Tre motivi per continuare a credere nel Parma di Liverani

Dopo aver ottenuto due brillanti salvezze nell’ultimo biennio, la partenza del Parma nell’attuale Serie A non è stata all’altezza delle precedenti: gli uomini di Liverani, dopo otto turni, occupano la diciassettesima posizione con 6 punti all’attivo, frutto di una vittoria, tre pareggi e ben quattro sconfitte. I ducali, inoltre, sono una delle peggiori difese del campionato con ben sedici reti al passivo: quasi un paradosso, se si pensa che nella precedente gestione targata D’Aversa la fase difensiva era il vero marchio di fabbrica della squadra. Il successo nel massimo campionato italiano manca da un mese e mezzo, dopo queste prime gare è lecito porsi una domanda: la selezione emiliana rischia la retrocessione? Al netto di sorprese no, perché presto potrebbe venir fuori e uscire dalle zone meno nobili della classifica: sono tre i principali motivi che possono lasciare immaginare il più ottimistico degli scenari, ovvero il raggiungimento della salvezza (con una certa tranquillità o quasi).

Per prima cosa bisogna partire proprio da Fabio Liverani, attuale tecnico dei gialloblù. Di fatto ha avuto poco tempo per lavorare con i suoi ragazzi, in quanto oltre alle tempistiche già molto ristrette a livello di calendario, è stato ufficializzato sulla panchina della sua attuale squadra solo il 28 agosto, decisamente tardi se si pensa che il campionato è iniziato solo il 19 settembre successivo. In mezzo, inoltre, c’è stata la pausa per le nazionali che gli ha praticamente portato via i suoi uomini migliori: in un contesto del genere è risultato impossibile lavorare sui suoi propositivi concetti di gioco.

Non gli sono stati di aiuto nemmeno i problemi societari, che hanno portato il Parma a essere acquistato da Krause il 18 settembre: questo ha portato a un mercato praticamente immobile per gran parte della sua durata, con gli acquisti che sono stati ufficializzati solo nell’ultima settimana disponibile prima della chiusura della sessione estiva. E con la successiva pausa per le nazionali nella prima metà di ottobre il tempo per integrare i nuovi non c’è mai stato, riproponendo un po’ la situazione venutasi a creare nel mese precedente: il neo allenatore della selezione emiliana ha avuto la necessità di dover buttare nella mischia una squadra ancora non del tutto integrata, che a fronte delle difficoltà presentatesi non è riuscita a vincere nell’ultimo mese.

Ma nonostante la falsa partenza la rosa ducale può tranquillamente ambire alla salvezza, perché ben assortita e con una discreta esperienza per ben figurare in Serie A, se si pensa che l’ossatura del precedente biennio è rimasta al servizio di Liverani: in porta Sepe è un buon portiere ed è garanzia di rendimento, in difesa si può disporre dell’esperienza di Bruno Alves e della crescita di Gagliolo, a centrocampo Kucka e Kurtić sono validi elementi mentre Inglese, Gervinho e Cornelius sono i terminali offensivi della squadra e avranno il compito di segnare quanti più gol possibili. Senza dimenticare il buon lavoro fatto in sede di mercato dal direttore sportivo Carli, che ha saputo puntellare l’organico parmense con acquisti sulla carta interessanti il cui valore va però effettivamente valutato sul campo: la difesa è stata rinforzata con Osorio e Busi, a centrocampo è arrivato Cyprien dal Nizza (autore di belle stagioni in Francia) con il giovane Sohm, mentre per la trequarti la novità è stata Brunetta, argentino classe ’97 che ha saputo mettersi in mostra nelle scorse ore in Coppa Italia, contro il Cosenza, a cui ha segnato una doppietta.

I rinforzi sono arrivati e vanno ad aggiungersi alla buona base già presente da alcuni anni: potrebbe essere necessario ancora un po’ di tempo per vedere il vero Parma, ma adesso Liverani ha tutto il tempo e il materiale tecnico per modellare la squadra secondo i suoi concetti di gioco. E se verranno fuori bene i ducali riusciranno a fare i punti necessari per allontanarli dalla zona retrocessione ottenendo magari la terza salvezza consecutiva.