EUROTONFI – #17: l’EuroPalermo si perde in un vicolo ceco

Seconda competizione europea per club, per un decennio la Coppa UEFA ha avuto le sembianze della Coppa Italia: 8 vittorie, 10 finali, 4 “derby” in finale tra l’89 e il ’99 per il calcio tricolore, che in Coppa UEFA sprigionava lo strapotere di un Campionato all’epoca saldamente ai vertici del calcio continentale.
Nel nuovo Millennio, però, questo feeling si è bruscamente interrotto: da doppione della Coppa Italia, la Coppa UEFA si è tramutata in genitrice di amarezze e cocenti delusioni, che ci apprestiamo a raccontare nella speranza di vedere presto interrotto un digiuno divenuto oramai ventennale.

La stagione 2007/2008 si rivela un disastro per le squadre italiane in Coppa UEFA. Detto della Sampdoria, arenatasi al Primo Turno contro i danesi dell’Aalborg, non fa più strada il Palermo di Maurizio Zamparini e Stefano Colantuono: il Primo Turno è fatale anche per i rosanero, sgambettati sorprendentemente dai cechi del Mladá Boleslav.

LA SQUADRA: PALERMO
Nel 2007/2008 il Palermo è ormai una “grande” del Campionato di Serie A. L’ambizioso Maurizio Zamparini costruisce infatti una squadra che, sotto la guida in panchina di Francesco Guidolin, vince il Campionato di Serie B 2003/2004 e, grazie agli investimenti del patron rosanero, non patisce il salto di categoria assestandosi subito dietro le prime della classe: tra il 2005 e il 2007 arrivano infatti un 6/o e due 5/i posti. Quest’ultimo, però, è colmo di rammarico per un Palermo che nel 2006/2007 flirta a lungo con la zona Champions League salvo poi accartocciarsi su se stesso dopo il tragico derby di Catania nel quale perse la vita Filippo Raciti.

Al successo in terra etnea, infatti, fa seguito una striscia di 11 partite senza successi che polverizzano il 4/o posto di un Palermo che, penalizzato dal grave infortunio patito da Amauri, termina mestamente quinto. Con Guidolin, inesorabilmente, le strade si separano: a Palermo arriva Stefano Colantuono, reduce da un’ottima stagione in sella all’Atalanta.

Colantuono è seguito in Sicilia da Giulio Migliaccio, acquisito dal Palermo in una campagna acquisti che vede sbarcare in Sicilia Boško Janković e Fabio Caserta ma, soprattutto, Fabrizio Miccoli riportato in Italia dal Benfica. In uscita, pesante l’addio di Eugenio Corini che arrivato a scadenza contrattuale saluta il Palermo; salutano la Trinagria anche David Di Michele, che veste la maglia del Torino, e Andrea Caracciolo acquistato dalla Sampdoria.

Il roster a disposizione di Stefano Colantuono è di tutto rispetto: detto dei nuovi acquisti, in maglia rosanero troviamo anche Mattia Cassani, Mark Bresciano, Fabio Simplicio, Franco Brienza e Andrea Barzagli. In attacco, poi, l’arrivo di Miccoli rimpolpa un reparto che tra le proprie fila annovera già Edinson Cavani e Amauri: evidente come le ambizione sia quella di riscattare la stagione dell’anno precedente, o perlomeno di provarci.

L’avvio di stagione è agrodolce in Serie A: la Roma di Spalletti mette al tappeto i rosanero all’esordio, che si riscattano piegando 4-2 il Livorno al Picchi ma sono inchiodati sull’1-1 casalingo dal Torino prima del Primo Turno di Coppa UEFA.

Il sorteggio, come spesso succede scorrendo gli Eurotonfi, appare agevole: sono i cechi del Mladá Boleslav infatti gli avversari designati dall’urna dell’UEFA per i rosanero.

L’AVVERSARIO: MLADA BOLESLAV
Dopo un lungo sali-scendi tra le varie categorie del calcio professionistico cecoslovacco prima, e solamente ceco poi, il Mladá Boleslav veste improvvisamente i panni della “grande” del calcio locale nei primi anni Duemila. Promossa in 1° Liga a valle della stagione 2003/2004, dopo il 14/o posto della stagione successiva arriva l’incredibile medaglia d’argento del Campionato 2006/2007 che ai cechi vale anche una sorprendente qualificazione ai Preliminari di Champions League. I cechi riusciranno, all’esordio assoluto nelle coppe europee, ad avere la meglio sui norvegesi del Vålerenga ma dovranno far strada al Galatasaray. Ne scaturisce un ticket per la Coppa UEFA della medesima stagione, nella quale a Mladá Boleslav ci lascia le penne nientemeno che l’Olimpique Marsiglia che in casa dei cechi cade 4-2 non riuscendo ad andare oltre un 1-0 al Vélodrome: al Girone il Mlada arriva in maniera sorprendente, e pur arrivando quarto non sfigura con Villarreal, Rapid Bucarest, Paris Saint-Germain e Hapoel Tel-Aviv.

La stagione 2007/2008, in realtà, è meno esaltante delle precedenti per i cechi che in Campionato sono protagonisti di un deludente avvio di stagione; a farne le spese è il tecnico Ludvík Zajíc, esonerato ad inizio settembre dopo aver messo insieme quattro punti in quattro partite. A raccoglierne il testimone arriva Zdeněk Ščasný, che mette insieme due pareggi prima di ospitare il Palermo nel Turno Preliminare di Coppa UEFA.

