Buon compleanno Italia ’90 – Hijos de puta

Tra le istantanee principali e più controverse del Mondiale italiano, come non ricordare il clamoroso sfogo di Diego Armando Maradona prima della finale contro la Germania Ovest?

PROLOGO. Superfluo rievocare il valore sportivo, culturale, mediatico di un personaggio come Diego Armando Maradona. Semplicemente, uno dei fuoriclasse più influenti e celebri della storia del calcio. Al Mondiale del 1986 in Messico, da capitano di un’Argentina tutto sommato non eccelsa, fu in assoluto l’uomo della competizione: prodezze in serie, la scandalosa bellezza della doppietta all’Inghilterra, tra mano de Diós e il gol del secolo. Una Coppa del Mondo vinta da dominatore assoluto. In Italia, quattro anni più tardi, il campione si ripresentava per aiutare la sua Nazionale a confermarsi o quantomeno difendere con onore il titolo iridato. Un ambiente che conosceva come le sue tasche, militando nel Napoli dal 1984 e avendo conquistato due scudetti. Inevitabilmente Maradona portava ancora tutte le luci dei riflettori su di sé, aspetto a cui era avvezzo. Diversi compagni di squadra del 1986 erano ancora in rosa: a questi Bilardo unì alcuni volti nuovi come il pericoloso attaccante Caniggia. Proprio l’autore del gol che, nella semifinale Italia-Argentina a Napoli, mandò in frantumi il sogno azzurro.

INNO. Maradona, Italia-Argentina, rigori nefasti, speranze iridate spezzate. Questi gli ingredienti per un cocktail ad alto tasso esplosivo, che deflagra prima della finalissima dell’Olimpico tra Argentina e Germania Ovest. Le squadre entrano in campo, Maradona è il capofila della compagine sudamericana. Quando arriva il momento degli inni nazionali, le riprese televisive scorrono gli undici argentini da sinistra a destra: il numero 10, capitano, è l’ultimo a comparire dopo Simón e Goycochea. Maradona è visibilmente arrabbiato, non riesce a trattenere il suo nervosismo. I milioni di telespettatori collegati nel mondo per seguire l’evento non possono fraintendere il suo labiale: “Hijos de puta“. L’espressione colorita è rivolta al pubblico dello stadio Olimpico, che sta fischiando l’inno argentino. Una mancanza di rispetto troppo grande da sopportare, impossibile passarci sopra. Sicuramente, una forma di ribellione da parte dei tifosi italiani contro quell’avversario che aveva buttato fuori gli azzurri di Vicini. Ad ogni modo, una pagina spiacevole. Col senno di poi, quell’ “Hijos de puta” urlato da Maradona può essere considerato un lamento preventivo, che anticipa i nefasti eventi nella carriera del campione e lo strappo con l’Italia. Ma questa è un’altra storia…

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.