Combatte la Reggiana, ma la qualità del Monza fa la differenza: 2-0 per i brianzoli

Monza e Reggiana, mesi dopo dal clamoroso 0-3 in Emilia, uno dei punti più bassi della stagione della squadra di Brocchi e tra i più alti dei granata, si ritrovano di fronte. Due situazioni di classifica differenti (secondo posto e lotta promozione per i biancorossi, piena zona playout per la Reggiana), ma stessa voglia di riscattarsi: i brianzoli dopo il quinto ko stagionale subito contro la Reggina e con soltanto 5 punti guadagnati nelle ultime 4 gare; gli emiliani con alle spalle tre sconfitte di fila e un netto 0-3 subito a Cremona.

Come accade spesso negli infrasettimanali, le squadre finiscono per essere rivoluzionate. Il Monza cambia dal portiere (Lamanna al posto di Di Gregorio, che forse pagal’imprecisione sul gol di Rivas a Reggio Calabria), passando per la difesa (fuori lo squalificato Bellusci e Paletta, dentro Scaglia e il talentino Pirola, con ritorno di Carlos Augusto sulla sinistra) fino all’attacco, privo di Balotelli e con Boateng in panchina: è qui dove si rivela il ritorno di Brocchi al 4-3-1-2, con lo storico capitano, lasciato fuori troppo spesso negli ultimi mesi, D’Errico che agisce dietro a Diaw, nel suo ruolo preferito, e Mota Carvalho. La Reggiana cambia totalmente la difesa vista contro la Cremonese: Yao e Kirwan sugli esterni, Ajeti (tornato dalla squalifica) ed Espeche, con Libutti squalificato. In attacco, preferiti Radrezza e Ardemagni a Siligardi e Mazzocchi.

E’ decisamente il Monza a partire con il piglio giusto: le triangolazioni funzionano bene, il gioco è veloce e con tanti tocchi veloci di prima, D’Errico trequartista è ispirato e si dà tanto da fare sia in fase di pressione che nel lavorare tra le linee, tagliando spesso in due la difesa della Reggiana. Soprattutto, parte forte Mota Carvalho nella posizione da punta inizialmente sul lato sinistro, in cui crea occasioni (un colpo di testa in torsione a fin di palo e un tiro dopo essersi velocemente in area finito alto), ma soprattutto ispira il vantaggio biancorosso: elegante giocata sulla sinistra a sorprendere Yao, serie di rimpalli in area e Carlos Augusto si fa perdonare il rosso di due giornate fa scaricando in rete il pallone con il suo sinistro.

La rete sveglia relativamente la Reggiana, già provata dal difficile periodo e che a lungo si accontenta di provare a rompere il gioco senza però metterci quella fisicità che potrebbe davvero limitare il gioco di Brocchi (come fatto da Cittadella e Reggina più recentemente). I ragazzi di Alvini, a parte una giocata di fantasia di Lunetta non sfruttata da Ardemagni in area al 20′, soffrono a lungo, ma hanno quantomeno il merito di resistere in qualche modo e restare in partita.

Il Monza, infatti, resta elegante, è estremamente rapido nel recuperare il pallone anche quando tra i piedi granata e finalmente è convincente nel gioco, a sottolineare in certi tratti di gara la netta differenza delle due rose, ma non riesce ad allungare il vantaggio come vorrebbe: gran lavoro di Scozzarella a velocizzare il gioco e sui calci piazzati (Venturi risponde con i pugni alla sua botta dai 25 metri a 10′ dalla fine), così come convince tra le linee Armellino, che sfiora un bel gol dai 30 metri, pallone di un soffio a lato.

