Mercato Milan tra rinnovi, alternative ai titolari e una fascia da rifare

Diversamente dal solito, il mercato estivo del Milan si basa sul miglioramento della rosa e non sullo stravolgimento dell’undici titolare. La sensazione è che i rossoneri abbiano trovato, finalmente, il giusto assetto, che si basa su alcuni pilastri imprescindibili. Dopo tanti allenatori cambiati, tanti soldi scialacquati e giocatori non adeguati transitati per Milanello, il Milan ha un’intelaiatura di squadra consolidata e sulla quale poter fondare un progetto credibile. La scelta di confermare Pioli al timone della squadra è stata la conferma dell’intero gruppo, che comprende i giocatori più rappresentativi e i dirigenti di maggior importanza (il riferimento più ovvio è a Maldini).

Le grandi prestazioni offerte dopo il lockdown hanno evidenziato come il Milan possa già essere considerato come una squadra di ottimo livello, di conseguenza non servirà fare investimenti pesanti in ogni reparto per puntare a un posto in Champions League. Soprattutto, non sarà necessario fare cassa con i propri gioielli e ciò garantisce quella continuità che è mancata in questi anni. Meglio concentrarsi fin da subito nel blindare i propri punti di forza, dunque, specialemente quelli in scadenza di contratto. Se per le rivelazioni Bennacer e Theo Hernández ci si può limitare a rifiutare eventuali offerte dai maggiori club d’Europa, per quanto riguarda Ibrahimović, Çalhanoğlu e Donnarumma, l’imperativo è rinnovare nel più breve tempo possibile: questi tre giocatori hanno dimostrato di essere determinanti e la loro permanenza è necessaria per riprendere da dove si è terminato. Il Milan dovrà mettere mano al portafogli, anche se i ritocchi non dovrebbero essere drastici; ciò che conta di più è il progetto che dovrà convincere questi tre ateleti a sposare in toto la causa rossonera e c’è un solo modo perché ciò accada: dar loro la possibilità di calcare palcoscenici importanti. Ibra non ha ancora molti anni a disposizione per giocare a calcio e vuole sfruttarli al massimo per dimostrare a tutti quanto possa fare la differenza. Per gli altri due, invece, il discorso è diverso: entrambi sono giovani, ma entrambi iniziano a sentire l’esigenza di una vetrina importante, per potersi misurare con i migliori calciatori al mondo.

Risolta la questione rinnovi, che non dovrebbe trovare eccessivi intoppi dal momento che tutti e tre i calciatori sembrano felici di restare a Milano, la dirigenza rossonera potrà concentrarsi sul rafforzamento della rosa. Nell’undici titolare, la zona di campo che può essere più facilmente migliorata è la fascia destra; se il Milan vorrà comprare dei titolari, terzino destro e ala destra sono i due ruoli su cui dovrebbe puntare. Conti e Calabria hanno disputato un campionato di livello mediocre e non sembrano poter raggiungere il livello dei propri compagni. Spostandosi di qualche metro più avanti, la staffetta Castillejo-Saelemaekers ha permesso a Pioli di avere sempre giocatori di grande corsa a destra, ma in quanto a gol e assist i numeri sono piuttosto bassi. Si può dire che il Milan abbia una fascia devastante, quella sinistra, con la coppia Theo-Rebić, e una fascia di onesti mestieranti, quella destra. Per fare il salto di qualità, dunque, servirebbe una sorta di “altro Theo” sul binario di destra e un’ala capace di offrire lo stesso apporto in termini di corsa rispetto a Castillejo e Saelemaekers, garantendo però almeno una decina di gol. Il profilo perfetto, in questo caso, sembra essere quello di Chiesa. Pioli potrebbe anche puntare su Leão su quella fascia, tentando così di pescare il jolly dal mazzo e vincere la propria sfida personale, quella di far esplodere il ragazzo. In questo modo si risparmierebbero molti soldi, dal momento che si avrebbero due titolari come Leão e Rebić e due riserve molto valide, i due biondi citati in precedenza. Di conseguenza, la priorità numero uno è forse il laterale basso.

Oltre a questi due ritocchi all’undici titolare, il Milan ha bisogno di qualche riserva di livello in alcuni ruoli specifici: al centro della difesa serve un terzo difensore affidabile da affiancare a Romagnoli e Kjær, con Gabbia che potrebbe tranquillamente fare il quarto. Per quanto riguarda Duarte e Musacchio, potrebbero essere ceduti entrambi. A centrocampo sicuramente servirà un innesto importante: Bennacer e Kessié hanno dimostrato di essere due giocatori che si completano alla perfezione, ma non possono giocare tutte le partite in un’annata che dovrebbe prevedere anche l’impegno in Europa League. Un profilo alla Bakayoko, dal costo del cartellino che si aggira sui venti milioni e di stipendio sui 3 netti, potrebbe calzare a pennello. Come quarto potrebbe restare Krunić, sfortunato in questa stagione, altrimenti si potrebbe optare per riportare a casa Pobega. A sinistra serve un giocatore che possa far rifiatare Theo, ma se non dovessero esserci occasioni vantaggiose si potrebbe considerare di trattenere Laxalt. Come riserva di Çalhanoğlu al momento c’è Paquetá, ma bisognerebbe capire quale sarà il futuro del brasiliano. L’ultimo tassello da aggiungere sarebbe un vice Ibra, importantissimo vista l’età dello svedese. In questo caso sono due le strade percorribili: escludendo la possibilità di arrivare a un grande centravanti (a Ibra va garantita la titolarità indiscussa, dunque un big non verrebbe per fare panchina), o si acquista un giovane da far crescere al fianco di Zlatan, o si va su un’ala, ipotizzando così di spostare Rebić al centro dell’attacco in caso di necessità (il croato ha dimostrato di poter dire la sua in quel ruolo). Rumors delle ultime ore danno per fatto l’acquisto del classe 2003 Roback dall’Hammarby, attaccante svedese alto 1,86: seppur giovanissimo, questo giocatore potrebbe essere un giusto elemento da affidare al professor Zlatan.
 

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.