Mesut Özil e la sua altalenante avventura all’Arsenal

L’avventura di Mesut Özil all’Arsenal sembrerebbe ormai al capolinea dopo quasi otto anni di alti e bassi. Alla finestra ci sono due club particolarmente interessati, i turchi del Fenerbahçe e gli americani del DC United. Il 32enne, in scadenza di contratto a giugno, non disputa una partita dallo scorso 7 marzo. Nell’occasione fornì un assist per Lacazette contro il West Ham sconfitto 1-0.

Sbarcato in Inghilterra nel 2013 dopo l’acquisto di Gareth Bale da parte del Real Madrid, si era mostrato in grande forma. Florentino Perez, nonostante gli 80 assist in appena tre stagioni, decise di venderlo per riequilibrare i conti, data la spesa di 100 milioni per il gallese. Equilibrio è la parola giusta anche per descrivere quello che è sempre mancato nella sua carriera. Perciò all’epoca Carlo Ancelotti gli preferì un più equilibrato Angel Di Maria.

Con i londinesi ha all’attivo ben 5 trofei, che diventano sei se si conta anche l’FA Cup della scorsa stagione, 44 gol e 77 assist in 254 partite. Negli anni è cresciuto molto dal punto di vista delle realizzazioni, rendendosi un protagonista assoluto. Tutti ricordano quella fantastica azione contro il Ludogorets in Champions League. Nella prima fase del girone mise una tripletta nella porta dei bulgari nella vittoria per 6-0. Al ritorno trascinò verso la rimonta la propria squadra sotto di due gol.

Quasi a partita terminata si buttò in attacco in solitaria, dribblando con un pallonetto il portiere e lasciando per terra due difensori con una lieve finta. Si fatica ancora a capire come quella stupenda rete non abbia vinto qualche riconoscimento individuale. Si fatica anche come un atleta con quelle doti sia finito ai margini dell’Arsenal nel culmine della propria vita professionale.

Özil ha alternato traguardi importanti traguardi a colpi bassi per la sua carriera. Due esempi lampanti sono il trionfo ai mondiali nel 2014 con la Germania e i problemi alla schiena, nelle ultime due stagioni, avuti per le troppe ore passate ai videogiochi. Oppure c’è anche il rifiuto del taglio dello stipendio durante questa pandemia. Mentre il club inglese annunciava il licenziamento di 50 impiegati, lui non voleva rinunciare al 12,5% del proprio salario da 350mila sterline a settimana, circa 20 milioni di euro all’anno. In questi ultimi mesi però ha chiesto anche un prestito dalla Banca d’Inghilterra. Ciò spiegherebbe questo suo comportamento, presagendo una situazione economica non rosea.

Negli ultimi due anni il suo rendimento è calato in modo tangibile, producendo solo 7 gol e 6 assist. Le presenze da titolare sono diminuite di conseguenza, relegandolo ogni volta di più ai margini del progetto. Con Mikel Arteta il feeling non è mai sbocciato, mente quello con i tifosi si è incrinato. Perciò a oggi si è ritrovato fuori rosa, tagliato dalla lista dell‘Europa League e da quella della Premier.

Le ragioni tattiche e i rapporti con tifosi e allenatore potrebbero non essere l’unico motivo per tenere fuori rosa il centrocampista. Özil, musulmano praticante, ha anche danneggiato l’immagine dell’Arsenal in Cina, schierandosi a favore della causa degli Uiguri imprigionati nei campi di lavoro. Dopo questa presa di posizione nel Paese asiatico il calciatore è stato tolto da tutte le copie di un noto videogioco di calcio. Adesso non resta che aspettare quali scelte farà per il suo futuro. Scelte che molto probabilmente non lo riporteranno più ai fasti di un tempo.