Il canovaccio della partita cambia radicalmente nella ripresa, a testimonianza delle insidie che può nascondere la Serie B anche per le “big”: Alvini lancia il più veloce Karbo al posto di un Laribi non irreprensibile, ma soprattutto la sua squadra comincia a manovrare l’azione con molta più velocità e sicurezza, con il Monza che sembra accettare il controllo avversario, privandosi però così di quella gradevole velocità di costruzione vista nel primo tempo. I primi minuti della ripresa, molto spezzettati anche a causa di ripetuti infortuni, vedono gli ospiti molto più pericolosi, soprattutto sulla sinistra dove il fresco Kargbo mette in difficoltà Carlos Augusto, costretto poco dopo a uscire per un colpo rimediato in avvio (al suo posto, il ritorno di Anastasio, rientrato dal Rijeka a gennaio). Alla Reggiana manca però la precisione nell’occasione migliore, con un tiro altissimo di Varone, e con il passare dei minuti i brianzoli si ricompattano, con la coppia Scaglia-Pirola che concede il minimo all’attacco emiliano.

La gara diventa meno divertente e l’occasione più clamorosa è comunque creata dal Monza con un efficace contropiede: su pallone recuperato dalla propria difesa dopo la punizione di Radrezza, i brianzoli si ritrovano dall’altra parte con due passaggi e in maggioranza di 4 contro 2, ma sull’assist comodo di Frattesi, D’Errico cicca clamorosamente il tiro da due passi dalla porta. La strategia difensiva dei padroni di casa sembra comunque funzionare, perché la Reggiana arriva raramente fino dalle parti di Lamanna, anche grazie a una gara decisamente più spezzettata dai falli. La pazienza dei brianzoli viene premiata a 6′ dalla fine: altro contropiede, stavolta il neo entrato Colpani piazza una gran botta sotto la traversa e chiude i conti. Il resto del finale è di fatto una formalità per il Monza, che si copre senza subire troppo e prova quando possibile a colpire in contropiede, senza trovare la giusta precisione. Dopo il ko contro la Reggina, i brianzoli tornano a vincere e si confermano al secondo posto; quarta sconfitta di fila per una Reggiana che, nonostante la differenza di livello della rosa, ha combattuto fino alla fine, senza però riuscire ad approfittare dei suoi momenti positivi.

CHE COSA RIMANE?

Dopo l’amara sconfitta contro la Reggina, il Monza risponde con un risultato decisamente importante, accompagnato da una prestazione molto piacevole nei primi 45′, con la scelta di ritornare al 4-3-1-2 premiata complessivamente dalla buona qualità mostrata in avanti, soprattutto di un motivato D’Errico. Non convincente Diaw, pur nella sua posizione preferita: tanta lotta per l’ex Cittadella e Pordenone, ma quasi mai pericoloso nell’ultima trequarti come ci si aspetterebbe. Più sofferta la ripresa, quando la Reggiana ha alzato i giri: il gioco del primo tempo non si è più presentato e la soluzione migliore è stata quella di coprirsi per colpire in ripartenza. Risultato tenuto comunque a favore anche grazie alla prestazione del reparto difensivo: Pirola si conferma in grande crescita, annullando in più occasioni Ardemagni, mentre Scaglia si fa valere con l’esperienza. Azzeccatissima la scelta di Brocchi di mettere la freschezza di Colpani nel finale, comprendendo le potenzialità di colpire in contropiede una Reggiana inevitabilmente sempre più esposta. Successo comunque importante per difendere il secondo posto e porre le basi per la difficile trasferta di Venezia.

La Reggiana esce dall’U-Power Stadium con la quarta sconfitta di fila, ma probabilmente con una delle prove più convincenti di questo difficile periodo. Coraggiosi i ragazzi di Alvini a non mollare nonostante lo svantaggio e a “difendere la sconfitta”, per poi crescere vistosamente nella ripresa. Viene pagata anche oggi la poca precisione sulla trequarti, come testimoniato dai numeri (1 gol nelle ultime 5 partite), e la classifica comincia a diventare sempre più difficile, con la zona salvezza ora distante 6 punti. La qualità del Monza, alla fine, ha prevalso, ma gli emiliani hanno dimostrato di avere ancora voglia di combattere.