Buon Compleanno Italia ’90 – Germania-Olanda: un derby ai Mondiali

In questo Amarcord, che la nostra testata sta dedicando a Italia 90, non poteva mancare il derby Germania-Olanda del 24 giugno di trent’anni fa. Il motivo è semplice: la sfida di Milano non fu solamente uno snodo decisivo per il prosieguo della competizione, lanciando i tedeschi (alla loro ultima partecipazione alla competizione come Germania Ovest, considerando che la DDR aveva partecipato alle eliminatorie: la DFV – Deutscher Fuβball-Verband venne poi sciolta il 20 novembre di quell’anno) verso la finale di Roma.

Perché scriviamo derby? Basta leggere le formazioni in campo. E non solo: il fatto che venne giocata a San Siro fece, di questa sfida mondiale tra i Campioni d’Europa in carica (l’Olanda del trio milanista Gullit-Van Basten-Rijkaard) e la Germania (che schierava gli interisti Brehme, Matthäus e Klinsmann), una sorta di derby meneghino fuori stagione.

E poi, la data: il 24 giugno. Per il calendario cattolico, è San Giovanni. Trapattoni, ovviamente: l’allenatore dell’Inter dei record dell’anno prima, dopo essere stato, negli anni ’60, il cardine della Linea Maginot del Milan di Rocco, che aveva vinto tutto.

I Mondiali ’90, per Milano, sede della partita d’inaugurazione e di tante sfide dei giorni eliminatori, soprattutto della Germania (che gradiva la sede, potendo contare del sostegno dei tanti neutrali di fede interista), furono l’occasione di un grande rinnovamento. Dalla ristrutturazione dello stadio all’apertura della nuova linea 3 della metropolitana, oltre a diverse modifiche viabilistiche, l’eredità di Italia 90 sopravvive ancora, in città. Anni dopo, sarebbero venuti alla luce anche aspetti differenti e molto meno positivi: ma questa è un’altra storia.

Vennero coinvolti i giovani di allora, chiedendo loro una partecipazione volontaria allo sforzo organizzativo, per far fare bella figura alla città. Così anche noi, che ai tempi facevamo parte di una Pubblica Assistenza, fummo mobilitati per l’occasione. Accredito, organizzazione, addestramento sul posto per conoscere i piani d’intervento, assegnazione dei turni: per sorteggio, ovviamente. Perché il servizio di volontariato era anche un’occasione per assistere alle partite. E, per noi appassionati, logicamente, non erano tutte uguali.

Quando fu chiaro, al termine dei gironi di qualificazione, che San Siro avrebbe ospitato Germania-Olanda, la febbre iniziò a salire. Assieme a Germania-Jugoslavia dei gironi, gli ottavi facevano parte del nostro pacchetto di servizi. Per noi era Inter-Milan, il derby. Sicuramente, in una stagione nella quale la vittoria della Coppa campioni, a Vienna contro il Benfica, non fece venir meno la delusione per il campionato perso dopo le vicende di Bergamo e l’inopinata sconfitta a Verona (ancora!), l’avversaria più invisa era l’Argentina di Maradona. Tuttavia, un’eventuale sconfitta della Germania a trazione nerazzurra per mano dell’Olanda, colorata invece di rossonero, era un’opzione golosa.

Un derby è un derby: in ogni caso, in ogni competizione, in ogni stagione. Erano tanti anche i tifosi nerazzurri che vedevano in una vittoria della Germania una sorta di risarcimento, dopo una stagione deludente, viste le premesse, considerando il trionfo dell’anno prima, da parte dell’Inter dei record guidata dal Trap. Finimmo così per lasciarci trascinare, anche se in casa, la voce della saggezza di nostro padre ci ricordava che, nel caso, a perdere sarebbe l’Olanda, e non il Milan.

