Tour de France 2020, il vademecum delle tappe – 3/a puntata

Con la 3/a puntata si conclude il nostro vademecum delle tappe del Tour de France 2020. Oggi analizziamo le frazioni che vanno dalla quindicesima alla ventunesima.

Domenica 13 settembre 2020, 15/a tappa, Lione-Grand Colombiere, 175 km – Prima di ottenere l’ultimo giorno di riposo, i ciclisti dovranno affrontare una fatica domenicale, una delle tappe più severe di questa edizione. Un percorso tranquillo nei primi 100 km, poi in sequenza due salite di 1/a categoria: Montèe de la Selle de Fromentel 11,1 km all’8,1% con gli ultimi 3 km durissimi e il Col de la Biche 6,9 km all’8,9%. C’è da aspettarsi un vistoso gruppo di fuggitivi che cercherà di sfruttare queste asperità per arrivare con un discreto vantaggio sulla salita finale del Grand Colombiere, 17,4 km al 7,1% e punte al 12%. Su quest’ultimo tratto si attendono fuochi d’artificio tra i big di classifica.

Martedì 15 settembre 2020, 16/a tappa, La Tour du Pin Villard de Lans, 164 km – Inizia un’ultima settimana faticosissima da lasciare senza respiro. Si comincia con 5 GPM in una tappa nevrotica e adatta agli attaccanti fuori classifica. Si sale subito sul Cote de Virieu di 4/a categoria 2,3 km al 6,8% come antipasto della giornata. A metà percorso due salite di 2/ categoria decisamente interessanti: Col de Porte 7,4 km al 6.8% e Cote de Revel 6 km all’8%. A 20 km dall’arrivo un 1/a categoria per fare una dura selezione con il Montée de St Nizier du Moucherotte 11,1 km al 6,5 %. Infine l’arrivo in salita con gli ultimi 2 km a una pendenza media del 6,5%.

Mercoledì 16 settembre 2020, 17/a tappa, Grenoble-Meribel, 168 km – La giornata degli audaci e dei big di classifica. Ci sono solo due salite, entrambe però di hors category e decisamente lunghe. Gli appassionati saranno pronti sul divano perché dopo 90 km avrà inizio l’ascesa verso il Col de la Madeleine 17,1 km all’8,4%. Durissima nei primi 10 km, poi un breve tratto morbido prima del finale. In tanti scalderanno i muscoli e provvederanno a fare tatticismo studiando i rispettivi avversari. Al km 146,5 la situazione si farà bollente e il gruppo aumenterà le marce con l’inizio della salita che porterà fino all’arrivo finale posto sul Col de La Loze 21,5 km al 7,8%. A differenza della montagna precedente, ci saranno dei tratti iniziali impegnativi ma non faticosissimi; dal 17° km invece si inizierà a soffrire.

Giovedì 17 settembre 2020, 18/a tappa, Meribel-La Roche sur Foron, 168 km – Siamo arrivati all’ultima tappa di montagna. Per gli scalatori qui si giocano parte delle ultime carte per muovere la classifica o difendere un piazzamento. Cinque GPM tra cui due di 1/ categoria e un hors category. Sarà battaglia certa anche per la leadership della maglia a pois. Si affronteranno nell’ordine Cormet de Roselend 18,6 km al 6,1%, Cote de la Route des Villes 3,2 km al 6,6%, Col de Saisies 14,6 km al 6,4%, Col des Aravis 6,7 km al 7% e Montéè du Plateau des Gliéres 6 km all’11,2%.

Venerdì 18 settembre 2020, 19/a tappa, Bourg en Bresse-Champagnole, 160 km – Dopo tante salite e sofferenze, gli organizzatori hanno lasciato un venerdì di riflessione per la carovana. Un avvicinamento alla crono di sabato con un percorso adatto ai velocisti rimasti o a qualche attaccante in cerca di visibilità anche per la propria squadra. Una sola asperità di 4/a categoria, il Cote de Chateau-Chalon 4,3 km al 4,7%.

Sabato 19 settembre 2020, 20/a tappa, Lure-La Planche des Belles Filles, 36 km – Questo Tour avrà una sola cronometro in programma, inserita nella penultima giornata. Non sarà su un percorso totalmente pianeggiante, ma prevederà gli ultimi 6 km su un tratto in salita di pendenza media all’8,5% con l’arrivo sulla celebre La Planche des Belles Filles. Se i protagonisti arriveranno sabato con distacchi minimi, il divertimento sarà assicurato.

Domenica 20 settembre 2020, 21/a tappa, Mantes la Jolie-Parigi, 122 km – Cala il sipario con la tradizione passerella parigina lungo i Campi Elisi. Non ci sarà la grande affluenza di pubblico degli anni passati perché le restringenti normative anticovid lo vietano. Una festa più soft per celebrare però la volontà degli organizzatori e del mondo del ciclismo per essere riusciti a portare a termine una grande corsa a tappe in un’epoca così difficile e particolare come quella attuale.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.