LA DOPPIA SFIDA
Dopo il pari imposto al Barbera dal Torino, il Palermo di Colantuono vola in Repubblica Ceca per sfidare i locali il 20 settembre del 2007. I rosanero atterrano a Mladá Boleslav con gli uomini contati nel reparto arretrato, tanto che Barzagli è costretto agli straordinari in una difesa completata da Rinaudo, Diana e Zaccardo; in attacco, invece, il fiato lo tira Miccoli che siede in panchina con il compito di fare gol affidato a Cavani e Brienza con l’ausilio di Bresciano e Janković sugli esterni del centrocampo a quattro.

Il gol, in realtà, il Palermo in Repubblica Ceca non lo sfiora quasi mai: l’iniziativa è costantemente in mano ai ragazzi di Ščasný che, pur risultando tecnicamente inferiori al Palermo, tengono costantemente il pallino del gioco in mano in forza di una migliore condizione atletica . Di calcio, in campo, le tracce sono tendenti allo zero: un colpo di testa di Taborsky non inquadra il bersaglio ma, di fatto, è uno dei brividi principali della prima frazione.

Nel secondo tempo la musica non cambia: i padroni di casa ci provano con lena sicuramente più apprezzabile del Palermo, ma i tentativi dei cechi risultano infruttuosi: Mateyovski e Taborsky ad andare più vicini a spezzare l’equilibrio per i locali. Il Palermo è spuntato e privo di grandi idee, sicché Colantuono si gioca la carta Caserta: l’ex-Catania, in campo per un opaco Brienza, si mette subito in evidenza non sfruttando al meglio un’interessante palla gol salvo però riscattarsi nel finale di gara. Proprio di Caserta, infatti, il cross che al 90’ trova la deviazione vincente di Janković che apparentemente chiude partita e qualificazione in favore del Palermo.

Il 5 ottobre del 2007, al Barbera, Palermo-Mladá Boleslav è uno spettacolo per pochi intimi: meno di 7mila i presenti sugli spalti dell’impianto siciliano per quella che, teoricamente, è una semplice formalità. Rispetto allo Starting-XI dell’andata Colantuono cambia i due terzini (Cassani e Capuano per Diana e Zaccardo) e il centrocampo diventa un rombo nel quale Bresciano, con Miccoli infortunatosi nel riscaldamento, fa da tramite tra la mediana e l’attacco composto da Amauri e Cavani. Il Mladá Boleslav, costretto a centrare l’impresa, scende in Sicilia con un 3-4-3 che di fatto darà parecchi grattacapi ai locali.

La partita, se possibile, è ancora meno entusiasmante di quella di andata: il Palermo delude le aspettative risultando lento e incapace di offendere, mentre il Mlada chiamato alla rimonta non va aldilà di un tentativo di Kysela in avvio di gara. Di appunti se ne prendono pochini anche nella ripresa, dove dopo una mezz’oretta piuttosto sonnolenta Cavani scuote il pubblico di Palermo andando vicino al gol dell’1-0. I rosanero sembrano scuotersi nel finale di gara, con Simplicio, Cavani e Janković vicini a blindare la qualificazione; quando si attende solo il fischio che mandi le squadre sotto la doccia, il Mlada gela il poco pubblico rosanero trovando in mischia (e con un sospetto fuorigioco) il gol che incredibilemente spedisce le squadre ai supplementari.

Sedláček in spaccata sul secondo palo pareggia il gol di Janković. Tra lo sgomento di giocatori e sostenitori del Palermo si aprono i tempi supplementari, dove Diana si illude di trovare il gol del 1-1 ma di testa timbra la traversa su pennellata di Simplicio. Il legno del terzino della Nazionale aumenta il rammarico dei rosanero, perché la contesa non si sblocca più trascinandosi fino ai calci di rigore; la lotteria, spietata per definizione, finisce per premiare gli ospiti. Nel Mlada fallisce infatti solo Rolko, mentre Cavani e Caserta cestinano il loro mandando incredibilmente il Mladá Boleslav ai Gironi di Coppa UEFA.

…E POI?
Come la stagione precedente, anche la 2007/2008 sarà avara di emozioni per il Palermo. Al rientro in Italia i rosanero infilano cinque pareggi consecutivi e, nonostante qualche scalpo di prestigio come quello ottenuto sul Napoli, non riescono mai a dare continuità al proprio cammino tra i confini nazionali. All’indomani dello 0-5 di Torino contro la Juventus Colantuono è esonerato e sostituito da Guidolin a dicembre del 2007, ma il tecnico friulano non imprime il desiderato cambio di rotta a un Palermo che anche in Coppa Italia è eliminato al fotofinish (dall’Udinese). Salta Guidolin e si inaugura Colantuono-bis che, in sella fino alla fine, condurrà i rosanero all’11/o posto che dal ritorno in Serie A del 2004 rappresentano il peggior piazzamento dell’era Zamparini.

Anche la stagione del Mladá Boleslav sarà incolore in patria, come testimonia il 7/o posto finale, ma in Coppa UEFA i cechi non sfigurano: pur non superando il girone, infatti, i carnefici del Palermo terminano quarti un girone comprendente Fiorentina (sconfitta 2-1), Villarreal (sconfitta 2-1), AEK Atene (sconfitta 0-1) ed Elfsborg sul cui campo i cechi si impongono 3-1 centrando l’unica vittoria del proprio percorso nel girone.

Quella Coppa UEFA, come già raccontato, sarà ad appannaggio dello Zenit San Pietroburgo: Dick Advocaat condurrà i russi al successo nella seconda manifestazione europea per club piegando in finale 2-0 i Glasgow Rangers che in semifinale ottengono lo scalpo della Fiorentina. Detto di Viola e rosanero, ultima italiana a partecipare è la Sampdoria che, come raccontato nello scorso episodio di Eurotonfi, centra una rovinosa eliminazione al Primo Turno contro i danesi dell’Aalborg.

EUROTONFI – L’Italia e la Coppa UEFA: ci eravamo tanto amati