momento però la maschera ha perso l’elastico dietro la nuca, lasciando scoperta la vera faccia dell’Italia. Il compito di riparare questo elastico era degli stessi atleti.

Le cause di questo compito incompiuto possono essere molteplici. La prima che viene in mente è una diminuzione della fame azzurra dopo la vittoria del primo trofeo italiano, ovviamente a livello di nazionali, dopo 15 anni. La tesi però viene facilmente smontata confrontando la rosa di Italia-Svezia, il punto più basso della storia della FIGC, con quella attuale. Ci sono ancora calciatori come Bonucci e Chiellini, i leader, o Donnarumma e Insigne, giovani di prospettiva ormai diventati maturi. Perfino lo stesso Jorginho era in campo a San Siro quella sera. Insomma, la ferita è ancora aperta, perciò tutti loro volevano cancellare quel brutto ricordo portando il popolo italiano a Qatar 2022 sin da subito.

Si dovrà invece aspettare marzo, quando l’Italia tenterà di passare le semifinali e vincere la finale dei playoff per qualificarsi in extremis alla Coppa del Mondo. Ogni avversario sarà certamente ostico, la Svezia ci ha insegnato qualcosa, ma almeno possiamo tirare un sospiro sapendo che con quasi ogni probabilità i ragazzi del Mancio saranno testa di serie, visto che il sorteggio si baserà sulla classifica delle migliori seconde. Il Portogallo quindi non sarà sicuramente avversario nella prima fase, mentre c’è rischio di incontrare la Polonia di Lewandowski. Di seguito la classifica attuale (non ancora completa) delle seconde.

Foto: Wikipedia

Le ultime due squadre non teste di serie, al momento, sono Austria e Repubblica Ceca, qualificatesi ai playoff grazie alla Nations League.

Se la fame di vittoria non manca, perché l’Italia continua a faticare dopo EURO 2020? Forse non lo sanno nemmeno coloro che sono dentro all’ambiente. Il vento non è favorevole alla vela italiana, ma sulla barca ci sono dei professionisti che hanno le competenze per cercare un cambio di rotta. Prima però bisogna capire da che parte questo vento soffia e di conseguenza adeguarsi.

Provando a capire la direzione dalla costa, senza trovarsi insieme a loro in mare aperto, immaginiamo che l’euforia generale abbia dato un po’ alla testa al contesto. L’atteggiamento in queste ultime due partite è sembrato abbastanza altezzoso nei confronti dell’avversario. La qualificazione sembrava in tasca prima dell’incontro con la Svizzera, mentre per la trasferta in Irlanda del Nord molti ritenevano scontata la vittoria di misura, che poi non è nemmeno arrivata, sperando in uno scarto molto ampio così da favorire la differenza reti. Adesso bisogna lavorare a testa bassa per evitare questi errori.