È un Milan che sta convincendo anche chi non ci credeva

Autogol e gol di Ibrahimović contro il Bologna per riprendersi in grande stile un Milan apparentemente in difficoltà. Questa è però una sensazione sbagliata, perché i compagni dello svedese stanno conducendo un’ottima stagione. Le sconfitte in Champions League, soprattutto quella contro il Porto, hanno portato in secondo piano i risultati positivi in Serie A.

Delle tre partite giocate in Champions League quest’anno è stata la peggiore“, aveva dichiarato lo stesso Ibra dopo la partita in Portogallo, aggiungendo poi tuttavia: “Non è cascato il mondo perché abbiamo perso oggi“. E infatti non è cascato proprio nulla, anzi i rossoneri sono tornati più forti di prima. Il 2-2 temporaneo del Bologna firmato dall’autogol dell’attaccante avversario e da Musa Barrow non ha spaventato i ragazzi di Pioli, pronti a reagire.

Così come il ritorno in Champions, anche questa sfida ha riservato delle spiacevoli sorprese al Milan. Nel secondo caso il 4-2 finale, significativamente segnato da una buonissima prestazione di Zlatan Ibrahimović, ha scacciato tutti i brutti pensieri. Nel primo invece per sapere l’esito bisognerà aspettare almeno il prossimo impegno, di nuovo contro il Porto, ma questa volta a San Siro. La squadra di Pioli ha però dimostrato di avere un’identità di gioco, un leader e tante qualità tecniche, indispensabili per fare bene in Europa.

Con il morale alto e un pizzico di fortuna la qualificazione non è un miraggio. Anche nella Coppa Campioni delle cose buone si sono comunque viste. Ad Anfield a fine primo tempo chi stava vincendo era il Milan, non il Liverpool, cinico poi nella ripresa con Salah ed Henderson. In un palco così importante e magico ovviamente servono calma ed esperienza per mantenere il risultato, ma la prestazione non può essere cancellata per un risultato negativo. Per citare ancora Zlatan, non è cascato il mondo.

Fuori dai confini italiani l’atmosfera cambia, però il Milan è sempre quello. L’allenatore non diventa scarso da una partita all’altra. Stefano Pioli è un grande tecnico, che in due anni e 100 panchine (raggiunte contro il Bologna ieri, auguri!) ha conquistato una tifoseria rassegnata al proprio destino. Niente trofei, niente Champions, poche gioie.

Oggi invece il Milan è nella massima competizione europea, seppur molto lontano dai vecchi gloriosi tempi di Berlusconi, e la scorsa stagione ha tentato una fuga Scudetto, improbabilissima da pronosticare nell’estate 2020. Pioli senza pretese di mercato ha amministrato al meglio la sua rosa, tirando fuori il meglio da essa.

La scorsa settimana contro l’Hellas Verona la vittoria è stata regalata da Samuel Castillejo, un esubero. Lo spagnolo è scoppiato in lacrime ed è andato ad abbracciare il proprio mister, ringraziandolo per la fiducia. Da questi piccoli gesti si capisce come Pioli abbia un carattere ottimo per tenere uniti 30 giocatori, dando la possibilità a ognuno di loro di prendere parte al progetto.

Questa inclusione si riflette anche nella tattica, indispensabile conoscenza per un allenatore di Serie A. Chi pensa che Pioli sia solo spirito di squadra si sbaglia di grosso. L’esempio più lampante è la gestione di Theo Hernadez, un anarchico della fascia. Nonostante sia un terzino, ha insite delle movenze, delle giocate da esterno d’attacco, castrando però il suo raggio d’azione. Qualcuno avrebbe posizionato il francese in avanti, ma il mister rossonero, sulla carta, lo fa scendere in campo in difesa, prendendo però delle misure preventive per limitare le sue lacune difensive.

Theo e Kessié infatti sono complementari. Il primo è un grande velocista, ma davanti ad avversari altrettanto veloci fatica a tamponare le loro azioni d’attacco. In suo aiuto arriva l’ivoriano, che padroneggia il centrocampo e sa abbassarsi quando serve sulla fascia destra. Lui lo fa volentieri perché sa che Theo è un’arma fondamentale per il Milan davanti. Capisce che Pioli non può farne a meno, anche a costo di sbilanciare un po’ il modulo originale.

Come Kessié anche gli altri si fidano di Pioli. La Champions League è stata caratterizzata da un cammino difficile finora, ma c’è ancora una piccola speranza di qualificarsi agli ottavi o mal che vada ai sedicesimi di Europa League, che è comunque una competizione da rispettare. In campionato invece il Milan si ritrova nel gruppo di testa e non è escluso un’altra corsa verso il titolo, magari questa volta con un esito positivo. Adesso c’è solo da aspettare e godersi lo spettacolo.