La Serie A va a DAZN, meglio così?

Finalmente la diatriba dei diritti TV della Serie A ha sancito un vincitore, DAZN. A tre anni dal debutto della piattaforma streaming nel mercato italiano, il campionato verrà trasmesso interamente in streaming. Le partite in esclusiva DAZN saranno ben 7, mentre le restanti 3 andranno in co-esclusiva con un un altro trasmettitore, dal 2021 al 2024.

DAZN ha messo sul piatto 840 milioni di euro a stagione (2,52 miliardi totali) per aggiudicarsi il pacchetto 1, quello con 7 incontri a giornata, e il pacchetto 3, per le restanti sfide in co-esclusiva. SKY invece ha offerto 70 milioni di euro a stagione per il pacchetto 2, per ottenere almeno tre sfide a giornata, sempre in co-esclusiva. Tuttavia l’offerta scade il 29 marzo e non è escluso che possa entrare in gara anche Mediaset. All’assemblea della Lega Calcio 16 club hanno votato a favore, dando il via libera a quella che è stata chiamata una rivoluzione, mentre Genoa, Crotone, Sampdoria e Sassuolo hanno espresso un voto contrario.

QUESTA È DAVVERO UNA RIVOLUZIONE?

Il mondo dello streaming dal 2015 a oggi ha preso piede in qualsiasi campo, dal cinema con i vari abbonamenti per guardare serie TV e film, alla musica o ai libri in digitale. I prezzi mensili contenuti e la flessibilità di poter disdire senza costi aggiuntivi hanno fatto dello streaming oggi un’industria fiorente e sempre più in espansione. Nel calcio tuttavia non è una novità, visto che nelle precedenti tre stagioni calcistiche era possibile assistere a una parte dell’offerta di SKY grazie a NOW TV, dal 16 marzo 2021 rinominata in NOW.

Perciò non si può parlare di una rivoluzione, ma solo dei tempi che avanzano. NOW è stato in questo periodo un tentativo di SKY di innovarsi e approcciarsi allo streaming, abbandonando gradualmente la parabola satellitare, un hardware molto invadente. Sfruttare solo una connessione Internet è sicuramente più facile ed elegante rispetto a dover installare una parabola.

“IN ITALIA INTERNET È POCO AVANZATO”

L’accesso a Internet in Italia è sempre stato uno dei temi più scottanti e dibattuti. Secondo i dati Istat nel 2019 il 76,1% delle famiglie aveva una connessione da casa, con una disparità però tra le famiglie notevole tra le famiglie con un componente minorenne e quelle composte da soli over-65, 96,3% e 35,3% rispettivamente. Tuttavia dal 2015, quando Matteo Renzi aveva approvato la Strategia italiana per la Banda Ultrarga, al 2019 c’è stato un incremento totale del 10% e la spiegazione deriva da una necessità naturale di dover lavorare e intrattenersi in rete. Con il COVID e l’incombenza della Didattica a Distanza o dello Smart Working hanno avuto un ulteriore aumento. I tifosi più giovani, da questo punto di vista, saranno più pronti a fare questo “salto”.

Il dibattito si incentra anche sulla qualità delle connessioni degli italiani, visto che effettivamente il nostro Paese fatica tenere il passo tecnologico. L’Italia nel 2019 si è posizionata al 47esimo nella classifica mondiale delle velocità medie della connessione a Internet, con appena 38 megabit per secondo (Mbps). Invece nel 2020 c’è stato un aumento del 26,3%, arrivando al 48 megabit per secondo. I 55 Mbps della Svezia, prima in Europa, o gli 87 Mbps di Taiwan, primo nel mondo, sono ancora lontani, ma poco a poco stiamo crescendo. Questa svolta di DAZN potrebbe inoltre dare una spinta in più perché il Governo e soprattutto i sindaci locali operino per migliorare le bande, per arrivare alla fibra ottica più velocemente.

Tuttavia non bisogna allarmarsi, poiché per potersi godere le partite su DAZN bastano 8 Mpbs in download, una velocità che tutti gli operatori ormai riescono a garantire, anche in zone più disabitate. L’azienda britannica lavorerà per migliorare la propria diretta, per limitare i ritardi e offrire la miglior qualità possibile. Spesso la diretta dipende non solo dalla propria connessione, ma anche dalla vicinanza del primo server che ripete l’immagine sul nostro dispositivo.

QUANTO POTRÀ COSTARE?

Al momento si possono fare solo delle supposizioni per quanto riguarda i costi. I rumors dicono che le cifre si aggirerebbero tra i 26 e i 35 euro mensili, prezzo maggiorato rispetto ai 9,99 euro che fino a oggi i fruitori di DAZN hanno dovuto pagare. Tuttavia il prezzo sarà variabile dalla presenza spot pubblicitari durante le partite, dagli abbonamenti totali e da quanti soldi verranno spesi per le competizioni e manifestazioni sportive che l’anno prossimo DAZN offrirà nel proprio palinsesto.

Ciò che varierà rispetto a SKY, sarà l’assenza dei costi di attivazione. Come visto in questi anni, tutti gli abbonamenti streaming non prevedono “disdette” onerose. Parlare di disdette però è improprio, poiché la Legge italiana vieta questi vincoli nei contratti. Quando si disdice un abbonamento, il produttore del servizio richiede il ritorno dei costi di attivazione scontati alla contrazione del contratto. In DAZN, per quanto il prezzo possa essere alto, sarà chiaro fin da subito. E qualora non ci piacesse il prodotto, dopo un mese saremo liberi da qualsiasi vincolo.

SKY invece da listino attuale propone un prezzo di 30,90 euro per poter guardare il calcio, ma solo nei primi 18 mesi. Scaduta l’offerta, la mensilità aumenta a 45 euro e, qualora volessimo interrompere l’abbonamento, dovremmo pagare 139 euro di costi di attivazione.

CONTENUTI

Una delle critiche rivolte a DAZN è la scarsità di pre e post partita e di contenuti speciali. La verità è che nelle partite di Serie A gli approfondimenti non mancano, anche con ospiti di eccezione come Federico Balzaretti o Francesco Guidolin. Le interviste con calciatori del presente e del passato sono sempre proposti grazie a Linea Diletta, programma diretto da Diletta Leotta. Ciò che differisce dalla programmazione tradizionale, è che questi contenuti vanno ricercati nell’app apposita, per questo spesso vengono “dimenticati”. Però è solo un fatto di abitudine. Siamo più legati allo zapping con i canali tradizionali che ci fanno ritrovare in automatico i vari programmi, con la sola accensione della TV. In questo modo potremo vedere quello che vogliamo, quando vogliamo, perché i programmi sono on-demand.

LE PARTITE

Si parla spesso del calcio spezzatino e di come la situazione peggiorerà con l’arrivo della Serie A in streaming, ma è un falso mito. Durante la 23esima giornata si erano giocate tutte le partite in orari diversi, perciò si era parlato di un esperimento per la stagione ventura. Questa decisione tuttavia era stata presa a causa degli impegni in Europa League del Milan e della ripartizione dei big match tra SKY e DAZN. Quindi le partite avranno lo stesso calendario a cui siamo già abituati e qualsiasi cambio non dipenderà dall’emittente televisiva, ma dalla Lega Calcio stessa.