Mendy consegna a Zidane la seconda vittoria contro Gasperini

Nonostante la sconfitta, la Champions League ci ha regalato un’Atalanta eroica di fronte a un Real Madrid galattico, almeno sulla carta. I nerazzurri hanno limitato i danni in inferiorità numerica, in una gara di Champions League. Lo 0-1 non deve demoralizzare la squadra di Gasperini che cercherà sicuramente di ribaltare la situazione al Santiago Bernabeu.

La gara degli ospiti, aiutati dal rosso precoce di Freuler, aldilà della decisione giusta o sbagliata, non è stata caratterizzata da grande spettacolarità. A onor del vero nel primo tempo c’è stata perfino qualche incursione, non efficace, di Zapata e Muriel. Tuttavia di tiri nella porta di Courtois non ne sono arrivati. Ai bergamaschi non accadeva da aprile 2019, contro l’Inter, di non effettuare nemmeno un tiro nello specchio, mentre due sono stati i tiri totali.

I salvatori dei madrileni sono stati semplicemente i padroni della fascia sinistra blanca, Mendy e Vinicius JR. Perfino la regia si è confusa nel momento dell’ammonizione, mostrata dall’arbitro Stieler al primo, riprendendo il brasiliano con il nome del francese in sovrimpressione. Il difensore è stato colui che effettivamente ha sbloccato una partita molto chiusa, ben riorganizzata dall’allenatore atalantino.

Lui ha tratto in inganno Freuler, entrato in modo falloso per interrompere la sua avanzata. Le discussioni sul se fosse solamente un’azione promettente (SPA), quindi un giallo, o un’azione chiara da rete (DOGSO), quindi rosso, si sprecano. Mendy senza il centrocampista nerazzurro, primo svizzero e primo atalantino espulso in una fase a eliminazione diretta della UCL, nei pressi avrebbe potuto sviluppare teoricamente un tiro verso la porta. Tutto sarebbe dipeso dalla posizione di Djimsiti, non nella scia, ma comunque vicino all’azione, potendo così recuperare l’attaccante. Perciò l’episodio è molto dubbio e ambiguo.

Nonostante le polemiche e l’inizio in salita, l’Atalanta ha mostrato eroismo nel difendersi, rialzandosi sulle gambe ritte. Toloi e Djimsiti non hanno avuto paura di contrastare Lucas Vazquez e Vinicius, rischiando l’ammonizione. I due capisaldi della difesa hanno chiuso in modo asfissiante il primo, mentre l’esterno carioca è stato un po’ più scaltro nei suoi dribbling. Sulle sue conclusioni tuttavia si sono intraviste delle imprecisioni, anche da distanza ravvicinata, per la gioia di Gollini. Il portiere dei padroni di casa si è distinto in qualche occasione, non riuscendo però a schivare la palla decisiva del match.

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Mendy ha scagliato una sassata potente e soprattutto angolata proprio nei minuti finali. L’assedio spagnolo nel secondo tempo, seppur poco preciso, ha mostrato una grande voglia di vincere, sfiorando più volte i pali. Il gol del terzino è il primo dalla distanza di un difensore in Champions per il Real Madrid da aprile 2018, quando Marcelo figurava tra i marcatori nel 2-1 ai danni del Bayern. Non è un caso che Mendy sia il successore proprio dell’ormai ex calciatore della Seleção.

Tuttavia la rete è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione molto buona, fatta di 83 tocchi e 59 passaggi eseguiti, con una precisione dell’89%. Casemiro, in una posizione più centrale all’azione, ha registrato dei numeri quasi uguali. Così, grazie a un uomo partita inaspettato, Zidane ha sconfitto di nuovo Gasperini. Il primo successo dell’ex campione del mondo arrivò proprio ai tempi della Juventus, quando segnò di punizione nel 7-2, in un’amichevole, davanti alla Primavera bianconera allenata dal Gasp.