Brescia e la continuità che ancora manca: l’obiettivo promozione passa dal ritorno degli assenti

L’obiettivo dichiarato da tutti è chiaro: la Serie A. Dopo la retrocessione della passata stagione il Brescia è chiamato all’immediata risalita e nemmeno il presidente Cellino si nasconde dietro la sua scaramanzia. Il precoce esonero di Del Neri e il ritorno di Lopez non fanno altro che confermare la tesi: è assolutamente vietato fallire.

E così il debutto dell’allenatore uruguaiano rappresentava una prima prova del nove: pienamente superata perché imporsi 3-0 contro il Lecce non è da tutti. Bel gioco, squadra alta e ottima organizzazione facevano intravedere una buona base di partenza per inanellare una serie di risultati positivi per risalire in classifica. E invece, contro il ChievoVerona, è arrivato un altro passo falso.

Un netto passo indietro rispetto alla giornata precedente: mai in partita, il Brescia è stato dominato dalla formazione scaligera che si è imposta con il minimo scarto facendo di fatto distanziare la vetta della classifica a sei punti. Niente di irrimediabile, ma senza un po’ continuità l’obiettivo della promozione è utopistico. La cadetteria è infatti un campionato tosto, quest’anno più del solito, che non permette errori.

Il Brescia però qualche attenuante ce l’ha: i tanti infortuni per esempio e i due casi Covid hanno pesato molto sulla rosa. Torregrossa e Ragusa, due pezzi pregiati della squadra, sono risultati positivi al tampone, mentre Bisoli e Cistana stanno piano piano recuperando da due lunghi infortuni. In difesa Lopez può comunque contare su un reparto numeroso composto da Chancellor, Mangraviti e Papetti in mezzo e Matějů, Martella e Sabelli sull’esterno, così come a centrocampo può permettersi di lasciare fuori rosa Bjarnason potendo schierare Dessena, van de Looi, Łabojko e Ndoj.

L’attacco sembra essere il reparto meno performante: Donnarumma e Ayè sono gli unici giocatori schierabili in attesa del neo acquisto Friðjónsson. I gol messi a segno dalla squadra infatti sono soltanto quattro, di cui tre nella stessa partita e due firmati da un centrocampista. Resta quindi il gol a testa proprio dei due attaccanti; se la difesa, con Joronen sempre attento, se la cava egregiamente, ci si aspetta qualcosa in più davanti. Manca anche la trequarti, ovvero Špalek, Skrabb e Zmrhal, quei giocatori che dovrebbero unire centrocampo e attacco fornendo assist: per ora nessuno è riuscito a mettersi in mostra.

Ora Lopez deve trovare la quadra: serve continuità per mantenere sempre alto il morale e inanellare buoni risultati. La classifica per ora non piange, ma avere il fiato sul collo di Cellino non sarà facile: il presidente ha in mente solo la Serie A, guai a non raggiungerla.

Condividi
Nato a Brescia nel marzo del 1992, ama lo sport in generale, soprattutto calcio, tennis e motori. Pratica i primi due a livello amatoriale senza grandi risultati. Appena può, ama seguire gli sport "dal vivo".