La grande risposta di Cannon ai tifosi che hanno fischiato i giocatori inginocchiati in Dallas-Nashville

Se in Italia le vicende legate al movimento “Black Lives Matter” sembrano essere state decisamente messe in secondo piano da altre questioni, negli Stati Uniti non si sono ancora fermate le proteste, anche da parte del mondo dello sport. Ancora nel calcio, agli inizi di tutte le partite, calciatori e arbitri si ritrovano uniti nella protesta, inginocchiandosi prima dell’inizio delle partite e seguendo pienamente il modello mostrato qualche anno fa da Colin Kaepernick.

Ma la scena a cui si è assistito nella notte al Toyota Stadium di Frisco, nella sfida che opponeva Dallas a Nashville, ha lasciato a bocca aperta, provocando lo sdegno degli stessi giocatori. Un giorno importante per i padroni di casa, che non giocavano una partita da Marzo, essendo stati esclusi dal “MLS is Back Tournament” a causa dell’eccessivo numero di giocatori risultati positivi al Covid-19. Al momento dell’inno nazionale (alla MLS era stato chiesto di non suonarlo, ma si era deciso di farlo in caso di presenza dei tifosi negli stadi), i ragazzi in campo si sono inginocchiati, in segno di protesta.

Ma tra i circa 3mila tifosi presenti (negli Stati Uniti sono le leggi locali a stabilire l’apertura, anche parziale, del pubblico per le partite) sarebbero partiti alcuni fischi e “buu” rivolti verso quanto accadeva in campo. Un tifoso, addirittura, sarebbe stato trascinato fuori dallo stadio per aver lanciato una bottiglia d’acqua verso i giocatori inginocchiati.

Una vicenda che ha lasciato sconvolto soprattutto il difensore del Dallas Reggie Cannon, che non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio disgusto in conferenza stampa:

“Quanto è scandaloso tutto ciò? Hai dei tifosi che ti fischiano per persone che hanno preso una posizione per ciò in cui credono. Milioni di persone stanno supportando questa causa e abbiamo discusso con tutte le altre le squadre e la lega su che cosa avremmo fatto e ora ci ritroviamo con dei tifosi che ci fischiano nel nostro stesso stadio. È veramente disgustoso”.

“Come squadra, abbiamo provato a dare il massimo in campo e questi ultimi sei mesi sono stati un incubo per noi. Si è presentata l’opportunità di giocare stasera e purtroppo siamo delusi di non avere ottenuto la vittoria, ma io ero incazzato. Tutti quelli attorno a me lo erano. La prima cosa che mi ha detto Ryan Hollingshead (compagno di squadra, ndr) dopo che ci siamo rialzati è stata che gli dispiaceva.”

“Mi spiace per i nostri tifosi perché c’era qualcuno che gridava “USA”, ma non capiscono che cosa significhi inginocchiarsi. Non capiscono il perché lo facciamo, non ne capiscono le ragioni e pensano che siamo semplicemente degli ignoranti: questo è incredibilmente frustrante. Quando abbiamo deciso di inginocchiarsi sapevamo che cosa sarebbe accaduto. Questo dovrebbe dirvi qualcosa. Sapevo che avremmo incontrato dei riscontri negativi nell’avere una risposta unificata su ciò che sta accadendo. Questo è un problema.”

“Tutto ciò mi fa male perché amiamo i nostri tifosi. Amo questo club e voglio vedere da parte loro lo stesso supporto che la lega e tutti gli altri ci hanno dato. Appena ho sentito i fischi, ho provato ad andare avanti e sapevo che cosa ci avrebbe atteso. Metteremo da parte questa giornata e saremo ancora uniti nella nostra risposta, tutti sono uniti: neri, bianchi, arancioni, tutti sostengono questa causa.”

8 minuti e 46 secondi di silenzio in MLS

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.