#Fiordinorvegesi

Dal titolo si potrebbe sospettare che intendiamo parlare delle strette insenature tipiche del paesaggio norvegese. Ma stavolta no, siete fuori strada. Oltre a queste bellezze naturali la Norvegia possiede un altro piccolo grande tesoro. Ha fior… di giocatori giovani che potrebbero permettergli di aprire finalmente un ciclo e di ambire, quantomeno, a partecipare a uno dei prossimi appuntamenti internazionali.

Va detto che la Nazionale norvegese non ha una gran tradizione. Sono i numeri a testimoniarlo: nella sua storia ha partecipato solo tre volte ai Campionati del Mondo (1938, 1994, 1998) e addirittura solo una ai Campionati Europei (2000). Inoltre qualche settimana fa ha fallito ancora una volta la qualificazione all’appuntamento continentale, venendo eliminata nella semifinale degli spareggi dalla Serbia. Eppure qualche giocatore di talento ha vestito la maglia rossa degli scandinavi: l’eclettico terzino Riise, gli attaccanti Solskjaer e Carew, la torre Flo, spauracchio dell’Italia di Maldini ai Mondiali del ’98.

Nel weekend calcistico appena passato abbiamo assistito a un vero e proprio exploit dei giovani scandinavi. Erling Haaland ha siglato un poker nella partita vinta dal Borussia Dortmund contro l’Herta Berlino. Anche se le sue prestazioni e la sua prolificità non sono più una sorpresa, il centravanti ha una media “sconcertante”: 30 gare con la maglia giallonera, 31 gol. Nel Milan è andato a segno Jens Petter Hauge, classe ’99 che aveva fatto innamorare Maldini nella gara dei preliminari di Europa League contro il Bodø/Glimt. Senza scordare Morten Thorsby, autore del terzo gol stagionale e ormai titolare fisso nella Sampdoria di Claudio Ranieri. Ai giocatori sopra citati si aggiunge un altro nome di un certo fascino: il fantasista del Real Madrid Martin Ødegaard, che pur non avendo segnato sembra aver trovato finalmente la sua dimensione dopo qualche anno in giro per l’Europa. La Norvegia ha di che sorridere.