Entrammo a cancelli ancora chiusi, ovviamente. Piccola riunione coi responsabili e, assieme agli altri componenti della squadra di soccorritori, prendemmo posto: ultima fila, settore verde del secondo anello. Subito dopo, lo stadio iniziò lentamente a riempirsi, regalandoci un colpo d’occhio diverso da quello al quale ci aveva abituato, in tanti anni di frequentazione assidua. Gli olandesi erano in minoranza, ma chiassosi come sempre: abbiamo il ricordo vivido della presenza di un gruppo di ottoni, a dettare i cori delle migliaia di sostenitori orange.

La partita, non memorabile dal punto di vista del gioco, come spesso accade in questi casi, ruoterà attorno a un episodio che vedrà coinvolti Rijkaard e l’allora romanista Völler. Al 20′ l’arbitro, l’argentino Loustau, ammonisce infatti l’olandese del Milan per gioco scorretto e il tedesco per proteste (lamentava infatti che l’avversario gli avesse sputato addosso). Sugli sviluppi della punizione, in area olandese, Völler si scontra col portiere Van Breukelen. Rissa conseguente, che il direttore di gara risolve, espellendo il giocatore della Roma e quello del Milan.

Con un uomo in meno, le due compagini debbono inventarsi qualcosa di nuovo dal punto di vista tattico. A farlo meglio sono i germanici, che fanno valere la forza del collettivo. I batavi, che contano su grandi individualità come Van Basten, Gullit e Koeman vengono invece traditi dalla serata no di diversi di loro. Il centravanti del Milan, in particolare, ha vita difficilissima contro Kohler che, non per caso, arriverà in seguito a Torino, sponda bianconera.

La partita vedrà i suoi momenti decisivi nella ripresa, con i gol di Klinsmann (51′) e Brehme (82′) per la Germania e di Koeman (su rigore, concesso per fallo su Van Basten) per gli olandesi, a un soffio dal termine. Ma a giocare una grande gara sono proprio i tre “interisti” della Mannschaft, che esaltano i tanti bauscia presenti allo stadio. A quelli, facenti parte della nostra squadra di soccorritori, che partono con gli sfottò rispondiamo con la frase suggeritaci dal nostro Vecchio: “Scusami eh… ma che maglia indossavano stasera? Quella dell’Inter? Perché non ho visto bene da qua…”. Una risata e una bibita fresca posero così porre fine a una lunga giornata di servizio che, per noi, si concluse senza incidenti.

Ci fu però ancora tempo per fare un intervento. È notte ormai e, a bordo del nostro motociclo, stiamo facendo ritorno a casa. Due persone attirano a gesti la nostra attenzione: sono una coppia di ragazzi della nostra età, con al collo entrambi una sciarpa olandese. Ci dicono che hanno bisogno di un taxi, ma che non sanno come fare.

Raggiungiamo in moto una cabina del telefono e provvediamo, tornando subito sul posto, e attendendo l’autopubblica con i ragazzi. Parliamo un pochino: della partita, della città, delle nostre cose da giovani. Il taxi arriva; il ragazzo ci saluta, ma, prima di andarsene, ci fa dono della sua sciarpa orange. Che conserviamo ancora, tra i nostri ricordi più cari. Buon compleanno, Italia 90.

GERMANIA OVEST-OLANDA  2-1 (0-0)

Germania (5-3-2): Illgner; Reuter, Augenthaler, Berthold, Kolher, Brehme; Littbarski, Matthäus, Buchwald; Klinnsmann (77′ Riedle), Völler. All.: Beckenbauer
Olanda (5-4-1): van Breukelen; van Aerle (66′ Kieft), Koeman, Rijkaard, Wouters, van Tiggelen; van’t Schip, Winter, Gullit, Witschge; van Basten. All.: Beenhakker
Marcatori: 51′ Klinsmann (G), 82′ Brehme, 89′ Koeman (rig.)
Note – Ammoniti: 77′ Matthäus (G); 32′ Wouters, 72′ van Basten (O). Espulsi: 22′ Völler (G) e Rijkaard (O) per comportamento antisportivo

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.