Brasile, Hernán Crespo riparte dal São Paulo tra alcune incognite

Hernán Crespo ha da poco firmato un biennale con il São Paulo da circa 2 milioni di euro a stagione. Dopo il trionfo in Copa Sudamericana con il Defensa y Justicia, ha così lasciato l’Argentina per nuovi stimoli in Brasile. Tuttavia al Tricolor è in atto una rivoluzione societaria. La situazione del club paulista, che non vince da ormai 9 anni un trofeo, è immersa nell’incertezza.

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L’ex fuoriclasse del Parma troverà al suo arrivo un clima teso nello spogliatoio. Quando, perché non c’è ancora una data precisa per l’inizio del suo lavoro. A fine febbraio il Brasileirão dovrebbe terminare e il Paulistão cominciare. Al comando nelle ultime giornate del campionato nazionale ci sarà Marcos Vizolli sicuramente, diventato allenatore ad interim, dopo l’esonero di Fernando Diniz.

Questi ultimi aveva uno stile di gioco simile a quello di Crespo. Tanta velocità, molto pressing e aggressività. Lo stesso Muricy Ramalho, leggenda e ora coordinatore sportivo del São Paulo, ha affermato di aver cercato il tecnico argentino proprio per queste tre caratteristiche. Sintomo di come le cose non andassero male a Diniz per questioni tattiche, ma per problemi di spogliatoio. Fino a fine 2020 i risultati erano stati pure soddisfacenti.

La squadra ha tentennato, intraprendendo una lunga striscia negativa, quando l’allenatore mineiro ha mostrato le sue fragilità nel mantenere gli animi calmi. Attualmente il São Paulo non vince da ben 8 gare. Gli insulti a Tchê Tchê in campo nella sconfitta contro il Red Bull Bragantino gli sono costati cari. Da questo punto di vista il carisma, forgiato in Europa, di Hernán Crespo può aiutare a mantenere gli equilibri.

Tatticamente non ci saranno sorprese o significativi cambiamenti. Tuttavia si dovrà valutare della posizione di Dani Alves. Nel Vecchio Continente il nuovo comandante são-paulino o si è costruito anche un’esperienza tale da non spaventarsi davanti a grandi campioni. Relazionarsi con il capitano e il simbolo della formazione tricolore, sarà molto più facile per Crespo, grazie alla sua fama, che per Diniz.

Il giocatore più titolato di sempre, una volta tornato in Brasile, ha “imposto” di giocare in mediana. Il ruolo più libero e di costruzione ha dato alcuni frutti, soprattutto alla prima stagione. Però ha sollevato molti dubbi. Le prestazioni, per quanto accettabili, non hanno convinto del tutto.

La puntigliosità di Dani Alves di essere schierato a centrocampo ha portato perfino a spostare Tchê Tchê, altro mediano, sulla destra in emergenza. Contro il Flamengo quest’anno, pur avendo uno dei migliori terzini della storia in campo e pur di accontentare le sue richieste, sulla fascia ha giocato uno che quel ruolo non lo aveva mai fatto.

Crespo quindi, se lo riterrà opportuno, non si farà molti scrupoli a mettere in chiaro le cose. Anche se davanti avrà atleti di fama mondiale. Avere alle spalle una carriera calcistica rosea, in questo senso sarà di grande aiuto. Sommando a ciò un mercato di tutto rispetto, il São Paulo può competere per tornare ai fasti di un tempo. Solo che anche qui c’è un “ma”.

La nuova gestione, appena cominciata, di Casares ha un futuro ancora indefinito. L’inizio della riformulazione dell’organigramma dirigenziale ha sancito l’addio di Raí e l’arrivo di Muricy. Il nuovo presidente ha promesso di accontentare il tifoso, anche sul mercato. In attacco si chiede una nuova punta prestante. Pablo non dà garanzie e la vendita di Brenner ha lasciato un posto vuoto. Al momento non ci sono piste calde, ma nel prossimo futuro urge un ingente investimento sul mercato.