La gioia del Gasp, i (tanti) pensieri di Conte

C’erano due nerazzurre in campo, ieri sera. Una sola ha convinto, quella meno quotata. È una notizia? Sì, indubbiamente: che tra Inter e Atalanta, a vincere all’esordio in Champions League sia stata la Dea, beh: se non è una notiziona, quasi.

Una bella reazione, quella dei bergamaschi, dopo la sconfitta del San Paolo: prima trasferta europea e primi tre punti, battuti i campioni di Danimarca in carica, un 4-1 netto e, fidatevi, assolutamente non facile. Perché se per valori in campo il Midtjylland è da considerarsi assolutamente inferiore, quella danese è una squadra costruita con criterio, attenzione, intelligenza, strategia: il giovanissimo presidente, Rasmus Ankersen, utilizza modelli matematici per costruire la rosa del Midtjylland. Ovvio: anche economicamente, l’Atalanta è di un’altra categoria, di un altro pianeta. Ha affondato il colpo, con Duván, il solito Papu Gómez, Muriel, anche Mirančuk: lo scorso anno, fu 0-4 a Zagabria. Quest’anno, 4-1 in Danimarca. Partenza giusta per Gasperini in Europa, e ora testa al campionato, per invertire la tendenza dopo il weekend orribile di Napoli.

Dicevamo, che non ha convinto l’Inter, assolutamente: del tutto impacciata, la squadra di Conte, e arrugginita. Privata anche del talento di Hakimi, positivo al Coronavirus alle 17 di ieri dopo una mattinata di allenamento in gruppo (e ora? aspettiamoci altri positivi), buono l’innesto di Darmian al suo posto. L’ex United, una delle note liete ina una serata in cui Lukaku ha fatto il Lukaku, Lautaro ha provato a fare il massimo nel tempo (poco) che ha avuto, tutti gli altri… beh: tante cose da rivedere. E male soprattutto coloro che dovrebbero essere le colonne della squadra secondo Conte (Vidal, in primis. Kolarov, subito dopo). Il 2-2 di San Siro contro il Borussia Mönchengladbach ha sottolineato ancora i problemi di questa Inter lungi dall’essere quella che ha in testa, in primis, il suo allenatore.

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