Tuchel esonerato, ma da miglior allenatore della storia del PSG

Alla vigilia di Natale è arrivato l’esonero di Thomas Tuchel da parte del Paris Saint Germain. Il tecnico tedesco termina la propria avventura in Francia proprio come l’aveva iniziata, con un 4-0. Nell’agosto 2018 aveva trionfato nel Trophée des Champions, la supercoppa nazionale, contro il Monaco. All’epoca era parso un ottimo traguardo, mentre ieri lo stesso risultato sullo Strasburgo in Ligue 1 non è bastato a salvargli la panchina.

L’inizio di stagione era stato molto travagliato per i parigini, per le tante essenze date dal Covid. All’esordio in campionato infatti sono andati a perdere 1-0 in casa del Lens, sorpresa del campionato e neo-promosso. La squadra era scesa in campo con vari giovani e seconde linee. Il trio delle meraviglie M’Bappé, Neymar e Di Maria era stato lasciato a casa in isolamento. Si sono poi aggiunte ulteriori sconfitte, quelle contro tre pretendenti al titolo: Marsiglia, Monaco e Lione. Questi ultimi al momento sono in testa, mentre il PSG è terzo, con la rosa spettacolare che si ritrova.

Tra le partite tragiche, c’è quella contro i monegaschi. Che con Volland, due volte, e Fabregas hanno ribaltato lo 0-2 nell’ultimo quarto d’ora. Quella di farsi rimontare il vantaggio è un difetto visto anche in Champions League, durante la terza giornata contro il RB Lipsia. I teutonici si sono così vendicati per la scorsa edizione, dove il PSG si era qualificato ai loro danni in finale.

Nonostante gli ultimi insuccessi, Tuchel è sicuramente stato il miglior allenatore che la storia della società abbia avuto. Almeno a livello continentale, è stato l’unico a portare la squadra in un atto finale di questa competizione. Sembrava potesse essere fattibile l’impresa contro il Bayern del suo connazionale Hansi Flick, sopperendo poi di fronte all’ex Coman. “Ci riproveremo l’anno prossimo” si saranno detti negli spogliatoi. Tuttavia a riprovarci sarà Mauricio Pochettino, che probabilmente li guiderà agli ottavi nel doppio confronto con il Bacellona.

Questi primi mesi non sono comunque da buttare per Les Parisiens. Il tedesco ha implementato un gioco con una vera identità nei due anni e mezzo di permanenza. Nessuno ci era riuscito prima. Ha fatto crescere Marquinhos, diventato una bandiera per i tifosi, dandogli grande versatilità. Il brasiliano ormai è un mediano completo. Le caratteristiche individuali (fin troppe) si sono finalmente unite, anche se in modo parziale. In questo 2020 ha rivitalizzato Moise Kean dopo un periodo da dimenticare all’Everton. L’attaccante di Vercelli ha messo a segno ben 9 reti in sole 16 presenze, trovando una media di un gol ogni 116 minuti.

Il 47enne in questa parentesi della sua carriera ha anche ampliato il suo palmares. Ha riempito la sua bacheca in salotto con due campionati, due supercoppe, una coppa nazionale e una coppa di lega. Spesso si sottovalutano i trofei al PSG, sottovalutando il calcio francese, dimenticando che vincere non è mai scontato. In 127 incontri ha totalizzato ben 96 vittorie, segnando ben 348 gol, quasi tre ogni partita. Il tasso di 75,6% di successi in campionato è il più alto di sempre. Oggi perciò si svincola uno degli allenatori più interessanti del panorama europeo. Molte squadre, anche in Italia, potrebbero pensare di affidargli il comando.