Il futuro dei protagonisti di Juventus-Napoli

Con una vittoria dei bianconeri, in una bella partita dal punto di vista del ritmo, è finita l’odissea di Juventus-Napoli. Questo recupero tuttavia non è da guardare con gli occhi del presente, ma quelli del futuro, prossimo o anche più tardivo. La classifica dipenderà senza dubbio da questo risultato, diventando così decisivo per la volata finale verso la Champions League, come il Derby di Milano lo è stato finora per la corsa Scudetto. Anche se per la Juventus e per il Napoli questo 2-1 lascerà strascichi ben più lunghi in là nel tempo.

IL FUTURO DI GATTUSO

Due ex compagni di club e nazionale, Gattuso e Pirlo, si sono incontrati di nuovo per ledere uno al futuro dell’altro. L’allenatore dei partenopei, ormai ai minimi con la società, era colui che aveva da perdere di meno da questo incontro. Anche con la qualificazione alla Champions League probabilmente l’avventura di Gattuso sarebbe finita a fine stagione, mentre ora a maggior ragione rischia la panchina.

Nonostante la mancanza di fondamenta, giocatori, clima accogliente e liquidità, il Napoli in questo anno e mezzo di Gattuso ha visto una Coppa Italia tra le mani, proprio ai danni dei rivali della Juventus. Anche se spesso è bistrattata, questa competizione, soprattutto per il contesto storico in cui è stata conquistata da parte degli azzurri, ha ridato forza alla società, orfana prima di Sarri e poi di Ancelotti. L’attuale tecnico dell’Everton era arrivato per tentare di vincere la Serie A, finendo poi esonerato.

Aldilà delle conquiste e della media punti, molto simile tra Ancelotti e Gattuso, 1.82 e 1.83 rispettivamente, Ringhio nel suo periodo da allenatore ha portato una grinta nuova alla squadra. Data l’assenza dei tifosi allo stadio, un allenatore del genere ha caricato la rosa a fare meglio di quello avrebbe potuto fare, tra limiti tecnici e di rincalzi di qualità per sostituire i titolari, talvolta infortunati e talvolta stanchi. Un allenatore così sarà difficile da trovare per De Laurentiis.

IL FUTURO DI PIRLO

Meno grintoso del suo ex compagno di squadra, ma comunque determinato nel proprio lavoro, Pirlo non si è tirato indietro in estate, accettando quindi un incarico davvero difficile. È stato criticato per la sua poca esperienza, per il suo gioco senza un’identità e per la sua gestione dello spogliatoio. Non è stata una stagione impeccabile, vista l’uscita agli ottavi contro il Porto in UCL e la rinuncia precoce al titolo in questo campionato. A 9 giornate dalla fine la Juventus dista a 12 punti dall’Inter capolista, una differenza che a oggi sembra insormontabile.

Però erano anni che non si vedeva un gioco così spumeggiante tra i bianconeri, anche se a sprazzi. Nemmeno con Sarri e ancor meno con Allegri, tecnico concreto per eccellenza. Il gioco messo in atto nel primo tempo con il Napoli è stato l’apice della stagione della Juventus, che ora riuscirà ad affrontare l’ultima parte di campionato con il morale sicuramente alto.

Le incursioni di Cristiano Ronaldo, scambiatosi spesso la palla con Federico Chiesa, hanno mostrato l’affiatamento tra i due. La difesa della Juventus ha funzionato alla perfezione, tanto che il Napoli non è riuscito a tirare una volta in porta nella prima frazione. La ripresa ha evidenziato un piccolo crollo del ritmo, anche se l’entrata di Dybala ha poi chiuso tutto i conti, rendendo nulla la rete di Insigne su rigore.

IL FUTURO DI INSIGNE

Anni fa si sarebbe parlato ancora di voci di mercato sul conto del capitano napoletano da parte dei migliori club europei. Il talento di Lorenzo Insigne è quindi innegabile e l’ha dimostrato anche quest’anno con il suo 100esimo gol raggiunto con questa maglia proprio contro la Juventus. Solo in questa Serie A 15 gol e 3 assist. Questi ultimi salgono a nove se prendiamo in considerazione tutte le competizioni.

Il Milan parrebbe aver messo gli occhi su di lui, ma alla fine della calciomercato probabilmente Insigne rimarrà ancora in azzurro. Non avrebbe molto senso un suo trasferimento a questo punto della carriera, quando potrebbe diventare una bandiera del Napoli. La rete nel finale è uno spiraglio di speranza per un futuro più roseo, con il capitano della ciurma che non abbandona mai la nave.

IL FUTURO DI DYBALA E CR7

La rete di Dybala ha il sapore della rinascita, nonostante sia troppo presto per parlare di una Joya nuova. Per lui è il quarto gol della stagione, caratterizzata da un infortunio grave e poche prestazioni degne di lui. Un gol potrebbe significare “permanenza” così come allo stesso tempo “partenza”. Con questa realizzazione vuole convincere la società a tenerlo al centro del progetto o forse cerca di attirare l’attenzione di altri club? Solo il tempo lo dirà.

È però un dato di fatto che la Juventus sia in perdita di circa 113 milioni di euro in bilancio e una vendita potrebbe fare comodo per rientrare dai conti in rosso. Si parla anche di un addio di CR7, reputato una perdita finanziaria. Una cessione del portoghese consentirebbe di risparmiare 86 milioni, l’equivalente del premio per la qualificazione in Champions. La vittoria, firmata proprio da Ronaldo, potrebbe quindi evitare questo scenario, sfavorevole per l’immagine della Juve e della Serie A in generale.

IL FUTURO DI CHIESA

L’acquisto di Federico Chiesa invece è una delle poche note positive della stagione bianconera. L’investimento di 40 milioni (obbligo di riscatto) ha consentito all’esterno della Nazionale di segnare 12 gol e 10 assist con la Juve e di giocare due volte la terza giornata. Il futuro di Chiesa è naturalmente in maglia bianconera, l’anno prossimo per di più da leader indiscusso. La prestazione contro il Napoli, condita da un assist per CR7, l’ha messo in luce ancora un’altra volta.