Tonali-Bakayoko, il Milan ragiona da grande

Che il Milan avesse bisogno di qualche rinforzo a centrocampo, era noto. Che investisse una sessantina di milioni in un reparto in cui già disponeva dei due titolari, questo non lo avrebbe immaginato nessuno. Tonali e Bakayoko sono due trattative non ancora ufficiali, è vero, ma sembrano entrambe in dirittura d’arrivo. Nella conferenza stampa di inizio stagione Maldini aveva tenuto un profilo basso, spiegando come il Milan, in questa sessione di mercato, avrebbe provato a puntellare la rosa, ma senza grossi nomi. Tonali e Bakayoko, scelti per essere inseriti nella rotazione del centrocampo rossonero in una stagione molto impegnativa a livello di numero di partite, sono invece nomi pesanti.

Ci si sarebbe aspettati un focus maggiore sulla fascia destra, sia nel ruolo di terzino che di ala, su un centrale di difesa e un attaccante di riserva per far rifiatare Ibra, e invece Maldini e Massara hanno sorpreso un po’ tutti andando a chiudere (o quasi) con due centrocampisti di livello, che difficilmente si possono catalogare come “riserve” di Bennacer e Kessié. Evidentemente, nella mente di Pioli e della dirigenza, la cerniera di centrocampo è troppo importante. Bennacer e Kessié hanno dimostrato tutto il loro valore in coppia e si poteva pensare di puntare tutto su di loro, incrociando le dita su infortuni e cartellini, contando di farli rifiatare con giocatori come Krunić e Pobega. E invece no, i rossoneri vogliono essere sicuri di poter disporre lungo tutta la stagione di un centrocampo di primissimo livello, fatto di muscoli, tecnica e corsa.

Si potrebbe pensare che era meglio investire quei soldi in un ala destra di alto livello (ma non è detto che non accada, dal momento che stanno iniziando i rumors su uno scambio Paquetá-Chiesa) o su un terzino più affidabile di Conti e Calabria. Analizzando il Milan di questo 2020, però, ci accorgiamo di come Pioli abbia impostato la squadra in maniera in un certo senso asimmetrica: a sinistra ci sono due treni come Theo e Rebić, molto votati all’attacco. A destra invece i rossoneri sono più prudenti e dediti al lavoro sporco, di conseguenza chi gioca su quella fascia dev’essere principalmente un “onesto mestierante”. Così si è creato l’equilibrio di squadra: un asse centrale quasi intoccabile composto dalle coppie Kjær-Romagnoli, Kessié-Bennacer e Çalhanoğlu-Ibrahimović, una fascia in cui si attacca come forsennati e una fascia che compensa le scorribande mancine. In questo senso, Castillejo e Saelemaekers sono giocatori molto funzionali: veloci, tecnicamente discreti e, soprattutto, macinatori di chilometri. Non bisogna dimenticare che il belga è un classe 1999, ha ampi margini di miglioramento e, in futuro, potrebbe anche essere trasformato in terzino di spinta. Carattere e umiltà per migliorare non sembrano certo mancargli. Il punto debole è forse proprio il terzino destro, perché Conti rimane un’incognita, mentre Calabria non sembra essere all’altezza, ma sicuramente la dirigenza rossonera sta lavorando anche in questo senso.

Giocare in un centrocampo a due è logorante, in quanto bisogna farsi il mazzo per supportare i quattro giocatori offensivi e fare da collante tra i due reparti; in quest’ottica, il doppio colpo che il Milan sta per sferrare sul mercato sembra una mossa intelligente e lungimirante. A differenza delle passate stagioni, in via Aldo Rossi sembrano avere le idee chiare e sembra esserci una gran sintonia tra società e allenatore. Le basi sembrano solide e il 4 ottobre si tireranno le somme, ma solo a fine stagione potremo valutare al meglio l’operato della dirigenza milanista.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.